Area Urbana
Stadio Marulla: Caruso e Mazzuca «fatto tutto ciò che ritenevamo giusto. Non possiamo rimproverarci nulla»
Il Sindaco Franz Caruso e il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca intervengono dopo il ricorso accolto al Cosenza Calcio: «Fatto tutto ciò che ritenevamo giusto. Anche se non si è daccordo ci adeguiamo alla sentenza»

COSENZA – Sulla questione Stadio Marulla arrivano le dichiarazioni dell’amministrazione Comunale. «Prendiamo atto della decisione del Consiglio di Stato e non possiamo fare altro che adeguarci all’ordinanza dell’organo giurisdizionale». Hanno commentato così il Sindaco Franz Caruso e il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca il provvedimento con il quale il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare del Cosenza Calcio sull’utilizzo dell’impianto, dopo che il TAR Calabria aveva respinto in primo grado il ricorso della società contro la sospensione della concessione dell’impianto decisa dal Comune.
«Non possiamo rimproverarci nulla – hanno ribadito – in quanto abbiamo fatto tutto ciò che ritenevamo giusto fare nelle condizioni date. Ora siamo in presenza della decisione di un giudice che possiamo anche non condividere, ma che rispettiamo».
Sospeso lo stop all’uso dello stadio Marulla al Cosenza Calcio
La svolta giudiziaria sulla complessa ed argomentata vicenda legata all’utilizzo dello stadio “Marulla” è arrivata dalla Sezione Settima del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso in appello promosso dal Cosenza Calcio, riformando la precedente ordinanza del TAR Calabria. Con l’ordinanza n. 03661/2026 (pubblicata il 2 settembre 2026), i giudici di Palazzo Spada hanno sospeso l’efficacia del provvedimento con cui il Comune di Cosenza aveva disposto il blocco della concessione d’uso dell’impianto per ben 18 mesi a causa dell’avvio dei lavori di restyling dell’impianto e del cantiere.
Nel motivare la decisione assunta durante la camera di consiglio del 1° settembre 2026, il Collegio presieduto dal magistrato Massimiliano Noccelli (relatrice la consigliera Rosaria Maria Castorina) ha sottolineato come una sospensione prolungata di un anno e mezzo potesse generare: «Conseguenze irreversibili per la società appellante in termini di immagine, di risultati sportivi ed economici».
Le motivazione dei giudici
I giudici amministrativi hanno espresso forti perplessità anche sull’ipotesi alternativa avanzata nei mesi scorsi: far disputare le gare casalinghe del Cosenza allo stadio di Crotone. Nell’ordinanza di Palazzo Spada viene chiarito che il trasferimento nell’impianto pitagorico appare «di difficile praticabilità» per due criticità fondamentali: la distanza superiore ai 100 km tra i due capoluoghi calabresi, aggravata dall’assenza, allo stato attuale, di stabili collegamenti ferroviari diretti e la rivalità tra opposte tifoserie, che avrebbe comportato gravi rischi per la sicurezza dei cittadini e degli appassionati.

Convivenza tra cantiere e partite: le indicazioni al Comune
Pur ribadendo che le esigenze di incolumità pubblica rimangono inderogabili e primarie, il Consiglio di Stato ha sollecitato l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Caruso a valutare soluzioni alternative al blocco totale della struttura. Il Comune di Cosenza dovrà infatti verificare la fattibilità di accorgimenti tecnici ed organizzativi, quali: specifiche prescrizioni di sicurezza, temporanea e programmata limitazione della capienza degli spalti, separazione netta ed efficace delle aree di cantiere dalle zone spettatori e una diversa calendarizzazione e programmazione dei lavori.
Tali interventi saranno indispensabili per consentire il regolare svolgimento delle partite ufficiali dei rossoblù tra le mura amiche. Come evidenziato nello stesso provvedimento giudiziario, tali opzioni erano peraltro già previste nella documentazione della gara d’appalto, che premiava proprio la capacità dell’impresa aggiudicataria di garantire la continuità delle attività agonistiche in concomitanza con l’esecuzione delle opere.
Gli sviluppi legali e atti tramessi al TAR Calabria
A seguito dell’accoglimento dell’istanza cautelare del Cosenza Calcio — assistito con successo dal collegio legale composto dagli avvocati Francesco Antonio Caputo, Flavio Iacovone e Bernardo Giorgio Mattarella — gli atti sono stati ritrasmessi al TAR Calabria (che aveva dato ragione al Comune) per la sollecita fissazione dell’udienza di merito. Le spese del giudizio cautelare sono state compensate tra le parti. L’ordinanza riapre concretamente la possibilità per la società e per l’intera tifoseria di continuare a vivere il campionato all’interno del “San Vito-Marulla”, imponendo ai tecnici comunali e all’impresa una rapida revisione delle modalità di gestione del cantiere.


















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