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Indagare sull’incendio all’Oasi Argo: “aiutiamo i cani a trovare una casa”. Parte una raccolta fondi

Calabria

RIFUGIO DISTRUTTO

Indagare sull’incendio all’Oasi Argo: “aiutiamo i cani a trovare una casa”. Parte una raccolta fondi

Dopo il rogo di due giorni fa, il Collettivo Voce Animale chiede indagini approfondite sull’origine dell’incendio e maggiori garanzie per gli oltre 200 animali ancora presenti nella struttura. Intanto parte la raccolta fondi per ricostruire il rifugio devastato dalle fiamme

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CIRO’ MARINA (KR) – È una tragedia che ha colpito duramente l’Oasi Argo di Cirò Marina, dove il 4 settembre scorso, un incendio ha provocato la morte di sei cani particolarmente fragili, ospitati all’interno di un container. Secondo quanto emerso le fiamme avrebbero inoltre distrutto un ufficio logistico e due furgoni dell’associazione. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbe anche quella di un possibile atto intimidatorio. Una circostanza che, sottolinea il Collettivo Voce Animale, dovrà essere confermata o esclusa attraverso indagini rigorose e imparziali.

Il rogo dell’Oasi Argo e le richieste alle Istituzioni

L’appello rivolto alle Istituzioni competenti chiede di accertare l’origine dell’incendio senza escludere alcuna ipotesi, acquisire eventuali filmati di videosorveglianza e testimonianze, chiarire le modalità con cui il fuoco ha raggiunto il container e individuare eventuali responsabili qualora venga accertata una condotta dolosa. Il Collettivo chiede inoltre di verificare le condizioni di sicurezza dell’intera struttura e di adottare misure tempestive per tutelare gli oltre 200 animali ancora presenti, garantendo trasparenza sugli esiti degli accertamenti compatibilmente con il segreto investigativo.

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“La verità deve emergere”

Nel documento indirizzato alle Autorità, il Collettivo Voce Animale sottolinea la gravità della morte dei sei animali, impossibilitati a mettersi in salvo, e chiede che venga ricostruita con precisione la dinamica dell’accaduto: “La morte di sei animali impossibilitati a mettersi in salvo impone che venga fatto tutto il possibile affinché emerga la verità. Qualunque sia stata la causa dell’incendio, è indispensabile ricostruire con esattezza quanto accaduto, accertare eventuali responsabilità e impedire che una simile tragedia possa ripetersi.”

L’associazione conclude chiedendo un intervento tempestivo e di essere informata sugli sviluppi delle indagini e sugli eventuali provvedimenti adottati.

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La raccolta fondi per ripartire

Parallelamente all’appello alle Istituzioni, è partita una raccolta fondi su GoFundMe per sostenere la ricostruzione dell’Oasi Argo. Il messaggio rivolto ai cittadini: “Questa volta non vi chiediamo semplicemente di aiutare dei cani randagi. Vi chiediamo di aiutare a ricostruire una casa. L’Oasi Argo è stata devastata dalle fiamme. Tutto è andato distrutto. I cani hanno perso il loro rifugio, le loro cucce, il cibo, le medicine, le loro cose… ma soprattutto hanno perso il loro punto di riferimento, il luogo che chiamavano casa”.

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“Oggi ci sono cani che non hanno più un posto dove ripararsi. Non ci sono più scorte di cibo. Non ci sono più cucce. Non ci sono più medicinali e materiali indispensabili per prendersi cura di loro. E adesso bisogna ripartire da zero”.

L’appello invita a contribuire anche con piccole somme che possono diventare cibo, cucce, medicine, recinzioni e un nuovo rifugio: “loro non hanno scelto di nascere randagi. Non hanno scelto il fuoco. Non hanno scelto di perdere tutto. Hanno solo bisogno di noi”.

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