Italia
UNA NUOVA VITA
Un cuore dalla Calabria salva la vita a Regina: a 19 anni rinasce dopo un infarto
La giovane era in vacanza alle Cinque Terre quando il suo cuore ha ceduto. Dopo l’Ecmo, una pompa cardiaca di ultima generazione e un’attesa drammatica, per la studentessa 19enne il dono che le ha cambiato la vita: un cuore compatibile dalla Calabria

TORINO – Una storia che attraversa l’Italia da nord a sud: dalla Liguria, dove tutto è iniziato, a Torino, dove è stata compiuta la complessa operazione, fino alla Calabria, da dove è arrivato quel cuore che ha permesso a Regina di tornare a vivere. Aveva appena 19 anni e si trovava in Italia per un periodo di studio quando una giornata di svago alle Cinque Terre si è trasformata in una corsa contro il tempo.
La storia di Regina, dal dramma al cuore nuovo dalla Calabria
Regina, studentessa messicana al primo anno di Medicina a Monterrey e temporaneamente in Francia con il programma Erasmus, è stata colpita da un infarto devastante mentre si trovava in Liguria. Con le poche forze rimaste è riuscita a tornare a riva, ma il suo cuore aveva già iniziato a cedere. Ricoverata inizialmente a La Spezia, è stata poi trasferita all’ospedale San Martino di Genova, dove i medici hanno diagnosticato uno shock cardiogeno provocato da un infarto destruente. Alla base dell’emergenza, un’anomalia congenita nel decorso delle arterie coronarie aveva provocato un danno irreversibile al muscolo cardiaco.

Il cuore della Calabria
Trasferita alla Terapia Intensiva della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette di Torino, Regina è stata inserita nella lista d’attesa urgente per un trapianto. Per mantenerla in vita è stata prima sostenuta con l’Ecmo e successivamente con una pompa microassiale di ultima generazione. Poi, dopo due settimane di attesa, la notizia che poteva cambiare tutto: in Calabria era disponibile un cuore compatibile.
Il trapianto è stato eseguito dal professor Mauro Rinaldi, direttore della Cardiochirurgia delle Molinette, insieme ai professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e all’anestesista Alberto Orsello. L’intervento è durato circa otto ore e si è concluso con successo. Il cuore donato ha ripreso immediatamente a battere nel torace della giovane.
Il decorso postoperatorio è stato regolare e, dopo appena tre settimane, Regina ha potuto lasciare la Cardiochirurgia. A un mese dal trapianto, la studentessa si prepara ora a tornare a Monterrey, in Messico, portando con sé una seconda possibilità. A sottolineare il valore della vicenda è Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino: “Il potere della donazione. L’eccellenza dei nostri professionisti. Tutto questo ha permesso di salvare una giovane ragazza messicana, quando la situazione ormai sembrava precipitare definitivamente”.
.



















Social