Calabria
DOPO I CONTROLLI
Gioia Tauro, controlli sugli 8 container sospetti: «nessun contenuto di rilievo penale»
La perizia tecnica sul materiale proveniente dall’India e destinato a Israele esclude, secondo quanto si apprende, la presenza di materiale bellico. Dopo i controlli di Guardia di finanza e Agenzia delle Dogane, il carico ha ripreso il viaggio verso la destinazione finale

GIOIA TAURO (RC) – Si chiude con l’esclusione di un «contenuto di rilievo penale» la vicenda degli otto container arrivati nei mesi scorsi al porto di Gioia Tauro e sottoposti a ispezione dopo il sospetto che potessero contenere materiale bellico destinato a Israele. La perizia tecnica disposta sul carico, secondo quanto si apprende, non avrebbe evidenziato elementi tali da configurare un illecito penale. I container, contenenti barre d’acciaio, alcune quadrate e altre tonde, sono stati quindi autorizzati a proseguire verso la destinazione finale.
I container e i controlli al porto
La vicenda era nata da una segnalazione relativa al possibile utilizzo delle barre per la realizzazione di armamenti. L’allarme era stato rilanciato attraverso un’inchiesta giornalistica, ripresa dal movimento Bds e dai sindacati Usb e Orsa, che avevano espresso preoccupazione per il possibile transito dal porto calabrese di «materiale bellico» diretto in Israele.

L’origine dei sospetti
Nei mesi scorsi era emerso che le barre d’acciaio non risultavano destinate direttamente a una fabbrica di armi, come ipotizzato inizialmente, ma, sulla base dei documenti di carico, a un’agenzia di intermediazione, la «Banyan Group international», che si occupa abitualmente di collegamenti commerciali tra India e Israele.
Il dubbio che l’intermediazione potesse rappresentare una copertura per il passaggio attraverso l’Italia di «materiali di armamento» aveva portato la Procura di Palmi, la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane ad avviare gli accertamenti tecnici sul contenuto dei container. L’obiettivo era stabilire la natura effettiva del materiale trasportato e verificare l’eventuale necessità di un’autorizzazione al transito.
La perizia sblocca il carico
L’esito degli accertamenti avrebbe escluso la presenza di un carico sospetto tale da richiedere l’autorizzazione prevista dalla legge 185/90, la normativa che disciplina il commercio e l’esportazione di armamenti e vieta, tra l’altro, l’esportazione di armi verso Paesi in stato di conflitto secondo le condizioni previste dalla legge.
Alla luce delle risultanze della perizia, gli otto container hanno dunque potuto riprendere il loro percorso verso Israele. La conclusione degli accertamenti ridimensiona così i timori iniziali sul possibile transito di materiale bellico attraverso lo scalo calabrese, escludendo, sulla base delle verifiche effettuate, un «contenuto di rilievo penale».


















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