Cronaca
Accusato di presunta frode assicurativa dopo un incidente sulle scale di un condomino a Longobardi. Assolto
Secondo l’accusa avrebbe denunciato falsamente l’incidente con l’obiettivo di conseguire indebitamente un indennizzo economico ai danni della compagnia assicurativa Reale Mutua. Assolto dal tribunale «per non aver commesso il fatto»

TORINO – Si è concluso con un’assoluzione piena il processo penale a carico di R.C., cittadino cosentino finito a giudizio davanti alla sesta sezione penale del Tribunale di Torino con l’accusa di frode assicurativa (articolo 642 del Codice Penale). Il Giudice monocratico, la dottoressa Antonella Nocifora, ha assolto l’imputato, difeso dagli avvocati Francesco Chiaia ed Antonio Petrone, «per non aver commesso il fatto», accogliendo integralmente le tesi sostenute dai legali della difesa, gli avvocati Francesco Chiaia e Antonio Petrone.
La Presunta frode assicurativa e l’incidente sulle scale
La vicenda giudiziaria trae origine da un presunto incidente occorso nell’estate del 2022 sulle scale di un condominio situato a Longobardi, sul litorale tirrenico cosentino. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo avrebbe denunciato falsamente il sinistro con l’obiettivo di conseguire indebitamente un indennizzo economico ai danni della compagnia assicurativa Reale Mutua Assicurazioni S.p.A. La competenza territoriale del Tribunale piemontese è stata radicata proprio in virtù della sede legale della società assicurativa a Torino. Per verificare la veridicità dell’accaduto, la compagnia di assicurazione aveva inizialmente affidato l’incarico a un’agenzia investigativa privata, la cui relazione preliminare aveva fornito elementi contrari alla posizione dell’indagato.

Il dibattimento e la svolta processuale della difesa
Nel corso del processo, la ricostruzione dell’accusa è caduta sotto i colpi del controesame condotto dal collegio difensivo che ha evidenziato l’inconsistenza della Perizia Investigativa. Durante l’esame in aula, sollecitata dalle domande dell’avvocato Francesco Chiaia, la rappresentante dell’agenzia investigativa ha dovuto ammettere che le conclusioni iniziali erano frutto di valutazioni personali e non sostenute da riscontri fattuali rigidi. Analoghe ammissioni sono giunte anche dal rappresentante della compagnia assicurativa.
L’Audio del 118: l’ascolto in aula della registrazione della telefonata di soccorso effettuata al 118 non ha evidenziato alcuna indicazione contrastante circa il luogo della caduta. Infine la consulenza tecnica: l’avvocato Antonio Petrone ha escusso il consulente della difesa, l’ingegner Fabrizio Coscarelli, il quale ha fornito una ricostruzione dettagliata e scientifica della dinamica del sinistro perfettamente aderente ai fatti sostenuti dall’imputato.
Le richieste delle parti e la sentenza
Nel corso dell’ultima udienza dedicata alla discussione finale, il Pubblico Ministero aveva formulato una richiesta di condanna a 8 mesi di reclusione, mentre la parte civile, associandosi alle richieste della Procura, aveva chiesto il pagamento di una provvisionale pari a 3.000 euro. Il Giudice del Tribunale di Torino, smontando l’impianto accusatorio e condividendo le argomentazioni degli avvocati Chiaia e Petrone, ha scagionato definitivamente l’uomo da ogni addebito penale.



















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