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Il Procuratore Falvo «Scarichi illegali, lavanderie abusive e frantoi non a norma avvelenano il mare in Calabria»

Tirreno

il dibattito

Il Procuratore Falvo «Scarichi illegali, lavanderie abusive e frantoi non a norma avvelenano il mare in Calabria»

L’inquinamento marino in Calabria non dipende soltanto dai depuratori ma da una fitta rete di scarichi clandestini. L’allarme lanciato da Praia a Mare durante l’evento “Mare Dentro. Il Procuratore Falvo: «La ricerca scientifica sui sedimenti ci permette di risalire ai responsabili»

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Falvo Mare dentro_01

PRAIA A MARE (CS) – Il mare sporco in Calabria? «La maladepurazione pesa solo per il 42% , ma ad avvelenare le acque sono lavanderie abusive, scarichi non autorizzati e frantoi che sversavano illegalmente». È l’allarme del Procuratore ella Repubblica di Potenza, Camillo Falvo in occasione della tappa conclusiva a Praia a Mare del progetto “Mare Dentro”, promosso dall’Ente Parchi Marini Regionale (EPMR) con la partecipazione dell’ordinario di Ecologia Silvio Greco, coautori del libro Il Mare d’Inverno. Quando sull’acqua compare una chiazza scura o una striscia di schiuma, il dito non può e non deve puntare in una sola direzione. La cattiva depurazione pesa infatti soltanto per circa i42% sulla qualità complessiva delle acque marine.

Scarichi abusivi e attività economiche non collettate

Il resto del problema è causato da un reticolato complesso di scarichi abusivi, attività economiche non collettate, frantoi non a norma, condotte clandestine, rifiuti abbandonati e cattive abitudini quotidiane. I dati emersi durante l’incontro tracciano un quadro provocatorio ma realistico: nella nostra regione vi sono ancora almeno 40 Comuni privi di rete fognaria e persino nei grandi capoluoghi esistono interi quartieri non collegati ai sistemi di depurazione.

Mare dentro

Sostanze “Spia” e droni per scovare le lavanderie abusive in mare

Nel corso del dibattito, condotto dal comunicatore strategico Lenin Montesanto e dal giornalista Giuseppe Brindisi, il Procuratore Camillo Falvo ha illustrato il cambio di metodo investigativo sperimentato sul campo. Sequestrare un impianto di depurazione a seguito di un reato si è rivelato spesso inefficace per fermare il flusso inquinante. Per questo motivo è stata creata una task force multidisciplinare tra Procura, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Regione, Capitaneria di Porto e Forze dell’Ordine. Attraverso migliaia di campionamenti scientifici, l’utilizzo di termoscanner e mezzi aerei e navali, gli investigatori sono riusciti a tracciare la “firma” chimica dei contaminanti nei sedimenti:

«L’acqua non ha memoria, ma i sedimenti ricordano tutto. Tramite le analisi siamo risaliti direttamente alla sorgente dell’inquinamento, individuando lavanderie abusive, scarichi non autorizzati e frantoi che sversavano illegalmente», ha spiegato il Procuratore Falvo.

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«Il Mare comincia in Sila e in Aspromonte»: la geografia della responsabilità

A completare la diagnosi è stato il biologo marino Silvio Greco, il quale ha ricordato la particolare conformazione orografica della Calabria. Essendo una regione stretta e dominata dalle catene montuose, tutto ciò che viene sversato nell’entroterra si riversa inevitabilmente sulla costa. Il mare comincia a Camigliatello, sulle Serre e in Aspromonte, lungo i fossi e le fiumare. L’effetto delle piogge: durante i temporali, i corsi d’acqua dilavano il terreno e trasportano a valle i carichi di rifiuti e reflui accumulati nei mesi invernali.  Come sottolineato anche dal DG dell’EPMR Raffaele Greco, la qualità dell’acqua si costruisce con le azioni di tutela intraprese durante tutto il resto dell’anno.

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Istituzioni e territorio: unità d’azione per la tutela ambientale

L’incontro di Praia ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali ed esperti. Salvatore Siviglia, DG Dipartimento Ambiente , ha evidenziato come gli impianti di depurazione richiedano una filiera di responsabilità condivisa. Ha citato i segnali positivi registrati nell’ultimo periodo, tra cui un aumento del 500% nelle richieste di autorizzazione al collettamento. Domenico Droghini, consigliere delegato all’Ambiente del Comune di Praia a Mare, ha illustrato le iniziative locali come il progetto Spiaggia Linda con la Lega Navale e le uscite sostenibili all’Isola Dino col WWF.

Antonio De Caprio, consigliere Regionale, ha rimarcato la necessità di considerare le bellezze naturali, come l’Isola Dino, non come semplice patrimonio municipale ma come ricchezza dell’intera regione. Antonello Grosso La Valle (UNPLI) ha sottolineato il ruolo delle Pro Loco quali presidi territoriali di legalità e sentinelle ambientali contro i comportamenti incivili.

 

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