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Cosenza Calcio, se alla terza di campionato Coppitelli ammette “rosa smantellata, oggi la salvezza è un miracolo»

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Cosenza Calcio, se alla terza di campionato Coppitelli ammette “rosa smantellata, oggi la salvezza è un miracolo»

Coppitelli fotografa il momento buio ed ammette «in molti mi hanno chiesto perché abbia scelto Cosenza consapevole delle difficoltà: onestamente non credevo fossero a questo livello. Teniamo a galla una barca a galla con sforzi enormi»

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Federico Coppitelli allenatore Cosenza Calcio

COSENZA – Non è soltanto il peso numerico della sconfitta di ieri sera, quel nettissimo 4-0 subito contro un Catania dalle evidenti qualità tecniche. A lasciare basiti tifosi e addetti ai lavori sono i palesi limiti della rosa del Cosenza Calcio: un gruppo composto da giovani volenterosi, ma che appare strutturalmente inadeguato persino per lottare per la zona play-out. Ma le parole più emblematiche, che fotografano la situazione, non arrivano dai giornalisti, né dalle discussioni da bar dei tifosi, ma da chi la squadra la guida giorno per giorno. Il tecnico Federico Coppitelli, nel post-partita, ha dipinto un quadro drammatico quanto reale: «Ad oggi, per centrare l’obiettivo minimo della salvezza, servirebbe un miracolo».

Catania-Cosenza Calcio

Frustrazione e rassegnazione: l’amaro sfogo di Coppitelli a RaiSport

Ai microfoni di RaiSport, l’allenatore rossoblù è apparso visibilmente frustrato e quasi rassegnato. Quando ha accettato la panchina del Cosenza sapeva che l’impresa sarebbe stata complessa, ma la realtà si è rivelata decisamente peggiore delle aspettative. A partire dal mese di luglio, la dirigenza ha progressivamente smantellato la rosa che lo scorso anno era riuscita nell’impresa di conquistare i play-off. Un impoverimento tecnico dettato dalla scelta societaria di monetizzare il più possibile attraverso la cessione dei pezzi pregiati e di liberarsi dei contratti più onerosi.

«Stiamo cercando di tenere una barca a galla con grandissimo lavoro quotidiano e con uno sforzo enorme da parte di tutti», ha dichiarato Coppitelli a RaiSport. «Purtroppo sconfitte come questa fanno parte della realtà, anche se nessun uomo di sport vorrebbe viverle. Nelle prime due partite abbiamo fatto uno sforzo incredibile per essere presentabili e tenere le gare in piedi, ma contro il Catania – un avversario che in questo momento non ha niente a che vedere con noi – non siamo riusciti a restare dentro la partita. Il punteggio rende esattamente la differenza tra le due squadre».

Rosa del Cosenza Calcio inadeguata ed errori tattici forzati

Nonostante il passivo pesante, l’ex tecnico della Casertana difende a spada tratta il gruppo, conscio dei limiti con cui si trova a dover fare i conti quotidianamente: «La squadra ha fatto il massimo, non posso dire nulla ai ragazzi. Avevamo due esterni in rosa: uno si è fatto male nel riscaldamento e al suo posto ha giocato Almaviva, che è un trequartista che stiamo adattando. In questo contesto chiedergli di più è impossibile».

«Oggi sono entrati 6 o 7 giocatori che hanno all’attivo meno di dieci allenamenti con la squadra. Dove non arrivano è per limiti, per amalgama o per condizione. Oggi, purtroppo, questi siamo noi». Il pensiero ai tifosi: «Sono dispiaciuto soprattutto per i tifosi: so che c’è affetto e che batte un cuore per questa squadra. Non meritano questa situazione, come non la meritiamo noi».

Cosenza Calcio Potenza2

«Situazione più complessa del previsto. Ad oggi salvarsi è un miracolo»

In un’ulteriore intervista rilasciata al giornalista Pippo Gatto, Coppitelli ha rincarato la dose con parole schiette, ricordando come i segnali d’allarme fossero stati lanciati già durante la pre-season:  «Bisogna essere seri: come ha detto il direttore abbiamo un obiettivo, ma ad oggi centrarlo è un miracolo. In molti mi hanno chiesto perché abbia scelto Cosenza consapevole delle difficoltà: onestamente non credevo fossero a questo livello. Con lo staff e il direttore lavoriamo 24 ore al giorno, ma la situazione è più complessa del previsto».

Il tecnico ha poi ripercorso le tappe del ridimensionamento della rosa. Già dopo l’amichevole contro la Vibonese, a soli cinque giorni dal via del campionato, l’allarme era stato lanciato. «La realtà è che già dopo l’amichevole con la Vibonese, a cinque giorni dall’inizio del campionato, avevo lanciato un allarme: quel giorno giocavano ancora Caporale, Emmausso, Langella, Ciotti, che poi ci hanno progressivamente abbandonato. Il cammino sarà lungo, tortuoso e pesante. «Abbiamo affrontato tutte le difficoltà possibili. Per me che sono un allenatore giovane queste cose servono da esperienza, ma è dura aiutare i ragazzi a vedere il futuro con positività».

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