Italia
DIVARI IN CALO
Scuola, rapporto Ocse-Pisa e la sorpresa dell’Italia: 474 punti in lettura e 468 in matematica
Il nuovo rapporto Ocse-Pisa fotografa un sistema scolastico italiano che, nonostante il forte arretramento internazionale, supera la media Ocse in tutti e tre gli ambiti principali. Migliorano anche le scienze e si riducono i divari tra Nord e Sud

ROMA – Dai dati del Rapporto Ocse-Pisa 2025 gli studenti italiani di 15-16 anni mostrano una performance migliore rispetto alla media. In lettura l’Italia raggiunge 474 punti, contro i 461 della media internazionale, superando anche la Francia e la Germania. Un risultato definito particolarmente significativo dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: “Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale. Il punteggio medio italiano è superiore a quello della Finlandia, sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti internazionali in questo ambito”.
Rapporto Ocse-Pisa, divari in calo
In matematica il punteggio italiano è di 468 punti, rispetto ai 463 della media Ocse, con risultati migliori di Francia, Germania, Stati Uniti e Svezia. Anche la quota di studenti che raggiunge almeno il livello di base risulta leggermente superiore a quella Ocse. Nelle scienze, ambito principale dell’indagine 2025, gli studenti italiani ottengono 483 punti, contro i 482 della media Ocse.
Secondo il Ministero dell’Istruzione, i dati evidenziano una “una situazione di solidità per il nostro sistema di istruzione, che supera significativamente per la prima volta la media Ocse in comprensione dei testi scritti (lettura) e la supera pure in matematica come anche in scienze, dove le competenze migliorano rispetto ai dati del 2022″. La rilevazione segnala inoltre una riduzione dei divari storici tra Nord e Sud del Paese.
“Si confermano i segnali positivi già emersi nella ultima rilevazione Invalsi. La scuola italiana si è mostrata un sistema solido. In un contesto complesso, che ha visto arretrare in modo preoccupante diversi Paesi, il nostro sistema scolastico ha saputo lavorare sulle criticità, riuscendo peraltro a ridurre i divari storici tra Nord e Sud. Diventiamo un riferimento internazionale importante, lasciandoci alle spalle vecchi pregiudizi. Continueremo lungo la strada tracciata per potenziare le misure a supporto dei docenti e degli studenti”, commenta soddisfatto Valditara.

91 Paesi coinvolti
L’indagine Ocse-Pisa misura il livello con cui gli studenti tra i 15 e i 16 anni hanno acquisito conoscenze e abilità considerate essenziali per la piena partecipazione alla vita economica e sociale. Nel 2025 il focus è stato dedicato alle scienze, intese come capacità di utilizzare criticamente le conoscenze scientifiche, interpretare fenomeni, valutare evidenze e assumere decisioni consapevoli su temi come salute, ambiente e sostenibilità.
La rilevazione ha coinvolto 91 Paesi e complessivamente 33 milioni di studenti. In Italia, ha spiegato Laura Palmerio di Invalsi, sono stati coinvolti circa 9mila studenti quindicenni e 7.500 genitori. Il rapporto evidenzia anche una crescita del senso di appartenenza alla scuola rispetto al 2022: in media nei Paesi Ocse il 76% degli studenti dichiara di sentirsi parte della propria scuola, mentre in Italia la quota è pari o inferiore al 64%. Il senso di appartenenza risulta inoltre più basso tra le ragazze e tra gli studenti provenienti da contesti socio-economici svantaggiati. La prossima rilevazione Pisa è prevista nel 2029 e tornerà a concentrarsi su lettura, matematica e scienze.

Invalsi, il quadro internazionale
L’Italia dunque è nel ristretto gruppo dei Paesi che tengono il passo. Sono oltre 90 i Paesi coinvolti nell’indagine Ocse-Pisa tra il 2022 e il 2025 e il nuovo rapporto evidenzia un generale e significativo peggioramento degli esiti. A migliorare sono soltanto Regno Unito, Turchia e Repubblica slovacca, mentre molti altri Paesi registrano risultati inferiori rispetto al 2022. L’Italia, invece, rientra nel ristretto gruppo di sistemi scolastici che hanno mantenuto i propri risultati nei tre ambiti considerati.
“Sono pochissimi i Paesi che a livello internazionale evidenziano dei miglioramenti, quasi tutti nell’Estremo Oriente – spiega il presidente di Invalsi Roberto Ricci – e non sono tanti coloro che hanno mantenuto i loro risultati in tutti i tre gli ambiti. L’Italia è tra questi, si colloca in questo sparuto gruppo di Paesi. In generale, In Scienze e Matematica l’Italia è nella media Ocse, per lettura è sopra la media Ocse. L’indagine si focalizza in particolare sulle Scienze”.
Il rapporto fotografa inoltre una buona equità del sistema scolastico italiano: il contesto socio-economico incide per l’11% sull’esito delle prove di Scienze, ma la scuola italiana mostra una significativa capacità di ridurre le differenze legate alla condizione di partenza. Resta tuttavia una criticità sulla fascia degli studenti con risultati più elevati. “Nelle Scienze dobbiamo continuare a investire sui bravi su coloro che hanno risultati alti perchè sono in midura minore rispetto alla media Ocse: il 4% contro il 7%”, ha proseguito Ricci. “La nostra scuola mostra una capacità perequativa buona”, conclude il presidente di Invalsi.



















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