Calabria
“Altofondale”: l’UniCal svela i segreti del relitto di Monasterace scoperto a 500 metri di profondità
L’Università della Calabria entra nel progetto “Altofondale”, dedicato alla tutela e alla valorizzazione del relitto risalente al V-IV secolo a.C. Gli esperti del DiBEST analizzeranno i reperti ceramici per ricostruirne provenienza, tecniche di produzione e condizioni di conservazione

ROCCELLA IONICA (RC) – Un nuovo importante tassello si aggiunge al progetto “Altofondale: tutela, conoscenza, ricerca e nuove prospettive”, dedicato allo studio e alla valorizzazione del relitto rinvenuto nel 2023 nelle acque antistanti Monasterace, a circa 500 metri di profondità. L’imbarcazione, risalente a un periodo compreso tra il V e il IV secolo a.C., rappresenta una straordinaria testimonianza archeologica sommersa.
Il progetto è stato presentato sabato 5 settembre al Porto delle Grazie di Roccella Ionica dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, durante un incontro aperto a cittadini e istituzioni. La rilevanza della scoperta e il carattere innovativo delle attività hanno portato l’iniziativa all’interno del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” del Ministero della Cultura, che sostiene gli interventi destinati al recupero, al restauro e alla valorizzazione del relitto.

“Altofondale”, l’analisi dell’UniCal
In questo articolato percorso scientifico entra in campo l’Università della Calabria, attraverso il gruppo di ricerca di beni culturali coordinato dal professor Mauro La Russa, direttore del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra (DiBEST). Il Dipartimento avrà un ruolo specifico nello studio dei reperti ceramici, con indagini mirate a ricostruirne l’origine e a individuare i contesti produttivi. Le analisi consentiranno inoltre di approfondire le tecniche utilizzate per la realizzazione dei manufatti e di valutare gli effetti della lunga permanenza in ambiente marino, raccogliendo dati preziosi per individuare le più efficaci strategie di conservazione e restauro.

Dalla ricerca al restauro
«Il nostro compito – sottolinea Mauro Francesco La Russa – sarà quello di studiare e caratterizzare i reperti ceramici per ricostruirne la provenienza e individuare i contesti produttivi, analizzando al tempo stesso le tecniche utilizzate per la loro realizzazione». La partecipazione dell’UniCal rafforza così la natura interdisciplinare di “Altofondale”, mettendo a disposizione competenze, strumenti e metodologie scientifiche per accompagnare le diverse fasi del progetto: dalla conoscenza dei reperti alla loro conservazione, fino alla futura valorizzazione. Un lavoro che punta a trasformare il ritrovamento del relitto in una nuova occasione di ricerca e di conoscenza del patrimonio archeologico sommerso della Calabria.



















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