Area Urbana
Rende, affidato il servizio del “canile rifugio” per la custodia dei cani randagi nel triennio 2026-2028
Il Comune di Rende ha aggiudicato il servizio di custodia dei cani randagi in canile sanitario per il triennio 2026-2028

RENDE – Arriva un passaggio decisivo nella gestione del fenomeno del randagismo e nella tutela della sicurezza e dell’igiene pubblica sul territorio comunale. La Centrale Unica di Committenza Trasparenza ha pubblicato l’avviso di aggiudicazione per l’affidamento del servizio di custodia dei cani randagi in un canile sanitario per il triennio 2026-2028. In linea con le prescrizioni di legge che impongono agli enti locali di assicurare la custodia, il ricovero e il mantenimento degli animali abbandonati per contrastare il randagismo, il Comune di Rende ha dovuto ricorrere all’esternalizzazione dell’intervento causa l’assenza di strutture idonee di proprietà e la carenza di personale con qualifica adeguata.
Rende: servizio di canile sanitario alla Cino Sport Srl di Mendicino
La procedura di aggiudicazione, gestita tramite procedura negoziata e con il criterio del minor prezzo, si è conclusa con l’assegnazione ufficiale formalizzata con determina del Settore Polizia Locale. L’appalto è stato aggiudicato alla società Cino Sport Srl, con sede legale a Mendicino, che ha presentato un ribasso dell’1,62% sull’importo posto a base d’asta. Delle cinque ditte invitate alla procedura (Varca Group Srl, Cino Sport Srl, Argano Soc. Cooperativa, Laquattrozampe Srl e Donnici Coop Sociale Arl), la Cino Sport Srl è risultata l’operatore economico firmatario dell’offerta valida ed economica.

Il quadro della custodia e il fondo per il canile rifugio
L’affidamento del canile sanitario (destinato alla prima accoglienza e alla presa in carico sanitaria dei cani catturati sul territorio) si affianca alle procedure per la gestione del canile rifugio, la struttura a lungo termine in cui vengono trasferiti gli animali. Fino allo scorso anno, il servizio di ricovero vedeva ospitati oltre 450 cani presso una struttura a Rocca di Neto, nel Crotonese, la cui convenzione era giunta a scadenza.
I costi stimati dal Comune
Per la gestione complessiva e continuativa del canile rifugio, l’Amministrazione comunale aveva stimato un impegno economico complessivo a bilancio pluriennale pari a circa 1,7 milioni di euro per il triennio (comprensivi di costi di alimentazione, cure veterinarie, farmaci e costi del personale addetto alla struttura). Fino a 300 cani, il costo per singolo animale previsto era di circa 900 euro all’anno (per un totale di 328mila euro per circa 300 cani) e che riguardano ovviamente cibo, medicinali e benessere del cane.
A questi si aggiungevano i costi della manodopera delle persone che lavorano nel canile rifugio e che per circa 450 cani, è stimato in 189mila euro. Ne deriva, dunque, che la spesa presunta annua ammontava a circa 587mila euro e che per l’intero triennio è pari ad 1,7 milioni di euro (IVA inclusa). Soldi che utilizzati dal Bilancio Pluriennale 2025 – 2027. L’inquadramento complessivo dei due servizi — sanitario e rifugio — punta a garantire la continuità dell’assistenza animale, l’incolumità pubblica e il rispetto degli standard di benessere per gli animali randagi recuperati in città.


















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