Italia
I DATI
Rientro tra i banchi e affettività: 4 studenti su 10 chiedono risposte. La sfida della scuola dopo la nuova legge
I dati del progetto Anlaids fotografano i desideri degli adolescenti al rientro tra i banchi di scuola e le sfide aperte dalla nuova legge sul consenso informato

COSENZA – Con il ritorno tra i banchi di scuola emerge con forza il bisogno di orientamento e informazione tra i più giovani, soprattutto sul tema dell’affettività. Secondo la recente fotografia scattata dal progetto nazionale “Anlaids incontra studenti e studentesse” – che nell’ultimo anno scolastico ha coinvolto 100 istituti (di cui il 67% licei) distribuiti in 7 regioni –, ben 4 adolescenti su 10 chiedono di approfondire la sessualità sia nella sua funzione riproduttiva sia in quella relazionale.

Affettività: cosa interessa agli studenti e a chi si rivolgono
Dall’indagine emergono chiaramente le priorità e gli argomenti di maggiore interesse indicati dai ragazzi: gestione di emozioni e sentimenti richiesta dal 29,9% degli studenti; consenso e rispetto per il 17% che desidera affrontare il tema del rispetto di sé, degli altri e delle diversità. E poi ancora identità e orientamento, l’11,1% chiede chiarezza sulle differenze tra sesso biologico, identità di genere e orientamento sessuale.

A chi si rivolgono i ragazzi in caso di bisogno? Quando sorge un problema di natura affettiva o sessuale, i canali di supporto e consultazione primaria evidenziano un marcato divario con il mondo medico-scientifico. Il primo punto di riferimento restano i coetanei e gli amici (32,4%), seguiti dalla madre (25%). Il 10,2% sceglie di cercare risposte autonomamente su Internet, mentre il ricorso ai professionisti della salute appare fortemente marginale: soltanto il 6,4% si rivolge a un medico e appena lo 0,5% interpella uno psicologo.
Le novità a scuola: la legge sul consenso informato
I risultati della ricerca sul tema dell’affettività tra i giovani arrivano in concomitanza con l’avvio del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della legge sul consenso informato in ambito scolastico. La nuova normativa stabilisce che per tutte le attività riguardanti la sessualità sia necessario il consenso preventivo scritto delle famiglie (o degli studenti se maggiorenni), la preventiva visione del materiale didattico e informazioni dettagliate su obiettivi, modalità ed eventuali esperti esterni coinvolti. La legge esclude inoltre tali attività nelle scuole dell’infanzia e primarie, fermo restando quanto previsto dalle Indicazioni nazionali.

Sulle novità legislative si è espresso Luca Butini, presidente di Anlaids, sottolineando l’importanza di una corretta applicazione delle norme per tutelare i percorsi formativi: «La nuova legge chiede alle scuole più trasparenza, materiali accessibili alle famiglie e una verifica rigorosa delle competenze degli esperti: principi che Anlaids condivide e applica da tempo. Il consenso informato, però, deve rafforzare l’alleanza tra scuola e famiglia, non diventare una barriera all’informazione. I dati ci dicono che i ragazzi hanno domande concrete su prevenzione, relazioni, emozioni e consenso e che, quando ricevono risposte scientificamente corrette in uno spazio partecipativo e non giudicante, le conoscenze crescono e lo stigma si riduce. La sfida è garantire a tutti gli adolescenti percorsi qualificati e continuativi, nel rispetto del loro diritto alla salute».


















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