Provincia
San Basile, la scuola riapre grazie all’accoglienza: così il borgo del Pollino combatte lo spopolamento
La scuola ha rischiato di chiudere per la mancanza di numeri sufficienti. Grazie all’esperienza di accoglienza delle famiglie sul territorio comunale, tanti bambini hanno trovato posto nelle aule contribuendo a darne nuova vita

SAN BASILE (CS) – Oggi a San Basile la scuola si è riaperta. Nel piccolo borgo del Pollino, dove il calo demografico rischia ogni giorno di mettere in discussione servizi essenziali, oggi si è scritta una pagina di ripartenza. La scuola, infatti, ha rischiato concretamente di chiudere per la mancanza di numeri sufficienti. Un rischio che avrebbe significato molto più della perdita di un servizio: avrebbe significato privare il paese di uno dei suoi luoghi più importanti di socialità, formazione e comunità. Oggi, invece, i bambini tornano in classe.
La scuola riapre a San Basile: “L’accoglienza può essere anche una risposta allo spopolamento”
A contribuire alla permanenza della scuola è stata anche l’esperienza di accoglienza delle famiglie inserite nel progetto presente sul territorio comunale. Bambini arrivati da storie e percorsi diversi hanno trovato posto nelle aule del Comune di San Basile e, allo stesso tempo, hanno contribuito a dare nuova vita alla scuola. Un intreccio che racconta una realtà spesso dimenticata: nei piccoli comuni l’accoglienza può diventare anche una risposta concreta allo spopolamento.

«Non voglio che questa storia venga raccontata dicendo semplicemente che alcuni bambini hanno permesso di raggiungere il numero necessario per mantenere aperta la scuola – sottolinea Caterina Pugliese, responsabile di progetto e consigliera con delega alla Scuola – perché significherebbe ridurre una storia umana a una questione di numeri. Quei bambini oggi sono bambini della nostra scuola. – precisa – Sono compagni di banco, amici, parte della quotidianità del paese. E penso che proprio questo sia il significato più profondo dell’accoglienza: non limitarsi ad ospitare qualcuno, ma creare le condizioni perché possa sentirsi parte della comunità».
“Avere il coraggio di sperimentare nuove forme di inclusione”
«Il tema dello spopolamento rimane però centrale. – aggiunge – Un piccolo paese non può arrendersi all’idea che ogni anno debba perdere un pezzo di sé. Quando chiude una scuola, non perdiamo soltanto delle aule. Perdiamo un pezzo di futuro. Per questo credo che dobbiamo avere il coraggio di sperimentare nuove forme di comunità, di accoglienza e di inclusione».
La vicenda del borgo del Pollino rappresenta così una piccola storia che parla di un problema molto più grande: quello dei borghi italiani che rischiano di perdere abitanti, servizi e prospettive. Ma racconta anche una possibilità. A volte, per tenere aperta una scuola, non basta contare quanti bambini ci sono. Bisogna avere il coraggio di chiedersi quale comunità vogliamo costruire intorno a loro. A San Basile, almeno per quest’anno, la risposta è arrivata attraverso l’accoglienza. E oggi quella porta è ancora aperta.


















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