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«Era così piccolo da stare tra le nostre mani. Siete stati famiglia». La lettera di mamma e un papà alla Neonatologia di Cosenza

Area Urbana

50 giorni in TIN

«Era così piccolo da stare tra le nostre mani. Siete stati famiglia». La lettera di mamma e un papà alla Neonatologia di Cosenza

Dopo 50 giorni di ricovero la lettera dei genitori il piccolo Leonardo Maria al personale della TIN di Cosenza «Quel piccolo bambino di 1 chilo e 70 grammi nato a 32 settimane ci ha insegnato che la vita può essere fragile e fortissima allo stesso tempo. E voi siete stati parte della sua forza».

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Neonatologia Ospedale di Cosenza

COSENZA – Ci sono storie di buona sanità che meritano di essere raccontate a voce alta, per restituire speranza e rendere il giusto merito a chi, ogni giorno e spesso lontano dai riflettori, compie veri e propri miracoli. È il caso del piccolo Leonardo Maria Romeo, nato prematuro ad appena 32 settimane con un peso di soli 1 chilo e 070 grammi, accudito con devozione per 50 intensi giorni all’interno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’Ospedale Annunziata di Cosenza.

Con il bimbo finalmente pronto a raggiungere la calura e il calore della propria casa, i genitori hanno voluto affidare le loro emozioni a una lettera aperta indirizzata a medici, infermieri, OSS e a tutto il personale di neonatologia. Un messaggio intriso di infinita gratitudine che riaccende i riflettori su un’eccellenza sanitaria calabrese d’avanguardia e dal profondo volto umano.

bimbo-mano

Dalla paura di un parto improvviso alla forza della speranza

L’arrivo di un figlio prematuro stravolge i piani e la vita di una famiglia. Arrivare in un reparto come la TIN significa trovarsi catapultati in un mondo fatto di incubatrici, monitor dall’allarme costante, tubicini e ritmi serrati. Una realtà non scelta, che spaventa e lascia addosso un senso di profonda fragilità. «Era così piccolo da poter stare tra le nostre mani, eppure dentro quel corpicino c’era già una forza immensa», ricordano la mamma e il papà di Leonardo Maria . Un percorso vissuto grammo dopo grammo, vittoria dopo vittoria, sostenuto giorno e notte dall’operato costante di una squadra d’eccellenza.

Una lettera semplice e sincera, indirizzata a medici, infermieri, operatori socio-sanitari (OSS) e a tutto il personale del reparto, che diventa anche un messaggio più ampio: un riconoscimento pubblico alla qualità e all’umanità di un’eccellenza sanitaria calabrese, spesso raccontata solo attraverso le difficoltà della sanità regionale, e che invece merita di essere valorizzata anche per le tante storie positive che quotidianamente si vivono nei suoi reparti.

La nascita prematura di Leonardo Maria

Leonardo Maria Romeo è nato alla 32ª settimana di gravidanza, con un peso alla nascita di poco superiore al chilogrammo. Un parto pretermine che ha reso necessario il trasferimento immediato del neonato in Terapia Intensiva Neonatale, il reparto specializzato nella cura dei bambini nati prematuramente o con condizioni cliniche critiche nei primi giorni di vita. Per i genitori, come raccontano loro stessi nella lettera, è stato l’inizio di un periodo di grande paura e smarrimento: l’incubatrice, i monitor, i suoni sconosciuti di un reparto di terapia intensiva e le mille domande a cui, da genitori, si vorrebbe avere subito una risposta.

Cinquanta giorni in TIN

Nella lettera, indirizzata “a tutto il meraviglioso personale della Terapia Intensiva Neonatale di Cosenza”, i genitori ripercorrono le 50 giornate trascorse accanto al loro bambino, sottolineando non solo la competenza clinica del personale, ma soprattutto l’umanità con cui sono stati accompagnati in un momento tanto delicato.

Fin dal primo momento abbiamo incontrato persone umane, gentili, disponibili e con un cuore grande. Persone che hanno scelto una missione che va ben oltre il semplice curare”. Un passaggio, in particolare, restituisce il senso più profondo della lettera: il personale della TIN non si è preso cura solo del piccolo Leonardo Maria, ma anche del benessere psicologico dei genitori, accompagnandoli passo dopo passo nella scoperta di una genitorialità vissuta in condizioni difficili e inaspettate.

“Perché voi non avete curato soltanto il nostro bambino. Avete curato anche la nostra anima di genitori”. Ogni piccolo traguardo raggiunto al piccolo durante la degenza – un grammo di peso in più, un progresso clinico, un passo avanti nella crescita – è stato vissuto dalla famiglia come una vera e propria vittoria, condivisa giorno dopo giorno con l’équipe medica e infermieristica.

“Per noi siete stati famiglia”: il ringraziamento a medici, infermieri e OSS

Uno dei passaggi più significativi della lettera è quello dedicato al legame che si è creato tra la famiglia e il personale sanitario nel corso dei 50 giorni di ricovero. Un legame che i genitori descrivono senza mezzi termini: famiglia. “E in questo cammino non ci siamo mai sentiti completamente soli, perché c’eravate voi. Per noi siete stati FAMIGLIA”. I genitori riconoscono che, per medici, infermieri e OSS, Leonardo Maria è stato uno dei tanti piccoli pazienti seguiti nel corso del tempo.

Ma per loro, sottolineano, quelle persone resteranno per sempre coloro che si sono prese cura del loro bene più prezioso. “Forse tra i tanti bambini che avete curato, Leonardo Maria sarà soltanto uno dei tanti per voi. Ma per noi, voi sarete per sempre le persone che si sono prese cura del nostro bene più prezioso”.

Neonatologia Annunziata Cosenza ospedale gemelli

La lettera assume un significato che va oltre il singolo caso: quello di testimonianza pubblica sull’eccellenza della Terapia Intensiva Neonatale di Cosenza. In una regione in cui il dibattito sulla sanità è spesso legato a criticità e difficoltà del sistema, i genitori hanno voluto ribadire con forza la fortuna di poter contare, in Calabria, su un reparto guidato da medici, infermieri, OSS e personale altamente qualificati e profondamente umani.

Una testimonianza che restituisce dignità e visibilità al lavoro quotidiano, spesso silenzioso, di chi opera nei reparti di terapia intensiva neonatale: professionisti che uniscono alta competenza clinica e capacità di accompagnare le famiglie anche dal punto di vista umano ed emotivo, in uno dei momenti più delicati della vita di un genitore.

Il testo integrale della lettera  alla Neonatologia di Cosenza

“A tutto il meraviglioso personale della Terapia Intensiva Neonatale di Cosenza”

“Alla 32° settimana, Leonardo Maria è venuto al mondo, con i suoi appena 1 chilo e 70 grammi. Era così piccolo da poter stare tra le nostre mani, eppure dentro quel corpicino c’era già una forza immensa. Il giorno in cui siamo arrivati in TIN avevamo paura. Eravamo genitori catapultati in una realtà che non avevamo scelto e che non avremmo mai immaginato di dover vivere. C’erano un’incubatrice, tanti monitor, suoni che non conoscevamo e mille domande a cui avremmo voluto avere subito una risposta”.

“E poi c’eravate voi. Fin dal primo momento abbiamo incontrato persone umane, gentili, disponibili e con un cuore grande. Persone che hanno scelto una missione che va ben oltre il semplice curare. Perché voi non avete curato soltanto il nostro bambino. Avete curato anche la nostra anima di genitori. Avete capito le nostre paure senza che fosse necessario spiegarle. Avete accolto le nostre lacrime, le nostre domande, le nostre insicurezze. Avete saputo rassicurarci con una parola, con uno sguardo, con un sorriso o semplicemente con la vostra presenza”.

“Mentre voi vi prendevate cura di Leonardo Maria, giorno dopo giorno, noi imparavamo a diventare genitori in un modo completamente diverso da quello che avevamo immaginato. Ogni piccolo progresso di Leonardo era per noi una conquista. Ogni grammo in più, una festa. Ogni passo avanti, una speranza. E in questo cammino non ci siamo mai sentiti completamente soli, perché c’eravate voi. Oggi Leonardo Maria è qui, e possiamo guardarlo, abbracciarlo e pensare al futuro”.

“Quel piccolo bambino di 1 chilo e 70 grammi, nato a 32 settimane ci ha insegnato che la vita può essere fragile e fortissima allo stesso tempo. E voi siete stati parte della sua forza. Per noi siete stati FAMIGLIA. Forse tra i tanti bambini che avete curato, Leonardo Maria sarà soltanto uno dei tanti per voi. Ma per noi, voi sarete per sempre le persone che si sono prese cura del nostro bene più prezioso”. 

“Grazie per ogni gesto. Grazie per ogni parola. Grazie per ogni sorriso. Grazie per ogni notte, ogni attenzione e ogni cura. E soprattutto, grazie per averci ricordato che dietro una divisa ci sono persone con un cuore enorme. Con tutto il nostro affetto, la nostra riconoscenza e la nostra infinita gratitudine. “Avete curato il suo corpo, ma senza accorgervene avete curato anche la nostra anima. Che Dio vi benedica”.

Mamma e papà di Leonardo Maria Romeo

 

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