Area Urbana
scuola e sicurezza
Rende: «Intonaci crollati e ambienti ammalorati». La lettera di una mamma sulle condizioni della scuola di Villaggio Europa
La madre di un’alunna della scuola Primaria di Villaggio Europa, a Rende, torna a denunciare le condizioni dell’edificio scolastico: “Ogni mattina salutiamo i nostri figli sperando che non accada nulla”. La richiesta alle istituzioni istituzionali: “risposte scritte, tempi certi e interventi immediati”

RENDE – L’inizio del nuovo anno scolastico porta con sé l’entusiasmo dei bambini per il rientro in classe e la gioia di ritrovare compagni e insegnanti, ma alla Scuola Primaria di Villaggio Europa a Rende l’allegria degli alunni continua a scontrarsi con la profonda preoccupazione delle famiglie. A farsi portavoce del disagio di una comunità intera è la mamma di un’alunna con una lettera aperta indirizzata alle istituzioni. Denuncia lo stato di degrado strutturale in cui versa il plesso scolastico da oltre oltre un decennio.
Intonaci deteriorati, ambienti giudicati inadeguati, criticità note da tempo e una diffusa sensazione di precarietà caratterizzano – secondo quanto segnalato – l’edificio scolastico. Una situazione risaputa da tempo che spinge i genitori a chiedere certezze imminenti e interventi manutentivi definitivi, rifiutando l’idea che la sicurezza dei propri figli possa continuare a passare in secondo piano.

“Dietro quel sorriso ci sono le nostre paure”
Nella lettera emerge chiaramente il profondo contrasto tra l’impegno costante del personale docente – che accoglie quotidianamente gli alunni con amore e dedizione – e l’inadeguatezza degli spazi fisici nei quali si svolge l’attività didattica. La denuncia punta il dito contro anni di rinvii e promesse mai tradotte in cantieri concreti. La donna racconta il momento dell’ingresso a scuola della figlia con parole cariche di affetto ma anche di preoccupazione. “Ogni mattina, noi genitori siamo costretti a salutare i nostri figli stringendo i denti e sperando che non accada nulla”, scrive nella lettera. “E questo non è normale. Non è accettabile“.
Un passaggio che restituisce con chiarezza il clima con cui, secondo la testimonianza, molte famiglie del plesso vivono la quotidianità scolastica: l’affetto per l’istituto e per le maestre convive con l’ansia legata allo stato dell’edificio.
Non è la prima segnalazione sulla scuola di Villaggio Europa
Quella della lettera aperta non è la prima denuncia relativa alla Primaria di Villaggio Europa. Già nel febbraio 2025 una mamma della stessa scuola aveva scritto per segnalare un problema strutturale dell’edificio, con infiltrazioni d’acqua che durante una recita di Natale erano entrate copiosamente negli ambienti scolastici. Nella stessa segnalazione si parlava di un ingresso che con la pioggia si trasforma praticamente in un lago, di una pensilina di protezione ormai inservibile e di una pavimentazione di collegamento tra la primaria e le medie sollevata e pericolosa.

“Scuole di serie A e scuole di serie B”
Il punto più duro della lettera riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni. La madre denuncia il silenzio e l’indifferenza di chi, a suo dire, conosce la situazione e avrebbe il dovere di intervenire, ma continua a rimandare. Le segnalazioni si accumulano, scrive, “le promesse si ripetono, soprattutto durante le campagne elettorali, ma gli interventi concreti continuano a non arrivare“.
La mamma spiega che, di fatto, si distingue tra “scuole di serie A” e “scuole di serie B”, tra bambini a cui vengono garantiti ambienti dignitosi e bambini a cui si chiede di adattarsi e aspettare. “I bambini di Villaggio Europa non valgono meno degli altri“, scrive la mamma, aggiungendo che il loro affetto per la scuola e per le maestre non può diventare “l‘alibi dietro cui nascondere ciò che gli adulti non hanno saputo o voluto risolvere“.
Il diritto allo studio e il diritto alla sicurezza
La mamma rivendica un principio semplice ma netto: il diritto allo studio non può essere separato dal diritto alla sicurezza. Nessun genitore, scrive, dovrebbe essere costretto a scegliere tra la serenità del proprio figlio e la paura per la sua incolumità. Le richieste che rivolge alle istituzioni sono precise e non generiche: risposte scritte, non semplici rassicurazioni verbali, tempi certi per gli interventi, responsabilità chiare su chi deve fare cosa e interventi immediati sulle criticità segnalate. “Alle istituzioni non chiediamo altre rassicurazioni, parole di circostanza o promesse“.

La lettera si chiude con un impegno esplicito: “Continuerò a far sentire la mia voce, insieme a quella degli altri genitori, finché chi ha il dovere di intervenire non si assumerà pienamente le proprie responsabilità“. Un appello che la madre rivolge “per mia figlia, per il suo sorriso e per tutti i bambini della Scuola Primaria di Villaggio Europa“.



















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