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Cosenza: è allarme sicurezza. Furti, spaccio e degrado sociale alimentano paura e sfiducia

Area Urbana

ILLEGALITA' DIFFUSA

Cosenza: è allarme sicurezza. Furti, spaccio e degrado sociale alimentano paura e sfiducia

Allarme sicurezza a Cosenza. La reiterazione di furti, danneggiamenti e altri episodi alimenta rassegnazione e sfiducia nelle istituzioni

Dario Rondinella

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Cosenza: è allarme sicurezza. Furti, spaccio e degrado sociale alimentano paura e sfiducia

COSENZA – Spaccio di droga incontrollato, furti, danneggiamenti, degrado sociale ed episodi di violenza. L’area urbana di Cosenza è sempre più paragonabile alle città del centro nord, dove c’è una crescente percezione di insicurezza.  Ormai, la sensazione diffusa è quella di trovarsi davanti a una criminalità minuta ma costante, capace di ripetersi quotidianamente e di alimentare un sentimento di impotenza.

Cosenza: è allarme sicurezza. Furti, spaccio e degrado sociale alimentano paura e sfiducia

Sono ormai sempre più numerosi i campanelli di allarme sia di giorno che di notte, di fronte ai quali però gli organi preposti con la Procura della Repubblica di Cosenza in primis sembrerebbe essere inerme o dare poco peso  a quella che si può considerare una vera e propria escalation. Il singolo episodio può sembrare marginale, ma le decine di episodi possono produrre un effetto molto più preoccupante: la convinzione che denunciare non serva o che, comunque, le conseguenze per chi commette determinati reati siano insufficienti a scoraggiarne la reiterazione.

Cosenza: allarme sicurezza

Infatti sono numerosi i cittadini che di fronte ad atti del genere preferiscono ormai evitare di sporgere la tradizionale denuncia, perché è ormai convinzione dei più che “tanto non serve a niente”.

Rassegnazione o perdita di fiducia nelle istituzioni? Forse entarmbe. Ed uno degli aspetti più preoccupanti è proprio quando il cittadino smette di denunciare, abituandosi quasi all’idea che furti, danneggiamenti, spaccio e aggressioni siano episodi quasi fisiologici della quotidianità  e che se non si parla di criminalità organizzata, il problema possa essere considerato secondario o comunque non prioritario.

Cosenza: è allarme sicurezza. Furti, spaccio e degrado sociale alimentano paura e sfiducia

Perché una città sicura non è soltanto quella nella quale non si registrano fatti di sangue o fenomeni di criminalità organizzata particolarmente gravi. È anche quella nella quale il cittadino può camminare per strada, aprire la propria attività o rientrare a casa senza la convinzione di dover convivere quotidianamente con una situazione di illegalità diffusa.

Il rischio è che l’eccezione diventi normalità e che la rassegnazione finisca per sostituire la fiducia nelle istituzioni. O, peggio ancora, che qualche cittadino, sentendosi abbandonato, possa arrivare a pensare di doversi fare giustizia da solo. Un seganle questo grave che indicherebbe una incrinatura tra cittadini e istituzioni.

 

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