Area Urbana
Rende: Protezione Civile, 24 punti critici. Ghionna «abbiamo studiato gli atti. Commissione chiarisca lo stato reale del sistema»
Il capogruppo consiliare Marco Saverio Ghionna deposita un’informativa istruttoria: «Tema complesso. Agli assessori competenti suggeriamo di studiarlo bene, tra un selfie e un reel: qui si parla della sicurezza dei cittadini e del territorio»

RENDE – Piano Protezione Civile tra rischio sismico, alluvioni e nodi da chiarire. Il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla gestione delle emergenze entra nel vivo a Rende. Dopo l’apertura del Sindaco durante il Consiglio comunale dedicato agli incendi, il gruppo consiliare Futuro ha deciso di raccogliere l’invito istituzionale a collaborare, trasformando le parole in un’azione di controllo e studio approfondito.
«Nel Consiglio comunale dedicato agli incendi il Sindaco ha riconosciuto la complessità del tema della Protezione Civile e ha chiesto un contributo anche alle opposizioni e alla Commissione Lavori Pubblici e Ambiente. Noi quell’invito lo abbiamo raccolto: quando si parla della sicurezza dei cittadini e del territorio non ci tiriamo indietro», spiega il capogruppo di Futuro Marco Saverio Ghionna.
Il primo ostacolo superato è stato quello dell’accessibilità: dopo le sollecitazioni dell’opposizione, il Piano comunale è finalmente consultabile sui canali istituzionali dell’ente. Tuttavia, la pubblicazione viene considerata soltanto il punto di partenza per verificare quanto le disposizioni cartacee trovino riscontro nella realtà operativa.

Piano Protezione Civile: quadro del rischio idraulico e alluvioni
L’analisi condotta da Futuro non si limita ad una lettura di superficie, ma evidenzia diverse criticità legate all’aggiornamento normativo e strutturale. Tra i nodi sollevati spicca il quadro del rischio idraulico e alluvioni, a partire dal Piano redatto nel marzo 2025 e dalle successive modifiche introdotte dall’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale nel corso dello stesso anno, inclusi gli aggiornamenti delle mappe PGRA di dicembre 2025. L’opposizione punta il dito contro il tempo trascorso senza una formale verifica di coerenza rispetto al quadro sopravvenuto.
A ciò si aggiunge la classificazione di Rende in zona sismica 1, la più alta per pericolosità, e la presenza di 24 punti critici sul fronte idraulico. «Il Piano ricorda che Rende è classificata in zona sismica 1, quella a più elevata pericolosità sismica, individua 24 punti critici per il rischio idraulico e affronta prevenzione degli incendi, aree di emergenza, mezzi, volontariato, formazione, esercitazioni, sistemi di allertamento e informazione preventiva della popolazione», ricorda Ghionna, sottolineando la netta distanza tra l’esistenza teorica di un documento programmatico e la sua reale efficacia sul campo.
Verifiche in Commissione e l’affondo social agli assessori
La proposta avanzata nell’informativa depositata in Commissione punta ora a superare la fase teorica attraverso audizioni mirate di funzionari, responsabili e amministratori, affiancate da sopralluoghi sul territorio. L’obiettivo è quello di distinguere nettamente i ruoli politici da quelli amministrativi, puntando a una vera “Prevenzione Civile permanente” anziché a una mera gestione emergenziale. Ma non manca un passaggio polemico nei confronti dell’esecutivo e della comunicazione istituzionale affidata ai social network: «il tema è complesso. Agli assessori competenti suggeriamo di studiarlo bene, tra un selfie e un reel: qui si parla della sicurezza dei cittadini e del territorio».

















Social