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Nuove tariffe SSN 2026 per visite, esami e ticket: quali prestazioni aumentano e cosa resta invariato – ELENCO

Calabria

NUOVI COSTI

Nuove tariffe SSN 2026 per visite, esami e ticket: quali prestazioni aumentano e cosa resta invariato – ELENCO

Da poche decine di centesimi fino a 3 o 4  euro: le nuove tariffe toccano il 20% delle prestazioni. Gli aumenti più consistenti riguardano le prime visite specialistiche (in media +1 euro, fino a +4,40 per la cardiologica), il prelievo venoso (+0,50 euro) e alcuni ausili ottici (+44%). Inciderà anche il tetto regionale del ticket

Marco Garofalo

Pubblicato

il

Nuove tariffe SSN 2026 medico ricetta

COSENZA – Da oggi, lunedì 21 settembre 2026, sono ufficialmente in vigore le nuove tariffe SSN 2026 per la specialistica ambulatoriale e l’assistenza protesica erogate dal Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento, firmato dal Ministero della Salute d’intesa con il Mef il 7 agosto 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 settembre, riscrive gli importi di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica.

Si tratta di un aggiornamento atteso da tempo, che arriva dopo il contenzioso sul precedente tariffario del novembre 2024, annullato dal Tar Lazio con efficacia differita di 365 giorni. Ma cosa significa in concreto per chi prenota una visita o un esame? La risposta breve è: molto meno di quanto il titolo “nuovo tariffario” potrebbe far pensare.

Tariffa e ticket non sono la stessa cosa

Il primo punto da chiarire riguarda la natura del provvedimento: le tariffe fissate dal decreto sono il valore massimo che il Fondo sanitario nazionale riconosce alle strutture pubbliche e private accreditate per ogni prestazione, oltre a costituire il riferimento per i conguagli della mobilità sanitaria tra Regioni. Non coincidono automaticamente con quanto paga il cittadino allo sportello.

Tetto massimo in Calabria fiissato a 45 euro

Il costo effettivo a carico dell’assistito dipende da tre fattori: le regole regionali sulla compartecipazione alla spesa, le eventuali esenzioni (per reddito, patologia o età) e, soprattutto, il tetto massimo del ticket per ricetta, fissato a 36,15 euro nella maggior parte delle Regioni. Quando la tariffa di una prestazione supera questa soglia, il cittadino non esente non paga l’intero aumento, ma solo la differenza fino al tetto. Secondo la relazione tecnica ministeriale, l’incremento medio delle voci toccate dalla revisione si attesta intorno al 5,8%, ma con forti differenze tra le diverse aree. Va inoltre ricordato che la revisione riguarda solo una parte del tariffario: oltre otto prestazioni su dieci restano invariate.

In Calabria il tetto massimo sale invece a 45,00 euro per ricetta. Le prestazioni erogate in Pronto Soccorso non urgenti (codici bianco o verde che non sfociano in un ricovero) prevedono una quota fissa di 25,00 euro a cui si aggiunge una quota variabile per le ulteriori prestazioni, fino a un tetto massimo complessivo di 45,00 euro. Per l’assistenza farmaceutica (Farmaci da ricetta) il tetto massimo per ricetta è 5,00 euro e prevede una quota fissa di 1,00 euro a ricetta a cui si aggiunge un ticket di 2,00 euro per ogni confezione prescritta (fino a un massimo di 2 pezzi per ricetta).

Medico visita

 

Chi decide il tetto del ticket

Un punto importante per i cittadini: le Regioni possono riconoscere alle strutture tariffe superiori a quelle nazionali, nei limiti previsti dalle norme sull’equilibrio dei bilanci sanitari, e restano libere di applicare le proprie regole su esenzioni e compartecipazione alla spesa. È dunque il singolo sistema sanitario regionale, più che il tariffario nazionale, a determinare l’impatto reale sulle tasche degli assistiti.

Nuove tariffe SSN 2026: cosa aumenta e cosa no

L’intervento più rilevante, come spiegato in una dettagliata analisi di Altroconsumo, riguarda le prime visite specialistiche, per le quali il Ministero ha riconosciuto il peso crescente del costo del personale medico. La tariffa media sale a circa 26 euro, con l’obiettivo dichiarato di sostenere l’offerta di prestazioni e contenere le liste d’attesa.

Prima visitaTariffa 2025 (€)Tariffa 2026 (€)Aumento (€)
Specialistica generica25,0026,00+1,00
Cardiologica (con ECG incluso)33,6038,00+4,40
Dermatologica/allergologica25,4026,40+1,00
Odontostomatologica25,3526,40+1,05
Otorinolaringoiatrica26,2027,20+1,00
Oculistica25,8026,80+1,00
Audiologica/foniatrica22,0026,00+4,00
Neurologica26,00

Per la visita cardiologica, l’aumento nominale di 4,40 euro va letto insieme al tetto del ticket: nella maggior parte delle Regioni il cittadino non esente pagherà al massimo 36,15 euro, quindi un rincaro reale di 2,55 euro rispetto ai 33,60 precedenti

Diagnostica: dove i costi superano i ricavi

Il decreto interviene con percentuali differenziate su diversi comparti diagnostici, individuati come quelli in cui il rapporto tra costi sostenuti dalle strutture e ricavi teorici risultava più squilibrato: Radiologia tradizionale, TAC, ecografia e risonanza magnetica restano invece più vicine all’equilibrio costi-ricavi e non subiscono variazioni significative.

Area diagnosticaRapporto costi/ricavi rilevato
Diagnostica vascolare153,4%
Biopsie116,8%
Elettromiografia ed endoscopia113,2%
Ecocolordoppler105,4%
Laboratorio (media generale)99,7%

 

Dialisi: +3,6% in media, +15% per la peritoneale

Per la dialisi è previsto un adeguamento tariffario medio del 3,6%. L’intervento più marcato riguarda la dialisi peritoneale, con un incremento del 15%, giustificato dai vantaggi clinici e organizzativi della terapia domiciliare rispetto a quella extracorporea, oltre che dal suo costo tariffario di partenza più basso. Anche la riabilitazione (fisioterapia, logopedia, terapia occupazionale) rientra nella revisione, con un rapporto costi/ricavi rilevato al 109%, legato al peso della componente di personale specializzato.

tac

Esami del sangue: un solo vero aumento

Buone notizie sul fronte del laboratorio, dove Ministero registra una sostanziale corrispondenza tra costi e tariffe attuali (rapporto complessivo 99,7%). L’unica voce toccata è il prelievo venoso, che sale di 50 centesimi per sostenere i punti prelievo territoriali “spoke”, meno favoriti dalle economie di scala rispetto ai grandi laboratori hub. Poiché più esami vengono spesso prescritti sulla stessa ricetta, i 50 centesimi in più sul prelievo incideranno sul ticket solo se il totale della ricetta resta sotto il tetto massimo regionale; se lo raggiunge comunque, l’importo pagato dal cittadino non cambia.

EsameTariffa 2025 (€)Tariffa 2026 (€)
Prelievo di sangue venoso3,804,30
Emocromo3,153,15
Glicemia1,001,00
Emoglobina glicata4,704,70
Colesterolo totale1,201,20
Colesterolo HDL1,801,80
Trigliceridi1,101,10
Creatinina1,101,10
TSH4,754,75
VES1,801,80
Esame completo urine2,552,55

Le prestazioni che restano invariate

La maggioranza degli esami e delle visite di uso comune non subisce alcuna variazione, perché lo scostamento tra costi rilevati e tariffe attuali è risultato entro la soglia del ±3%, considerata dal Ministero compatibile con la normale variabilità dei dati.

PrestazioneTariffa 2025-2026 (€)
Visita specialistica di controllo17,90
Radiografia del torace15,45
Radiografia del ginocchio21,15
Ecografia addome inferiore37,80
Ecografia ginecologica30,95
Ecografia muscolo-tendinea o articolare28,40
Densitometria ossea lombare/femorale31,50

Assistenza protesica: +44% per 98 codici di ausili ottici

Il decreto aggiorna anche il tariffario dei dispositivi su misura previsti dal nomenclatore dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). L’istruttoria, condotta con le associazioni di categoria, ha tenuto conto dell’aumento dei costi di materiali e componentistica, della maggiore complessità delle lavorazioni e degli oneri legati a nuove normative e certificazioni. L’intervento più significativo riguarda gli ausili ottici: 98 codici rimasti esclusi dagli aumenti del 2024 ottengono ora un incremento del 44% rispetto ai valori precedenti, per adeguarli al rincaro dei materiali.

ricetta dematerializzata

Come è stato costruito il nuovo tariffario e le risorse

Alla base dell’aggiornamento c’è una rilevazione dei costi avviata dal Ministero il 27 gennaio 2026, aperta sia alle strutture pubbliche sia a quelle private accreditate. Sono state raccolte schede da 122 strutture (63 private accreditate e 59 pubbliche), oltre a 32 strutture che hanno fornito dati indicativi, coinvolgendo 15 Regioni e più di 100 operatori privati accreditati. Dopo le verifiche di qualità dei dati, 63 strutture sono state ritenute idonee ai fini dell’elaborazione finale delle nuove tariffe. A finanziare l’operazione, la legge di bilancio 2026 ha vincolato all’interno del fabbisogno sanitario nazionale 100 milioni di euro per il 2026 e 183 milioni di euro annui dal 2027, destinati specificamente all’aggiornamento delle tariffe di specialistica ambulatoriale e assistenza protesica.

 

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