Italia
«SCELTA INDIVIDUALE»
Testimoni di Geova, la svolta dopo 80 anni sulle trasfusioni: sì a 4 componenti del sangue
Il Corpo Direttivo modifica la storica posizione sulle trasfusioni per i testimoni di Geova: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine possono ora essere accettati o donati per scelta personale. Resta il divieto sul sangue intero

ROMA – Dopo circa 80 anni, i Testimoni di Geova modificano una delle loro dottrine più note e controverse. Il movimento, nato negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento, dichiara oltre 9 milioni di fedeli nel mondo, circa 252mila in Italia. Con l’aggiornamento comunicato dal Corpo Direttivo il 22 settembre 2026, ogni fedele può decidere secondo coscienza se accettare o donare i quattro principali componenti del sangue: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine. Resta invece il rifiuto delle trasfusioni di sangue intero.
La scelta diventa quindi personale e non comporta, per chi decide di accettare o donare questi componenti, il rischio di emarginazione o dissociazione dalla comunità. La novità si aggiunge a quella annunciata a marzo, quando era stata autorizzata l’autotrasfusione, cioè la possibilità di prelevare e conservare il proprio sangue per utilizzarlo successivamente durante cure o interventi.

Testimoni di Geova, la dottrina nata nel 1945
Il divieto delle trasfusioni venne formalizzato nel 1945 e si fonda sull’interpretazione di alcuni passi della Bibbia relativi al divieto di “assumere” sangue. Il movimento applicò tali indicazioni (“astenersi dal sangue”) anche alla medicina, distinguendosi così dalla maggior parte delle altre confessioni cristiane. Per i Testimoni di Geova il sangue rappresenta la vita e, di conseguenza, non deve essere introdotto nell’organismo, nemmeno attraverso una trasfusione.
La posizione venne formalizzata nel 1945, quando le trasfusioni stavano diventando sempre più comuni nella medicina moderna. Il Corpo Direttivo interpretò quindi i riferimenti biblici al consumo di sangue come applicabili anche alle procedure mediche, arrivando a vietare sia la ricezione sia la donazione di sangue.
Per decenni il divieto è rimasto sostanzialmente assoluto, anche davanti a situazioni cliniche nelle quali una trasfusione poteva essere determinante. La nuova direttiva modifica questo principio solo in parte: il sangue intero resta escluso, mentre globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine possono ora essere accettati o donati sulla base della coscienza individuale.

La nuova apertura rappresenta un cambiamento significativo anche sul piano sanitario: le trasfusioni e i singoli emocomponenti possono essere determinanti in caso di emorragie, interventi complessi, traumi, trapianti e anemie gravi. Nel corso degli anni, per rispettare il precedente divieto, la medicina ha inoltre sviluppato tecniche per ridurre le perdite di sangue e ottimizzare il trattamento dei pazienti senza ricorrere alle trasfusioni.
Più spazio alla coscienza
La revisione attribuisce dunque maggiore responsabilità al singolo fedele. Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo, ha presentato la donazione e l’utilizzo dei componenti del sangue come una scelta individuale. Parlando della necessità di aiutare chi si trova in difficoltà, ha dichiarato: «Il nostro amore per le persone ci motiva a predicare, ma ci spinge anche a prenderci cura di chi sta affrontando delle difficoltà».


















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