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primi stop
Emergenza 118 a Cosenza, fumata nera all’Asp: il tavolo salta e le prime associazioni fermano le ambulanze
Saltato l’incontro previsto per questa mattina all’Asp di Cosenza con le associazioni di volontariato del 118 in protesta. Annunciati i primi recessi dalla convenzione: il sistema di supporto dell’emergenza-urgenza nella provincia più grande della Calabria è a rischio paralisi

COSENZA – Fumata nera all’Asp di Cosenza sulla convezione delle associazioni del 118, che offrono un presidio e supporto fondamentale per il servizio di emergenza-urgenza sanitario. Dopo la protesta di una settimana fa che ha visto la partecipazione di oltre 20 associazioni, per oggi era stato convocato un tavolo all’Asp di Cosenza che avrebbe dovuto dare risposte concreto anche alle associazioni arrivate dalle altre Province calabresi.
Tavolo saltato all’Asp con le associazioni del 118
Ma il tavolo tecnico è saltato. I volontari del 118 che questa mattina si sono ritrovati nuovamente davanti la sede dell’azienda Sanitaria Provinciale non hanno nascosto il loro disappunto annunciando che la protesta andrà avanti. Il primo effetto della fumata nera di oggi è l’annuncio del recesso alla convenzione delle prime associazioni di volontariato con lo stop al servizio di supporto. Altre hanno annunciato che lo faranno nelle prossime ore.
Alle associazioni è arrivata la solidarietà del consigliere regionale Francesco De Cicco, che si è attivato personalmente con i vertici dell’Asp per sollecitare al più presto un nuovo tavolo, del sindaco di Scigliano Raffaele Pane e di quello di Bianchi Pasquale Taverna tutti presenti questa mattina insieme ai volontari.

Il rischio, se non si troverà un accordo, è che si arrivi alla paralisi totale di un presidio fondamentale per gli interventi di emergenza urgenza in città e nella provincia più grande della Calabria. Basti pensare che nel capoluogo Bruzio sono presenti appena 2 ambulanze del 118 di Postazione Emergenza Territoriale e un’auto medica. Ecco che il supporto dei volontari diventa irrinunciabile visto che va a coprire oltre 80% degli interventi di soccorso.
Le ragioni della protesta: convenzione bloccata e modifiche unilaterali
Al centro della mobilitazione c’è la convenzione sottoscritta due anni fa con l‘Asp di Cosenza. I volontari da oltre 6 mesi lamentano le mancate revisioni mensili: l’accordo, nato con carattere sperimentale, prevedeva verifiche e adeguamenti periodici mai effettuati dall’azienda. Contestate le variazioni unilaterali introdotte da Azienda Zero che dal 1° ottobre assumerà la gestione diretta del 118 regionale.

Stipendi, carburante e rimborsi: i nodi economici irrisolti
Le associazioni denunciano principalmente una situazione finanziaria diventata insostenibile che mette a rischio sia l’operatività dei mezzi sia i diritti dei lavoratori impiegati. Tra le criticità principali ritardi nei pagamenti per autisti e soccorritori impiegati sui mezzi d’emergenza, costo del carburante, assicurazione dei mezzi e manutenzioni. Con l’aumento dei prezzi del gasolio e i costi per le riparazioni dei mezzi gravano interamente sulle casse delle associazioni.
Rimborsi insufficienti: il sistema attuale copre solo fino all’80% delle spese sostenute, generando un continuo passivo economico. C’è inoltre la richiesta dell’allineamento della Calabria alle normative vigenti nelle altre regioni italiane per la gestione del servizio 118.



















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