Provincia
San Basile, su 21 alunni solo 4 italiani: «Così gli studenti stranieri tengono aperta la scuola»
Il caso di San Basile, piccolo Comune del Cosentino con meno di 900 abitanti. La responsabile del Sai: «Non sono loro ad aver salvato la scuola: sono bambini entrati a far parte della comunità»

COSENZA – San Basile, piccolo Comune di meno di 900 abitanti nel cosentino, l’apertura dell’anno scolastico è stata resa possibile grazie alla presenza di bambini e ragazzi stranieri. La scuola primaria è formata da una pluriclasse composta da 12 bambini, di cui 2 italiani, mentre la scuola secondaria di primo grado da un’altra pluriclasse con 9 ragazzi, di cui 2 italiani.

“Sono numeri – dice all’ANSA Caterina Pugliese, consigliere comunale e responsabile del Progetto Sai del Comune – che raccontano una realtà molto particolare”. Per Pugliese, l’arrivo delle famiglie accolte attraverso il SAI “ha avuto anche una ricaduta concreta sulla comunità e sulla scuola. I bambini accolti frequentano la scuola insieme agli altri e fanno parte della vita del paese. Ma non voglio raccontare questi bambini come quelli che hanno ‘salvato’ la scuola. Perché significherebbe trasformarli in un numero o percentuali”.

Il caso di San Basile: “Non si dimentichino i piccoli Comuni”
“Sono bambini – prosegue – arrivati con le loro famiglie attraverso un percorso di accoglienza. Sono entrati nella nostra scuola, hanno incontrato altri bambini, hanno iniziato un percorso educativo e di vita insieme agli altri. Quando si parla di percentuali e di composizione delle classi, non si dimentichi la realtà dei piccoli Comuni. Perché qui il problema non è soltanto quanti bambini abbiamo in una classe. È anche riuscire ad averne abbastanza per continuare ad avere una scuola. E, in un piccolo paese, mantenere aperta una scuola significa mantenere aperta una parte fondamentale della comunità”.

Per Pugliese, adesso è necessario “capire come le nuove disposizioni verranno applicate concretamente nei diversi territori. Trovo condivisibile l’obiettivo di garantire a tutti i bambini una scuola di qualità e, quando esistono difficoltà linguistiche, credo sia giusto mettere in campo strumenti adeguati per favorire l’integrazione. Però San Basile vive da anni il problema dello spopolamento. Per questo vorrei capire concretamente come questa norma inciderà su realtà come la nostra“. Quanto al burqa, per la responsabile del Sai “l’importante è non trasformare questo tema in uno scontro tra italiani e stranieri”



















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