Area Urbana
San Carlo Borromeo, la cupola è un “colabrodo”: l’appello al Comune per salvare il simbolo di Rende
Il consigliere comunale Marco Saverio Ghionna chiede all’Amministrazione di intervenire a sostegno della comunità parrocchiale per affrontare il deterioramento della copertura della chiesa. «Il Comune si attivi: restituire decoro a San Carlo Borromeo sarebbe un risultato di cui andare giustamente orgogliosi»

RENDE – La cupola della chiesa di San Carlo Borromeo, a Rende, presenta diffuse carenze nel rivestimento che ne compromettono il decoro e l’immagine. A richiamare l’attenzione sulla situazione è Marco Saverio Ghionna, consigliere comunale e capogruppo di Futuro, che sollecita l’Amministrazione a sostenere la comunità parrocchiale nella ricerca di una soluzione.
La cupola di San Carlo Borromeo «sembra un colabrodo»
«Le diffuse mancanze nel rivestimento restituiscono un’immagine che amareggia: parliamo di uno dei simboli di Rende, proprio accanto alla sede comunale. Difficile immaginare che queste condizioni siano sfuggite all’attenzione di chi amministra». Per Ghionna, la chiesa rappresenta non soltanto un luogo di culto, ma anche uno spazio legato alla memoria e alla vita della comunità. «San Carlo Borromeo è un luogo di fede, di incontro e di appartenenza. La sua cupola caratterizza il paesaggio urbano e fa parte della memoria quotidiana della città. Prendersene cura significa riconoscere il valore che questo luogo ha per tutta Rende».

L’appello all’Amministrazione rendese
Pur lasciando ferme le responsabilità relative alla manutenzione dell’immobile, il consigliere chiede al Comune di svolgere un ruolo concreto per favorire il recupero della struttura, anche attraverso l’individuazione di possibili risorse e forme di sostegno. «La vicinanza tra la chiesa e il municipio diventi anche vicinanza alla comunità parrocchiale. L’Amministrazione apra un confronto, aiuti a individuare risorse e finanziamenti, verifichi le forme di sostegno praticabili. La sensibilità di chi governa si vede anche nella capacità di accorgersi di una difficoltà e attivarsi per affrontarla».
Ghionna lega quindi la richiesta alla necessità, a suo giudizio, di prestare attenzione anche alle criticità quotidiane della città: «Un calice in mano e una fotografia sorridente trovano sempre spazio. Ci piacerebbe vedere la stessa premura per i tanti problemi della città. Aiutare la comunità di San Carlo Borromeo a risolverne uno offrirebbe all’Amministrazione un’ottima occasione per farsi apprezzare, oltre che vedere».

«Un risultato di cui andare orgogliosi»
L’esponente di Futuro ribadisce infine la disponibilità a riconoscere all’Amministrazione eventuali risultati ottenuti nell’affrontare la situazione della chiesa. «Prendetevi anche i meriti, fate a posteriori tutti i post che volete, rivendicate il risultato e raccogliete il consenso. Ma aiutate questa comunità. Se il problema verrà risolto, sarò il primo a riconoscere il valore di quanto fatto. È questo il senso dell’appello».
Saranno gli approfondimenti tecnici a stabilire le condizioni della copertura e gli interventi necessari. Nel frattempo, Ghionna richiama l’attenzione sul deterioramento visibile del rivestimento e conclude: «È indecente vedere un simbolo cittadino in queste condizioni ed è insostenibile abituarsi a questa immagine. I fedeli non possono essere messi nella condizione di pietire dignità per il proprio luogo di culto. Il Comune si attivi: restituire decoro a San Carlo Borromeo sarebbe un risultato di cui andare giustamente orgogliosi».




















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