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Cosenza Calcio, inizio stagione a Crotone e a porte chiuse: quanto pesa il fattore campo senza tifosi

Attualità

Cosenza Calcio, inizio stagione a Crotone e a porte chiuse: quanto pesa il fattore campo senza tifosi

In attesa di poter tornare a giocare allo stadio “Marulla” e l’esilio a porte chiuse a Crotone, i rossoblù affrontano un avvio di campionato in salita tra difficoltà tecniche, logistiche e l’effetto degli stadi vuoti sul fattore campo

Marco Garofalo

Pubblicato

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Stadio Ezio Scida

COSENZA – Il Cosenza Calcio ha iniziato il campionato senza una casa. La convenzione per il “San Vito-Marulla”, sospesa dal 17 agosto fino alla fine del 2027  per la riqualificazione da 7 milioni di euro finanziata con il Fondo Sviluppo e Coesione, è stata “ripristinata” dalla sentenza del Consiglio di stato.  Il manto erboso del Marulla restituito alla società dopo la sentenza dei giudici di Palazzo Spada, intanto, non è al momento in condizioni di ospitare una partita. Le gare interne dei rossoblù si giocano perciò allo “Ezio Scida” di Crotone, a oltre cento chilometri di distanza, e finora si sono giocate davanti a nessuno.

Due gare interne senza pubblico e un punto in quattro giornate

Prima il Potenza, il 29 agosto, poi la Cavese il 13 settembre e la Scafatese il 19 e con all’orizzonte la gara contro il Foggia. In tutte le occasioni il Prefetto di Crotone ha disposto le porte chiuse recependo il parere negativo del CASMS, il comitato che valuta i profili di rischio delle manifestazioni sportive, e il club ha potuto soltanto prenderne atto con una nota, come raccontato alla vigilia della sfida con i campani.

Il bilancio della formazioni di Coppitelli è di due punti in sette giornate. All’esordio è arrivata la sconfitta di Cerignola, poi il gol di Bura al 95′ che ha regalato la vittoria al Potenza in uno Scida spettrale, il 4-0 di Catania e lo 0-0 con la Cavese, che ha mosso la classifica senza cancellare i problemi in attacco.

Sono arrivate poi la pesante sconfitta di Giugliano, il nuovo pari interno con la Scafatese e la sconfitta di misura a Bari. Una rosa giovane, con sei o sette giocatori arrivati a mercato quasi chiuso, spiega una parte del ritardo. Federico Coppitelli, presentando le gare interne, aveva però messo al centro della conferenza l’altra parte. “Si gioca a porte chiuse ed è un’altra sconfitta del calcio. Quando si gioca a porte chiuse c’è qualcosa che non va e questo non va bene assolutamente. La mancanza di tifosi è importante”.

Cosenza Calcio Potenza2

Uno stadio vuoto ha un prezzo anche fuori dal campo

Quanto pesi quella mancanza sui risultati lo si può stimare, perché il calcio europeo ha già vissuto un esperimento su larga scala nel 2020, con i campionati ripresi dopo il lockdown a stadi chiusi. Il CIES, l’osservatorio di Neuchâtel che studia il pallone con i dati, confrontò i risultati di 63 tornei tra gennaio 2015 e marzo 2020 con quelli delle partite senza pubblico fino ad agosto. Le squadre di casa, che prima vincevano il 44,3 per cento delle gare, si fermarono al 42,2.

Lo dicono le cifre che Sky Sport riprese dal CIES nel settembre di quell’anno e lo confermano le quote degli scommettitori, che in quelle settimane hanno continuato a dare per favorite le squadre di casa come se il pubblico ci fosse ancora. Quanto di ciò che si gioca torna poi a chi ha puntato cambia da un operatore all’altro, e le recensioni dei siti di scommesse online lo confrontano una per una collocandolo, sulla Serie A di agosto 2026, tra il 93,4 e il 95,5 per cento. Due punti che un tifoso chiuso fuori dallo Scida non vede, ma che chi segue il Cosenza dal telefono incontra ogni sabato.

Per una società di Serie C il conto è anche più concreto. Ogni gara senza spettatori azzera l’incasso al botteghino, e lo spostamento a Crotone moltiplica i costi logistici di una squadra che disputa di fatto un intero torneo in trasferta. I sostenitori, dal canto loro, restano costretti a un viaggio di andata e ritorno di oltre duecento chilometri anche il giorno in cui gli spalti riapriranno.

In Italia il fattore campo ha retto anche senza tifosi

La distanza tra un torneo e l’altro è la parte più interessante dello studio per chi segue il Cosenza. Nel 2020 le vittorie interne calarono in 41 campionati su 63, e la differenza reti media a favore dei padroni di casa scese da +0,32 a +0,24 gol a partita.

In Grecia il calo fu di 15 punti percentuali, in Austria di 15 e in Bundesliga di 14. In Serie A, al contrario, la percentuale salì di un decimo di punto, e in Svizzera le squadre di casa passarono dal 42 a oltre il 50 per cento. Il fattore campo, insomma, dipende da come si gioca e da come si arbitra più che da una legge di natura, e nel calcio italiano gli stadi vuoti non lo hanno cancellato.

Ricorso al Consiglio di Stato del Cosenza Calcio, lavori e partite casalinghe

Il progetto esecutivo approvato dal Comune prevede quattro fasi di lavori, con la costruzione delle nuove curve Nord e Sud, il trasferimento del settore ospiti nella Tribuna Est e interventi su vie di fuga, recinzioni e aree esterne.

A inizio mese il consiglio di Stato ha accolto il ricorso cautelare d’urgenza presentato dal Cosenza Calcio, per congelare le ordinanze comunali e riottenere la disponibilità dell’impianto cittadino che, verso la fine di settembre, dovrebbe vedere l’avvio dei lavori di restyling. Dopo la pronuncia sfavorevole del TAR della Calabria, la società rossoblu ha incassato invece l’esito favorevole e potrà tornare a giocare le gare casalinghe allo stadio Marulla che però si presenta condizioni distorse, con il manto erboso impraticabile e l’erba bruciata in diverse zone. Servirà, manutenzione permettendo, almeno un altro mese di lavori e di interventi per rimettere a nuovo quel prato e renderlo praticabile.

Pur ribadendo che le esigenze di incolumità pubblica restano inderogabili, il Consiglio di Stato ha sollecitato l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco a valutare soluzioni alternative al blocco totale dello stadio. Il Comune dovrà infatti verificare se sia possibile individuare accorgimenti tecnici ed organizzativi – come prescrizioni di sicurezza, limitazioni della capienza, separazione netta delle aree di cantiere e una diversa programmazione dei lavori – utili a consentire il regolare svolgimento delle partite ufficiali dei rossoblù.

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