Area Urbana
Cimitero di Cosenza, feretri accatastati e 4 mesi per la sepoltura. Mancini «i nostri cari meritano rispetto»
Giacomo Mancini denuncia i tempi di attesa al cimitero di Colle Mussano e punta il dito contro i ritardi nella realizzazione di 80 nuovi loculi mostrando le immagini di feretri accatastati nella camera mortuaria da mesi

COSENZA – Giacomo Mancini, componente della direzione del Partito Democratico della Calabria ed ex parlamentare socialista, interviene sulla situazione del cimitero di Colle Mussano, a Cosenza. Al centro della denuncia ci sono i tempi necessari per arrivare alla sepoltura definitiva dei defunti.
In un video mostra anche le numerose bare ancora in attesa nella camera mortuaria, anche da mesi, e sottolinea: «c’è soltanto una cosa più dolorosa del dover dire addio a una persona cara: non poterle garantire una degna sepoltura. Ed è lì che al dolore si aggiungono rabbia e frustrazione. Sentimenti che tanti cosentini sono costretti a provare».

Cimitero di Cosenza, Mancini «l’attesa per la sepoltura»
«Nel cimitero della nostra città – denuncia Mancini – si arriva ad aspettare anche più di quattro mesi prima di una sepoltura definitiva. E durante questa interminabile attesa i feretri restano accatastati nell’obitorio».
Gli 80 nuovi loculi e lavori non ancora iniziati
Mancini richiama quindi l’attenzione su un intervento annunciato dall’amministrazione comunale per fronteggiare l’emergenza: «il Comune aveva annunciato che entro giugno sarebbero stati consegnati 80 nuovi loculi, proprio per affrontare un’emergenza che si trascina da tempo. Siamo alla fine di settembre e quei lavori non sono neppure iniziati. Fare promesse su un tema così delicato e poi non mantenerle è inaccettabile».
Secondo l’esponente dem, le difficoltà legate alle sepolture si inseriscono in un quadro più ampio di criticità che avrebbe interessato negli ultimi anni il cimitero cittadino: «abbiamo già visto cittadini costretti a lunghe file per il canone delle lampade votive e per le volture dei contratti. Abbiamo assistito al caso degli aumenti delle lampade votive, poi ritirati. E abbiamo denunciato richieste di pagamento legate alle esumazioni dopo trent’anni: quella che ho definito una vera e propria “tassa sulla memoria“. Oggi ci troviamo davanti a famiglie che devono aspettare mesi per poter dare una sepoltura definitiva ai propri cari».
“Un luogo della memoria”
«Sono vicende diverse – sottolinea Mancini – ma pongono tutte una questione: non può essere amministrato come un ufficio qualsiasi. È un luogo nel quale le persone portano il proprio dolore, i propri ricordi, i propri affetti. E chi amministra ha il dovere di averne cura».

«Il cimitero è parte della città. È il luogo della memoria collettiva di Cosenza, dove riposano le generazioni che ci hanno preceduto e dove ogni giorno tante famiglie custodiscono una parte della propria vita. Per questo deve ricevere la stessa cura, la stessa attenzione e la stessa capacità di programmazione che pretendiamo per ogni altro luogo della città».
«Prendersi cura di Cosenza – conclude Mancini – significa prendersi cura anche della sua memoria. Significa garantire dignità a chi non c’è più e rispetto a chi resta. Una città che vuole costruire il proprio futuro non può dimenticare il proprio passato e non può abbandonare i luoghi nei quali quel passato riposa. I nostri cari meritano rispetto. Sempre».



















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