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Cosenza: giudice sospeso per presunte molestie sessuali. La Camera Penale: «Basta gogna mediatica per un clic»

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Cosenza: giudice sospeso per presunte molestie sessuali. La Camera Penale: «Basta gogna mediatica per un clic»

Il magistrato di 35 anni è stato sospeso dal CSM dopo le accuse di presunte molestie da parte di una diciottenne. I penalisti cosentini intervengono con una nota: «Tutelare la persona offesa, ma no al processo mediatico prima di quello nelle aule di giustizia»

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Tribunale di Cosenza

COSENZA – Il caso del giudice sospeso cautelarmente dalle funzioni e dallo stipendio dalla Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) accende un duro dibattito sul ruolo dell’informazione. Sulla vicenda relative alle presunte molestie del magistrato ai danni di una diciottenne, che ha portato alla sospensione da parte del CSM è intervenuta con una nota perentoria la Camera Penale di Cosenza per arginare quello che definisce un «assalto mediatico».

I penalisti cosentini, pur ribadendo con fermezza la necessità di garantire la piena tutela alla persona offesa e senza entrare nel merito delle contestazioni – che dovranno essere vagliate nelle sedi preposte –, hanno censurato la cassa di risonanza mediatica eretta attorno alla figura del giovane magistrato prima ancora della celebrazione di un regolare processo.

Giudice sospeso, la Camera Penale di Cosenza: «No alla gogna»

Nel loro intervento, gli avvocati penalisti denunciano una deriva del diritto di cronaca trasformato, a loro dire, in «in-continenza mediatica» guidata dalla corsa all’audience e ai consensi digitali: «Il copione è sempre uguale. Un assalto mediatico alla persona accusata, apparentemente legittimato da un diritto di cronaca che, invece, si è trasformato in una in-continenza mediatica. L’attacco è senza precedenti. Forse perché non pare vero poter giudicare chi giudica…»

La nota dei penalisti cosentini prosegue evidenziando il confine tra informazione e giustizialismo: «Sia chiaro, tutti pretendiamo la giusta tutela della persona offesa in un giusto processo. Ma, da ore, testate giornalistiche, locali e nazionali, stanno schiacciando un uomo, prima che un Giudice, senza freni, senza pudore, senza dignità, con conseguenze irreversibili. Prima di ogni processo. Tutto per un click in più, forse per cento o per mille. Non più giornalisti, ma info-encer, li chiamano così. Noi, in quest’inferno nel quale sta vivendo il Giudice accusato, non abbiamo dubbi: siamo dalla parte dei diritti e non della gogna».

Tribunale giudice sospeso

I fatti contestati e la difesa del magistrato

La vicenda trae origine dalla denuncia presentata da una ragazza di 18 anni per un episodio avvenuto lo scorso mese di agosto. Il magistrato, 35 anni, originario della Presila cosentina, si trovava alla guida della propria autovettura quando avrebbe affiancato la giovane con il pretesto di chiedere un’informazione stradale. Secondo il racconto della ragazza, l’uomo le avrebbe rivolto apprezzamenti a sfondo sessuale, abbassandosi i pantaloni e mostrandole i genitali. La giovane ha pfotografato la targa dell’auto, consentendo ai Carabinieri di risalire all’identità del conducente.

Il magistrato, dal canto suo, ha rigettato la ricostruzione fornita. Attraverso i propri legali, il giudice si è detto «rammaricato per il proprio comportamento inappropriato», confidando che la vicenda possa essere ricondotta a una corretta ed equilibrata dimensione analitica nelle sedi giudiziarie. Dinnanzi alla Sezione disciplinare del CSM, il magistrato ha ricordato di aver già chiesto e ottenuto il trasferimento dal settore penale a quello civile del Tribunale di Cosenza, misura ritenuta dalla difesa idonea a scongiurare incompatibilità o condizionamenti.

Tribunale-di-Cosenza

Tuttavia, accolta la richiesta della Procura generale della Cassazione intesa a salvaguardare il prestigio della magistratura, il CSM ha disposto la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio (mantenendo solo l’assegno alimentare pari a un quinto dell’emolumento). Contro questo provvedimento il giudice ha già annunciato ricorso alle Sezioni Unite Civili della Cassazione.

 

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