Area Urbana
«Quanto deve ancora crescere Rende?» Ghionna punta il dito sul nuovo PSC
La richiesta di maggiori trasferimenti allo Stato riaccende il dibattito sul futuro urbanistico della città. Ghionna chiede di chiarire quanto Rende debba ancora crescere, tra nuove residenze, traffico, infrastrutture e costi dei servizi

RENDE (CS) – “Oggi in Consiglio comunale Principe annuncia una battaglia istituzionale con Mastella e altri sindaci per ottenere più risorse dallo Stato: Rende, sostiene, ha molti più utenti che residenti e quindi deve sostenere un carico di servizi e infrastrutture che i trasferimenti non coprono adeguatamente”. A scriverlo in una nota è il consigliere comunale di minoranza Marco Ghionna.
“Rende città difficile, perché continuiamo ad aumentare i residenti?”
Il problema esiste. Ma la contraddizione è evidente: se Rende è già una città difficile e costosa da sostenere, perché continuiamo ad aumentarne il carico residenziale?
Mentre si chiede a Roma di pagare di più per gli effetti della città che abbiamo costruito, sul territorio vediamo nascere e crescere importanti interventi residenziali. È questa la questione che manca completamente nel ragionamento del Sindaco.
Rende conosce già cosa significa crescere senza un equilibrio adeguato tra abitazioni, viabilità, parcheggi, infrastrutture e servizi. Basti pensare all’area Majorana e al complesso Marconi: una zona strategica caricata negli anni al punto che oggi, per tentare di risolverne le criticità, si guarda persino alla realizzazione di un nuovo svincolo autostradale.
“Gli errori urbanistici non presentano il conto subito”
Gli errori urbanistici non presentano il conto subito. Lo fanno dopo anni, sotto forma di traffico, congestione, infrastrutture insufficienti e servizi sempre più costosi. Viabilità su tutte e quello che vediamo giornalmente è plastico esempio, anche se dai banchi della maggioranza si continua a sostenere che è tutto a posto madama la marchesa.
Ed è esattamente per questo che oggi dovremmo chiederci quale città stiamo costruendo, prima ancora di chiedere quanto lo Stato debba pagarci per sostenerla. Qui entra in gioco il nuovo PSC. Se continuiamo a vedere crescere nuova residenzialità, è legittimo conoscere la visione complessiva: quanto ancora deve crescere Rende? Dove? Con quale sistema della mobilità? Con quali infrastrutture e servizi? E con quali costi futuri? Di PSC si è discusso in Consiglio, ma da allora del percorso istruttorio e del confronto sulla Rende dei prossimi vent’anni si sente ben poco. L’atto di indirizzo risale al novembre 2025.
Perché altrimenti il modello rischia di essere sempre lo stesso: aumentiamo il carico urbanistico, rincorriamo dopo i problemi di traffico e servizi e, alla fine, chiediamo più soldi a Roma per sostenerne le conseguenze. La richiesta di maggiori trasferimenti può avere le sue ragioni. Ma non può sostituire una domanda molto più importante: prima di chiedere chi debba pagare la crescita di Rende, bisognerebbe decidere come e quanto Rende debba ancora crescere.


















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