Area Urbana
REBUS COSENZA
Cosenza: Stefanazzi torna a Roma con il caso Caruso. E De Cicco può far saltare il banco?
Amministrative Cosenza, Stefanazzi deve sciogliere il nodo della ricandidatura di Franz Caruso. Sullo sfondo cresce il peso politico di Francesco De Cicco

COSENZA – Il commissario del Pd Claudio Stefanazzi è tornato a Roma dopo gli incontri con i rappresentanti provinciali del partito e con il sindaco di Cosenza, Franz Caruso. Il neo commissario, è ritornato nella capitale con almeno due rogne politiche di non poco conto.
La prima, e forse la più delicata, riguarda lo stato di salute interno del Partito Democratico. Un partito che, ormai da tempo, appare attraversato da gruppi, correnti e contrapposizioni che ne indeboliscono la capacità di costruire una linea politica realmente condivisa. Una frammentazione che, in soldoni, si traduce anche nella difficoltà di trasformare il consenso potenziale in una concreta volontà di vittoria elettorale.

Da qui la capacità e la volontà di Stefanazzi di capire se il Pd ha ancora la forza di parlarsi, per poi presentarsi agli elettori come una forza politica riconoscibile, anziché come la somma di equilibri interni. E lo deve fare senza più rimandare anche perché nel pratito democratico cosentino da troppo tempo, sembra affermarsi una curiosa abilità: quella di riuscire a trasformare quasi ogni risultato elettorale in una non sconfitta o addirittura in una vittoria , attraverso la costruzione di una realtà diversa, rispetto a quella restituita dalle urne.
Il sindaco Franz Caruso, al termine dell’incontro con il neo commissario del Pd, lo ha definito “molto positivo e cordiale”, sottolineando anche la possibilità di avere “finalmente un interlocutore del Partito Democratico”. E fino a qui, nulla questio. Il problema arriva subito dopo.
Il rebus di Stefanazzi: Caruso da ricandidare
In quanto, avere finalmente un interlocutore del Pd è una cosa. Dipanare la matassa della ricandidatura di Franz Caruso è tutt’altra storia. Perché sul tavolo regionale (la seconda rogna) di quello che viene definito, a seconda delle convenienze del momento, “campo largo” o “campo progressista”, non tutti sembrano orientati a sostenere la ricandidatura dell’attuale inquilino di Palazzo dei Bruzi. E qui cominciano i problemi.

Alleanza Verdi e Sinistra da tempo ha preso le distanze da Caruso. Anche nel Movimento 5 Stelle, nonostante la presenza di un proprio rappresentante in Giunta, sembrerebbe prevalere l’orientamento a non puntare sull’attuale sindaco per un secondo mandato. E dentro lo stesso Pd una parte consistente non gradirebbe l’ipotesi di una riconferma.
Il quadro viene completato dal consigliere regionale Francesco De Cicco, il cui peso negli equilibri di Palazzo dei Bruzi non è affatto secondario. Nonostante possa contare su due assessori in Giunta comunale, De Cicco ha ormai da tempo preso le distanze politiche da Caruso.
E siccome la candidatura di un sindaco di una città capoluogo viene imposta da Roma, anche perché il prossimo anno ci sono le elezioni politiche e la parola d’ordine è “salvaguardare l’unità della coalizione”, ecco che anche Stefanazzi alla fine potrebbe scaricare Caruso. Arrivati a questo punto la domanda sorge spontanea: se Caruso non è più considerato la soluzione per il centrosinistra, perché il Pd dovrebbe essere considerato estraneo al bilancio politico di questi cinque anni?

Tre consiglieri comunali di centro destra verso De Cicco?
Ritornando invece al movimento del consigliere regionale Francesco De Cicco, tutt’altro che secondario e che il centro sinistra continua a guardare con interesse nella speranza di ricomporre un fronte, il più possibile largo in vista delle prossime amministrative. Una rincorsa potrebbe non andare a buon fine. Perché De Cicco potrebbe rompere definitivamente gli indugi e scegliere una strada autonoma: quella di una candidatura a sindaco alla guida di una coalizione civica, in cui potrebbe trovare addirittura spazio qualche consigliere dell’attuale minoranza di centro destra a Palazzo dei Bruzi.
Alcune indiscrezioni addirittura indicherebbero ad alcune interlocuzioni con consiglieri comunali della minoranza di centrodestra, andrebbero avanti da tempo. E sarebbero almeno tre, sempre secondo queste ricostruzioni, i consiglieri che starebbero valutando l’ipotesi di aderire al movimento di De Cicco e di sostenerne un’eventuale candidatura.



















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