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Ansia e depressione, è allarme tra i giovani: a Scalea arriva il Centro Mobile del Moige

Tirreno

Ansia e depressione, è allarme tra i giovani: a Scalea arriva il Centro Mobile del Moige

Il progetto “So.Starti Accanto” del MOIGE fa tappa a Scalea per affrontare il disagio giovanile: incontri nelle scuole, attività di prevenzione e un Centro Mobile dedicato a ragazzi, famiglie e docenti

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SCALEA (CS) – Ansia e depressione, è allarme tra i giovani. A Scalea, dalle 10:00 alle 13:00 si terranno tre sessioni formative di 50 minuti su queste tematiche tenute da Elisa Mancini e Martina Zanocco, due psicologhe della task force del MOIGE. Nelle ore pomeridiane il centro mobile Moige sosterà nel cortile della scuola per intercettare la cittadinanza. Previsto anche un incontro per genitori e docenti.

L’Italia affronta un’emergenza silenziosa che non può più aspettare: oltre 700.000 giovani italiani convivono con ansia e depressione, quasi il 40% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha consumato almeno una sostanza psicoattiva, e gli accessi ai servizi di neuropsichiatria infantile sono raddoppiati nell’ultimo decennio. In risposta a questa crisi, il MOIGE – Movimento Italiano Genitori lancia “So.Starti Accanto”, un modello inedito di rete nazionale che connette famiglia, scuola e territorio per intercettare il disagio prima che diventi emergenza.

Il quadro: un’emergenza che non si può ignorare

I numeri parlano da soli. Il disagio grave tra gli adolescenti è salito dal 13,1% al 16% dopo la pandemia, e il Censis rileva che il 49,4% dei giovani tra i 18 e i 25 anni vive quotidianamente con ansia e depressione. Sul fronte delle dipendenze, i casi patologici registrati dalla rete FICT sono aumentati del +15% in un solo anno, con l’alcol cresciuto del +25,7% e il gioco d’azzardo patologico in aumento del +60% dal 2020. A queste si aggiungono le dipendenze digitali: oltre 1,1 milioni di under 35 sono a rischio elevato di dipendenza da social media, mentre 910.000 giovani consumano sostanze psicoattive regolarmente. Un dato trasversale a tutte queste emergenze è la vergogna: la grande maggioranza dei ragazzi in difficoltà non chiede aiuto per paura del giudizio o per barriere economiche. È proprio qui che “So.Starti Accanto” interviene.

Il progetto: un modello innovativo e integrato

Ciò che rende “So.Starti Accanto“ unico nel panorama delle iniziative di welfare giovanile è il suo approccio biologico-psicologico e sociale, che abbandona la logica del singolo intervento per abbracciare quella della comunità educante integrata. Il progetto non si limita a curare il sintomo, ma agisce sulle radici del disagio, costruendo un ecosistema di supporto che circonda il ragazzo a 360 gradi.

Tre sono i pilastri dell’intervento:

  1. La scuola come presidio di benessere. In 110 istituti scolastici secondari distribuiti su tutto il territorio nazionale, docenti e studenti vengono formati per diventare vere e proprie “sentinelle del benessere”: persone capaci di riconoscere precocemente i segnali di crisi, di rompere il muro del silenzio e di attivare le risorse giuste al momento giusto. La scuola smette così di essere solo luogo di istruzione e diventa il primo avamposto della prevenzione.
  2. Il Centro Mobile di Prevenzione: la prevenzione che va dal cittadino. Un’unità itinerante percorrerà l’Italia con 40 tappe nelle piazze cittadine, portando direttamente alle comunità locali consulenze, attività di sensibilizzazione e strumenti di orientamento. L’obiettivo è abbattere le distanze geografiche e culturali che ancora oggi separano molte famiglie – soprattutto nelle aree interne e periferiche – dall’accesso ai servizi di supporto psicologico.
  3. Lo sportello digitale: nessuno deve sentirsi solo. Per garantire un aiuto immediato e accessibile anche a chi non può o non vuole presentarsi fisicamente, saranno operativi uno sportello di ascolto online e servizi di messaggistica istantanea gestiti da professionisti qualificati. Un canale pensato per i ragazzi nativi digitali, che spesso esprimono il disagio prima sul telefono che di fronte a un adulto.

La rete dei partner: una coalizione per il futuro

Il progetto vede al suo fianco una solida rete di partner operativi attivamente coinvolti nella realizzazione delle azioni: Fondazione Longevitas ETS, l’Associazione Articolo 26 APS, l’OPES Comitato Provinciale Firenze APS, l’Aladino ODV, l’Associazione Familiare Laurento APS, l’APS Formiamoci e Nati Nel Metaverso APS. Un ecosistema plurale che unisce competenze cliniche, sociali, educative e digitali, garantendo un intervento coerente su 21 Regioni e Province Autonome italiane.

La visione: un welfare generativo e replicabile

“Questi dati non sono semplici statistiche: sono volti, famiglie, classi scolastiche. Come genitori e come società non possiamo voltarci dall’altra parte. So.Starti Accanto nasce per costruire una comunità che sappia vedere, ascoltare e agire prima che sia troppo tardi. Non vogliamo solo rispondere alle crisi: vogliamo trasformare il benessere dei giovani in una responsabilità collettiva e condivisa“, dichiara Antonio Affinita Direttore Generale del MOIGE.

L’ambizione finale del progetto va oltre l’intervento contingente: “So.Starti Accanto” è progettato per diventare un modello di welfare generativo replicabile, esportabile in altri contesti territoriali e scalabile nel tempo. Una risposta sistemica, non emergenziale, che punta a trasformare strutturalmente il modo in cui l’Italia si prende cura delle sue nuove generazioni.

L’iniziativa è realizzata grazie al finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (art. 72, D.Lgs. n. 117/2017) e al contributo del Fondo di Beneficenza ed Opere di Carattere Sociale e Culturale di Intesa Sanpaolo.

 

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