Area Urbana
Cosenza, emergenza casa e caro affitti. Alimena: “Recuperare immobili inutilizzati e rafforzare il social housing”
Cosenza, emergenza casa e caro affitti. La ricetta del consigliere comunale e capogruppo del PdCosenza Francesco Alimena per il diritto all’abitare “Una città non può escludere chi non può permettersi di viverci”

COSENZA – «Non possiamo più fare riferimento alla retorica dell’Italia come Paese di soli proprietari, in cui l’affitto sarebbe un problema marginale». A scardinare uno dei tabù socio-economici più radicati del nostro Paese è Francesco Alimena, consigliere comunale e capogruppo del PD Cosenza. In Italia sono quasi 12 milioni le persone che vivono in locazione — circa il 20% della popolazione totale — con dinamiche del tutto simili a quelle spagnole: giovani, studenti e lavoratori che concentrano la propria vita nelle città e incontrano ostacoli drammatici non solo nel trovare un alloggio, ma soprattutto nel riuscire a mantenerlo.
Per il capogruppo democrat, la questione abitativa non è un semplice dettaglio contabile, ma una vera e propria emergenza sociale e democratica: «Il problema della casa è, prima di tutto, il problema della vita».

Emergenza casa e caro affitti. I numeri del caro vita a Cosenza
A confermare la gravità della situazione ci pensano i dati economici. Secondo recenti elaborazioni riportate da Alimena, vivere oggi a Cosenza costa in media 1.216 euro al mese per una sola persona, sommando canone di locazione, spese alimentari, utenze e trasporti locali. Di fronte a queste uscite, lo stipendio medio netto stimato in città si attesta su circa 1.362 euro.
Il dato chiave: L’alloggio da solo assorbe circa il 41% del reddito totale disponibile. Quando il costo della casa erode oltre quattro decimi dei guadagni mensili, l’abitare cessa di essere una spesa sostenibile e si trasforma in una barriera che impedisce ai cittadini di rimanere o pianificare il proprio futuro nella propria città. «Avere una casa non significa soltanto avere quattro mura — incalza Alimena — significa poter restare, poter scegliere, semplicemente poter vivere».

Il piano per il Centro Storico e il programma “Cosenza 2050”
Di fronte a un mercato che da solo non riesce a calibrare i costi sulla reale capacità d’acquisto delle famiglie, la politica è chiamata a intervenire direttamente. Cosenza ha già avviato una strategia strutturale attraverso la valorizzazione del patrimonio pubblico e gli strumenti di Agenda Urbana Cosenza-Rende.
Tra gli interventi già completati e quelli in fase di realizzazione c’è Via Molicella con la ristrutturazione e restituzione di 32 alloggi di edilizia residenziale pubblica, lasciati senza interventi significativi dagli anni ’60. Il Social Housing del centro storico: Interventi a Palazzo Marini-Serra e all’Edificio 5 Santa Lucia, che hanno portato alla creazione di 15 alloggi a canone calmierato per la fascia media. ancora, Palazzo Bombini-Longo: Sblocco dello storico immobile ATERP Calabria, fermo da oltre un decennio, che permetterà il recupero di altri 15 alloggi pubblici. Infine il contratto di Quartiere Santa Lucia con realizzazione nei prossimi due anni di ulteriori 15 unita abitative.
Con questo pacchetto di interventi, la visione tracciata nel programma Cosenza 2050 muove passi concreti: fare del Comune di Cosenza il primo proprietario di casa nel centro storico, recuperando il patrimonio esistente anziché cementificare.

Social Housing, Canone Concordato e IMU: le prossime sfide
L’edilizia residenziale pubblica (ERP) gestita da ATERP resta una colonna portante, ma per coprire la cosiddetta “fascia grigia” — chi non ha i requisiti per le case popolari ma non può permettersi i prezzi di mercato — serve un approccio integrato. Nel luglio scorso, il Sindaco Franz Caruso ha aperto un tavolo di confronto con le associazioni dei proprietari e degli inquilini per rinnovare l’Accordo Territoriale sui canoni concordati. Tra le leve in discussione c’è anche l’agevolazione dell’IMU per chi sceglie di affittare a prezzi accessibili.
Le priorità dell’agenda abitativa a Cosenza: rendere conveniente il canone concordato tramite incentivi fiscali locali, accelerare il recupero degli immobili sfitto/inutilizzati sia pubblici che privati, potenziare la rete del social housing per giovani e famiglie monoreddito e sostenere chi si trova in morosità incolpevole o a rischio sfratto. La sfida di Cosenza riflette quella di molte realtà urbane italiane: dimostrare che un’amministrazione pubblica può orientare il mercato e garantire a lavoratori e giovani il diritto fondamentale di abitare la propria città.

















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