Area Urbana
Nuovo ospedale di Cosenza, Ciacco: «Dove sono finiti i 345milioni recuperati da Mario Oliverio 10 anni fa?»
Il consigliere ripercorre il caso dell’ospedale dal 2016 ad oggi e attacca l’ex sindaco Occhiuto: “Ora Cosenza rischia di diventare l’unico capoluogo d’Italia senza un ospedale Hub”

COSENZA – Ricostruzione cronologica dei fatti, accuse sui finanziamenti perduti e un monito sul futuro dell’assistenza sanitaria nel capoluogo bruzio. È un duro affondo quello firmato dal consigliere comunale di Cosenza, Giuseppe Ciacco, in merito alla complessa vicenda che riguarda il nuovo ospedale di Cosenza. Ripercorrendo i passaggi chiave a partire dal 2016, tra gli stanziamenti della Giunta Oliverio, la scelta dell’area di Vaglio Lise e le successive opposizioni dell’allora sindaco Mario Occhiuto, Ciacco punta il dito contro le decisioni della politica locale e regionale, mettendo in guardia dai rischi legati all’ipotesi del trasferimento della struttura a Rende.

Nuovo ospedale di Cosenza, Ciacco punta il dito contro Mario Occhiuto
“Se la città di Cosenza non ha ancora il nuovo ospedale, la responsabilità è di una sola persona: questa persona è il senatore Mario Occhiuto, ex sindaco di Cosenza. È esattamente così. Correva l’anno 2016, sindaco della Città era, appunto, Mario Occhiuto, e l’allora presidente della Giunta regionale della Calabria, l’on Mario Oliverio, per la realizzazione del nuovo ospedale della città di Cosenza, aveva messo sul piatto 345 milioni di euro. E li aveva messi non a chiacchiere, ma con atti e documenti alla mano: erano 345 milioni di euro veri, che recavano il timbro del Patto per la Calabria, che, nel museo archeologico di Reggio Calabria, Oliverio aveva siglato con l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, l’on. Matteo Renzi. 345 milioni di euro allocati sul Fondo di Sviluppo e Coesione”.
“345 milioni di euro immediatamente disponibili ed esigibili. – precisa il consigliere – Contestualmente Mario Oliverio, come è giusto che fosse, commissionò lo studio di fattibilità per l’individuazione dell’area ove allocare la nuova opera. Attenzione: lo studio di fattibilità commissionato da Olivero, attraverso l’Azienda Ospedaliera guidata da Achille Gentile, era assistito da un vincolo non negoziabile, perfettamente condiviso anche dall’allora sindaco Occhiuto: il nuovo ospedale doveva sorgere, inderogabilmente, dentro il perimetro del territorio della città capoluogo. Tant’è vero che le opzioni selezionate e scrutinate, con quello studio, intersecavano 3 aree, tutte dentro la città: Annunziata/Mariano Santo/Muoio; Vaglio Lise; Cupole geodetiche”.

L’area di Vaglio Lise e altri 50 milioni di euro
“Lo studio di fattibilità – ricorda Ciacco – individuò nell’area di Vaglio Lise la localizzazione più idonea. Ah dimenticavo: nel frattempo Mario Oliverio aveva recuperato altri 50 milioni di euro per realizzare, una volta costruito il nuovo ospedale a Vaglio Lise, la Cittadella della salute nell’attuale struttura dell’Annunziata. Sta di fatto, però, che, all’esito del piano di fattibilità, il sindaco Occhiuto, inopinatamente, manifestò una pregiudiziale ostilità verso l’area di Vaglio Lise, accampando, pretestuosamente una marginalizzazione dell’area a sud e quindi del centro storico della Città di Cosenza”.
“Cosicché la maggioranza di centro destra a guida Occhiuto all’epoca, bocciò, la soluzione di Vaglio Lise. Quella soluzione, – spiega il consigliere – cioè l’ubicazione a Vaglio Lise, se non fosse stata gambizzata da Mario Occhiuto, avrebbe consentito di realizzare il nuovo ospedale entro il 31 dicembre 2023. Si, proprio così: entro il 31 dicembre 2023 Cosenza avrebbe avuto il nuovo Ospedale: questa è la grave responsabilità che pesa come un macigno su chi lo ha impedito. Ovviamente l’ostilità di Mario Occhiuto verso l’area di Vaglio Lise non era dettata da un amore viscerale per il centro storico. Era dettata da piccole meschinerie di provincia, tipiche delle nostre parti: Mario Occhiuto non voleva che Oliverio e quindi il centrosinistra potessero intestarsi il merito della costruzione del nuovo ospedale”.

L’ospedale a Rende e la valutazione INAIL che non c’è
“In altri termini, la preferenza per l’area a sud della Città era solo un paravento per difendere interessi di bottega. – attacca – E così, ancora il nuovo ospedale di Cosenza non c’è. E allora, qualche domanda si impone prepotente. Che fine hanno fatto i 345 milioni recuperati da Mario Oliverio 10 anni fa? E come mai 10 anni fa Mario Occhiuto e i suoi erano accaniti tifosi per l’allocazione dell’ospedale nell’area a sud della città e oggi invece l’ospedale, non solo lo trasferiscono a nord ma, addirittura, lo esportano fuori della città. Perché? E poi ci sono i soldi per costruire l’ospedale ad Arcavacata? Si badi: i 345 milioni di Mario Oliverio erano a fondo perduto. Nessuno avrebbe dovuto restituirli. Era lo Stato che se ne faceva carico” precisa.
Oggi come stanno le cose sull’ospedale di Cosenza e la nuova struttura che dovrebbe sorgere a Rende? Lo spiega Ciacco: “Oggi, il nuovo ospedale ad Arcavacata dovrebbe essere costruito attraverso un mutuo finanziato dall’INAIL, cioè a dire un vero e proprio prestito. E chi lo pagherà questo prestito? La Regione Calabria, che è ancora impelagata nel piano di rientro? È ipotizzabile un ulteriore incremento di capacità debitoria in capo alla Regione Calabria?”.
“Rischiamo di rimanere, per davvero, – aggiunge – con un pugno di mosche in mano. Ma poi, il mutuo dell’INAIL è una certezza o è un dato ancora aleatorio? Nel DPCM n. 237 del 14 settembre 2022, a proposito del nuovo Ospedale di Cosenza, c’è scritto: “proposta di investimenti VALUTABILI dall’INAIL”. Il DPCM parla di proposta di investimenti valutabili dall’INAIL. E a tutt’oggi, in attesa degli elaborati progettuali, la valutazione dell’INAIL non è intervenuta. Dunque, attenzione: il finanziamento INAIL, oggi, non è un dato acquisito. A oggi in nessun atto ufficiale è scritto, nero su bianco, che l’INAIL ha accordato il finanziamento. Ripeto, rischiamo di rimanere, per davvero, con un pugno di mosche in mano. Quando, invece c’erano 345 milioni, come suol dirsi, cash”.

“La truffa delle etichette”
“E allora, qui e ora, è giunto il momento di smascherare l’imbroglio. – precisa Ciacco in merito al nuovo ospedale di Cosenza – Costoro dicono di voler costruire il nuovo ospedale ad Arcavacata in funzione della Facoltà di Medicina. E lo contrabbandano come l’ospedale della Città di Cosenza. E no, questa è una vera e propria truffa delle etichette. L’ospedale in funzione della Facoltà di Medicina non può essere il nuovo Ospedale HUB della Città di Cosenza. Perché si tratta di due ospedali che interpretano funzioni diverse, non sovrapponibili. Perché è anacronistico costruire il nuovo ospedale della città di Cosenza a Rende: è un paradosso colossale! Nessuno dice che la facoltà di medicina dell’Unical non debba avere il suo ospedale. Ci mancherebbe altro. Però, l’ospedale dell’Unical non è il nuovo ospedale della città di Cosenza”.
“E allora, basta con le furbizie dialettiche. Non è più possibile sfuggire a questa domanda: il nuovo ospedale della Città di Cosenza, lo si vuole realizzare, sì o no? – chiede in conclusione il consigliere comunale – Lo si vuole costruire nella città di Cosenza, sì o no? Signori del centrodestra non potete più nascondervi dietro questa ambiguità. Ditelo chiaramente se volete consegnare a Cosenza l’ennesimo record negativo. Cosenza non può accettare di divenire in tutta Italia l’unico capoluogo di provincia senza l’ospedale. Da Aosta a Caltanissetta, l’unico in tutt’Italia. Vi rendete conto? Perché, qui a Cosenza, non è replicabile il modello di Catanzaro? A Catanzaro convivono l’HUB Pugliese Ciaccio e il Policlinico a Germaneto. Perché a Cosenza questa soluzione dovrebbe essere impraticabile?” si chiede.
“Forse perché la città di Cosenza è governata dal centrosinistra? Cosenza non può essere vittima di vergognosi giochi politici! L’ospedale dell’Annunziata fra tre anni avrà un secolo di vita. – ricorda – Da qui l’esigenza insopprimibile di dotare la città capoluogo di un nuovo ospedale. La funzione e la storia del capoluogo della più grande provincia della Calabria non possono essere mortificate. – conclude Ciacco – Non possono essere sacrificate per colpa di pretestuose beghe politiche!”.

















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