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Amaco, Usb «Nessun trionfalismo: il servizio continua, ma il futuro dei lavoratori del Tpl resta in bilico»

Area Urbana

Amaco, Usb «Nessun trionfalismo: il servizio continua, ma il futuro dei lavoratori del Tpl resta in bilico»

Il sindacato invita a evitare trionfalismi sulla continuità del trasporto urbano a Cosenza e guarda già al 2027: tra gare, nuovi affidamenti e il futuro dei beni dell’ex azienda

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COSENZA – Sulla vicenda Amaco, il sindacato USB Lavoro privato Cosenza invita ad evitare «la corsa alle medaglie» e a riportare il confronto sulle prospettive concrete del trasporto pubblico locale. La continuità del servizio urbano di Cosenza dal 1° ottobre, secondo il sindacato, non rappresenta un risultato straordinario dell’ultima ora, ma una conseguenza necessaria del quadro degli affidamenti regionali: le linee precedentemente esercite da Amaco rientrano infatti nel perimetro dell’affidamento in capo a Cometra, soggetto titolare dell’obbligo di servizio pubblico. «Il servizio dunque – sottolinea Usb – non poteva essere semplicemente spento».

cometra usb amaco amcal 02

Usb: «lo sguardo è già al 2027»

Il sindacato respinge inoltre l’idea che la salvaguardia occupazionale sia stata una concessione. La prosecuzione del servizio è stata possibile anche grazie alla professionalità e alla disponibilità dei lavoratori ex Amaco. «Senza quei lavoratori, senza le loro competenze e senza la loro disponibilità, il servizio non avrebbe potuto continuare. Il “privato” non è, di per sé, sinonimo di efficienza, stabilità o garanzia occupazionale».

Per USB, però, la questione non può considerarsi chiusa con l’attuale soluzione. Cometra rappresenterebbe un passaggio importante ma transitorio, all’interno di un sistema regionale destinato a cambiare con la futura nascita di AMCAL e con l’avvio delle gare per l’affidamento dei servizi. Ed è proprio questa la prospettiva che, secondo il sindacato, dovrebbe essere affrontata con chiarezza: «già dal 2027, con la futura nascita di AMCAL e l’avvio delle gare per l’affidamento dei servizi, gli stessi lavoratori potrebbero ritrovarsi dentro un nuovo tritacarne fatto di lotti, competizione tra gestori, possibili subappalti, soggetti provenienti da fuori regione o persino da fuori Paese».

A pesare sul futuro del settore ci sono anche le politiche nazionali sul trasporto pubblico locale, con il rischio di ulteriori difficoltà per un comparto che USB considera già segnato da anni di sottofinanziamento e frammentazione. Il timore è che la Calabria possa arrivare alla stagione delle gare con aziende locali indebolite e lavoratori reduci da una fase di forte crisi, esponendo il sistema alla concorrenza di operatori più grandi e anche esterni al territorio.

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Il nodo AMCAL e dei beni ex AMACO

Nel ragionamento del sindacato entra anche il patrimonio dell’ex Amaco. Depositi, officine, piazzali e fabbricati vengono considerati infrastrutture strategiche in vista della futura organizzazione del servizio: il loro controllo potrebbe infatti incidere sugli equilibri della fase successiva. Per questo USB chiede che la discussione non si limiti alla continuità immediata del trasporto, ma affronti il futuro complessivo della mobilità calabrese.

«Non servono passerelle, serve verità, servono scelte strutturali». L’obiettivo indicato è fare di AMCAL non una semplice struttura destinata a gestire le gare, ma «lo strumento per costruire un vero governo pubblico regionale della mobilità, capace di integrare i servizi, tutelare il lavoro, garantire continuità, qualità e controllo democratico».

«Chi oggi festeggia dovrebbe spiegare cosa intende fare per evitare che, dal 2027, i lavoratori ex Amaco e tutti gli altri del settore, vengano messi dentro un’altra stagione di incertezza».

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