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Il sapore della Calabria nel bicchiere: Vincenzo Serra racconta “Qual’Italy” il suo progetto di amaro artigianale
Ospite della trasmissione Giadissima, su RLB, il produttore cosentino racconta il progetto dietro i suoi amari artigianali, il legame con la tradizione e una filosofia fatta di autenticità, carattere e libertà

COSENZA – Un amaro può raccontare un territorio? Per Vincenzo Serra, produttore cosentino e fondatore del marchio “Qual’Italy,” la risposta è sì. Ospite di Giadissima, il programma radiofonico di Giada Carino in onda su RLB, ha spiegato come il legame con la sua terra si trasformi in un’esperienza da degustare. Un’intervista che ha fatto conoscere da vicino il progetto, la sua idea di amaro calabrese e il carattere di un imprenditore che fa dell’indipendenza un tratto distintivo del proprio modo di essere.

Qual’Italy: il progetto di Vincenzo Serra che nasce dalla Calabria
Dietro un amaro non c’è soltanto una ricetta. Ci sono una visione, la ricerca di un’identità e la volontà di dare valore a sapori che parlano di un luogo. In questa prospettiva si inserisce il lavoro di Serra con Qual’Italy, marchio dedicato agli amari calabresi che mette al centro il patrimonio aromatico e la tradizione della regione.
La Calabria, con i suoi profumi inconfondibili e la sua cultura gastronomica, è il punto di partenza del racconto. Gli ingredienti diventano parte di una storia più ampia, fatta di appartenenza e attenzione al gusto. Il mondo degli amari, del resto, permette di trasformare le note aromatiche in un’esperienza capace di evocare luoghi, sensazioni e ricordi.

“Bergamotto e peperoncino, ma a piccole dosi”
Durante la trasmissione è arrivata una domanda precisa: se dovesse descrivere la Calabria attraverso un profumo, un sapore e un’emozione, che cosa sceglierebbe? La risposta di Serra è stata immediata: bergamotto e peperoncino, ma a piccole dosi. Due elementi che raccontano bene il carattere della regione. Il bergamotto richiama le note agrumate e la ricchezza aromatica calabrese. Il peperoncino evoca calore, intensità e una personalità che non passa inosservata.
Poi la battuta, ironica e incisiva: “Se metti troppo, ti fai male. Come i calabresi”. Un paragone che strappa un sorriso e dice molto su una terra forte, passionale, orgogliosa e ricca di sfumature. La stessa logica vale per un prodotto: gli aromi funzionano quando sono dosati con equilibrio.
Come si beve un amaro? Serra dice no al ghiaccio
Tra i passaggi più curiosi dell’intervista c’è il modo corretto di bere l’amaro. Su questo Serra ha una posizione netta: niente cubetto di ghiaccio nel bicchiere. Sciogliendosi, il ghiaccio rischia di diluire il prodotto e di modificarne il profilo aromatico, attenuando note che contribuiscono a definire il carattere della bevanda. Per il produttore, prestare attenzione a come si serve il linquote significa rispettare il lavoro che c’è dietro e lasciare che gli aromi si esprimano senza alterazioni. La temperatura di servizio può variare in base alla tipologia di amaro e ai gusti personali, ma il principio resta chiaro: prima di aggiungere qualcosa, vale la pena conoscere ciò che si ha nel bicchiere.

Un produttore, una terra e il valore della libertà
La conversazione non si è fermata al mondo dei liquori. Serra ha toccato anche le contraddizioni della Calabria e il rapporto con una terra che per lui è molto più di una semplice provenienza geografica. Si definisce un uomo libero, senza padroni: una dichiarazione che esprime il valore dato all’indipendenza, alla possibilità di seguire la propria strada e di mantenere una propria identità. Accanto al prodotto emerge così una visione del mondo in cui libertà di pensiero e coerenza con le proprie convinzioni hanno un ruolo centrale. La Calabria, con le sue ricchezze e le sue complessità, resta il riferimento costante: una terra che offre tradizioni da custodire, sapori da valorizzare e storie imprenditoriali capaci di tenerne viva l’identità.
Raccontare i sapori calabresi, un bicchiere alla volta
Il progetto di Vincenzo Serra riporta l’attenzione su un settore in cui il gusto incontra la cultura del territorio. Un prodotto per raccontare una regione attraverso i suoi aromi e la sua tradizione gastronomica. Qual’Italy si muove proprio in questa direzione: portare nel bicchiere un richiamo alla Calabria e invitare a scoprirne i sapori. La frase “bergamotto e peperoncino, ma a piccole dosi” finisce così per rappresentare non solo il carattere di una terra, ma anche una piccola lezione di gusto: riconoscere le differenze, rispettare gli equilibri e lasciare che ogni aroma trovi il proprio spazio.
Perché un amaro non è soltanto ciò che si beve a fine pasto. Può essere un modo per raccontare una storia, valorizzare una tradizione e portare con sé un pezzo della propria terra.



















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