Calabria
MOBILITAZIONE
Caro carburanti, 4 presidi fissi dal 16 ottobre: va avanti la protesta in Calabria
Dal 21 ottobre è previsto un blocco congiunto con gli autotrasportatori. La mobilitazione proseguirà il 27 ottobre a Roma

COSENZA – La protesta contro il caro carburanti e l’aumento dei costi per gli agricoltori si prepara a intensificarsi in Calabria e da venerdì 16 ottobre diventeranno operativi quattro presidi fissi, individuati in punti strategici per la logistica e la distribuzione sul territorio regionale. Le postazioni saranno collocate al Porto di Gioia Tauro, nell’Area aeroportuale di Lamezia Terme, alla rotonda dello Scalo di San Marco Argentano e nella zona dei depositi di carburante a Vibo Marina. Ad annunciare l’iniziativa è il Comitato Promotore – Movimento Popolare Nazionale, promotore della protesta contro il rincaro dei carburanti e l’incremento dei costi a carico del settore agricolo.

Dal 21 ottobre blocco con gli autotrasportatori
La mobilitazione è destinata a salire ulteriormente di livello a partire dal 21 ottobre, quando è previsto il coinvolgimento congiunto del comparto degli autotrasportatori. A delineare le prossime tappe è lo stesso Movimento Popolare Nazionale, che in una nota afferma: “L’iniziativa – è scritto in una nota – salirà ulteriormente di livello dal 21 ottobre, data in cui scatterà un’azione congiunta di blocco insieme al comparto degli autotrasportatori, il cui coordinamento operativo verrà dettagliato nei tavoli tecnici territoriali. Dopo la manifestazione di Cosenza, il Movimento Popolare Nazionale proseguirà la mobilitazione con la manifestazione del 27 ottobre a Roma”.

Mobilitazione fino alla manifestazione di Roma
Il calendario della protesta prevede dunque una progressiva estensione delle iniziative, dai presidi fissi in Calabria al blocco congiunto con gli autotrasportatori, fino all’appuntamento nazionale del 27 ottobre nella Capitale. Il Movimento Popolare Nazionale punta così a mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze del caro carburanti e sull’aumento dei costi che gravano sugli agricoltori, proseguendo la mobilitazione dopo la manifestazione già svolta a Cosenza.


















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