Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Sanità in Calabria, cinque ospedali montani nel piano di rilancio: anche San Giovanni in Fiore e Acri

Calabria

Sanità in Calabria, cinque ospedali montani nel piano di rilancio: anche San Giovanni in Fiore e Acri

La proposta di legge, presentata da Rosaria Succurro e sottoscritta dai capigruppo del centrodestra, punta a potenziare sei presidi sanitari calabresi con più servizi, specialisti e telemedicina

Pubblicato

il

sanità-ospedali Acri e San Giovanni in Fiore

COSENZA – È iniziato oggi, nella Commissione Sanità del Consiglio regionale della Calabria, l’esame della proposta di legge n. 73/XIII, “Disposizioni per il rafforzamento funzionale dei presidi ospedalieri e territoriali e degli stabilimenti ospedalieri, nelle aree montane, interne e territorialmente disagiate della Calabria”. Il provvedimento è stato promosso e scritto dalla consigliera regionale Rosaria Succurro, del gruppo Occhiuto Presidente, e da tutti i capigruppo del centrodestra in Consiglio regionale, che l’hanno anche firmato.

“Dopo i 16 anni di commissariamento, grazie al lavoro straordinario, al coraggio e alla determinazione del presidente Roberto Occhiuto, la Calabria – afferma Succurro, che ha illustrato la proposta in Commissione – ha recuperato la responsabilità diretta del governo della sanità e il Consiglio regionale può esercitare finalmente il proprio ruolo legislativo e di indirizzo. Abbiamo il dovere di lavorare insieme per ridare servizi ospedalieri adeguati alle popolazioni che hanno pagato il prezzo più alto del Piano di rientro e dei tagli del passato. È arrivato il momento di invertire la tendenza”.

Il testo riguarda gli ospedali di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno, Soveria Mannelli e Oppido Mamertina, oltre allo stabilimento ospedaliero Santa Barbara di Rogliano, importante per l’intera Valle del Savuto. Sono strutture al servizio di comprensori in cui le distanze dagli ospedali maggiori, le difficoltà della viabilità e le caratteristiche del territorio rendono più difficile l’accesso alle cure.

ospedale acri reparto covid

“La nostra proposta – spiega Succurro – prevede il rafforzamento delle funzioni ospedaliere, dall’emergenza-urgenza alla medicina interna, dalle attività chirurgiche all’assistenza pediatrica, fino alla diagnostica, all’ortopedia e ai servizi oncologici territoriali. Vogliamo favorire anche la rotazione programmata dei medici specialisti e delle équipe tra le strutture sanitarie, per utilizzare meglio le professionalità disponibili.

Il provvedimento punta inoltre sulla telemedicina, sul teleconsulto e sul telemonitoraggio, strumenti che possono assicurare maggiore continuità assistenziale e ridurre gli spostamenti dei pazienti, soprattutto anziani e cronici. La giunta regionale dovrà definire il piano di attuazione entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge”.

La proposta di legge si inserisce nel confronto nazionale sul futuro dell’assistenza ospedaliera e sulla tutela delle aree interne, oggi interessate da un progressivo spopolamento. Su questi temi Succurro ha lavorato anche da sindaca di San Giovanni in Fiore, con iniziative per ottenere personale medico, attrezzature e servizi per l’ospedale cittadino, e da presidente dell’Anci Calabria, con particolare attenzione alle difficoltà dei Comuni montani e territorialmente isolati.

sanità ospedale san giovanni in fiore

“Si parla tanto di ripopolamento delle aree interne, di incentivi e di nuove opportunità per coloro che decidono di restare. Ma senza una sanità pubblica affidabile e senza ospedali capaci di rispondere ai bisogni delle famiglie, sarà arduo – avverte la consigliera regionale – arrestare lo spopolamento. La nostra proposta risponde a questa esigenza ed è coerente con la volontà del presidente Occhiuto e della maggioranza regionale di rafforzare l’assistenza.

Anche recenti iniziative legislative popolari dimostrano che il problema è molto avvertito dalle comunità locali. Auspico che su questo provvedimento non vi siano divisioni politiche. La tutela della salute è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione e deve quindi unire tutte le forze del Consiglio regionale. I cittadini delle aree montane e disagiate hanno diritto come gli altri – conclude Succurro – a cure adeguate e accessibili”.

Pubblicità
Pubblicità .
Clever - Top Button

Categorie

Social