Tirreno
L'INTERVISTA
Praia a Mare: la Madonna tornata sott’acqua dopo 700 anni. Stefano Gallico racconta l’impresa nei fondali
Installata a otto metri di profondità nella Grotta Azzurra, sull’Isola di Dino, una lastra di ferro alta circa due metri raffigura la Madonna della Grotta. Ai microfoni di Rlb, nella trasmissione Fatti Vivi, l’istruttore subacqueo Stefano Gallico racconta le emozioni dell’installazione e il significato di un’opera che unisce fede, tradizione marinara e tutela dell’ambiente

PRAIA A MARE (CS) – Il fascino dei fondali dell’Isola di Dino fa da cornice ad un evento straordinario per Praia a Mare, reso possibile grazie all’esperienza dell’istruttore subacqueo Stefano Gallico. Lui stesso racconta ai microfoni di Rlb, nella trasmissione Fatti Vivi, le emozioni dell’installazione della Madonna della Grotta: una lastra di ferro collocata a otto metri di profondità per celebrare il 700° anniversario dell’arrivo via mare della statua della patrona.
Stefano Gallico: otto metri sott’acqua per la storia e la devozione di un’intera comunità
Stefano Gallico, istruttore subacqueo racconta un momento significativo per Praia a Mare: il ritorno simbolico della Madonna della Grotta nel mare da cui, secondo la tradizione, ebbe origine la sua storia. La lastra di ferro, alta circa due metri, è stata posizionata nella suggestiva Grotta Azzurra, sull’Isola di Dino, nell’ambito delle celebrazioni per i sette secoli dall’arrivo via mare della statua venerata dalla comunità praiese.
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Gallico ha ripercorso le fasi dell’intervento e il valore di un’iniziativa che intreccia fede, identità marinara e patrimonio naturale. La sua esperienza nel mondo delle immersioni nasce dalla passione, diventata nel tempo una professione con l’apertura di un centro diving proprio a Praia a Mare.
«L’installazione di questa lastra ha proprio suggellato il legame tra la storia religiosa e l’identità marinara del paese di Praia Mare», ha spiegato Gallico, evidenziando il significato profondo dell’opera per la comunità. La scelta del sito non è stata immediata: dopo aver valutato diverse possibilità, la Grotta Azzurra è stata individuata come il luogo capace di rappresentare al meglio l’identità dell’Isola di Dino e della città.

Otto metri di profondità e uno spettacolo di luce
La lastra è stata collocata a otto metri di profondità, su una superficie rocciosa pianeggiante all’interno della grotta. «Per trasportarla e posizionarla sul fondale – spiega – sono stati impiegati appositi palloni di sollevamento, che hanno consentito di accompagnare il manufatto fino al punto stabilito.
L’opera si distingue per la sua struttura essenziale: una sagoma in ferro composta da pieni e vuoti, attraverso i quali la luce contribuisce a delineare l’immagine della Madonna con il Bambino. Un effetto suggestivo che, come sottolineato durante l’intervista, rende la figura particolarmente emozionante sullo sfondo blu della grotta. Con il passare del tempo, inoltre, la superficie sarà progressivamente interessata dai processi naturali di colonizzazione da parte degli organismi marini.
«Adesso stiamo aspettando che il tempo faccia il suo corso e quindi che la lastra stessa si aduginisca e dia la possibilità di attecchire a tutti gli organi presenti all’interno della grotta e nel mare», ha raccontato l’istruttore, descrivendo la trasformazione che accompagnerà l’installazione negli anni. L’obiettivo è che l’opera non resti un elemento estraneo, ma entri gradualmente in relazione con l’ambiente che la accoglie.

Un’opera accessibile anche con lo snorkeling
La posizione scelta consente di rendere la sagoma della Madonna potenzialmente visibile anche a chi non pratica immersioni profonde. L’installazione, infatti, è stata pensata affinché possa essere osservata anche da chi pratica snorkeling, scendendo di pochi metri sotto la superficie: «E’ stata scelta quella profondità e quel sito proprio perché ci sarà la possibilità anche da chi farà semplicemente lo snorkeling dall’alto, scendendo un paio di metri in profondità, riuscirà comunque a vedere la sagoma della Madonnina», ha precisato Gallico.

Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra la parrocchia di Santa Maria della Grotta, il Comune di Praia a Mare, l’Ente Parchi Marini della Calabria e diverse realtà locali, tra associazioni e imprese. L’idea è nata da Francesco La Gatta, mentre il progetto grafico è stato curato da Espedito Iannini e la parte in ferro è stata realizzata da Caterina Bossio. Altri collaboratori hanno contribuito alla realizzazione del basamento, al trasporto e alle operazioni logistiche. L’installazione è stata donata gratuitamente alle comunità di Praia a Mare e Aieta.
«Un gesto che celebra sette secoli di storia e rinnova il legame tra la fede, il mare e il territorio – ha ribadito Gallico nel corso dell’intervista – e va a suggellare il legame che c’è tra la storia religiosa e l’identità marinara con, ovviamente, anche il patrimonio naturale del comune di Praia Mare e dei praiesi».



















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