Tirreno
LE INDAGINI
Orrore a Tortora: abusi sessuali e pedopornografia sulla figlia minore. Arrestata la madre e il convivente
Un vero e proprio incubo: droga e alcol per annullare ogni reazione della vittima alle violenze. Una coppia convivente finisce in carcere dopo le indagini dei Carabinieri: la giovane è stata messa in salvo e affidata ai nonni

TORTORA (CS) – Sono stati arrestati con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, abusi sessuali e produzione di materiale pedopornografico e si trovano ristretti in carcere, così come anticipato ieri dalla nostra redazione. Le due persone sono finite in manette con gravi accuse, per reati ai danni di una minore 15enne, che si sarebbero consumati tra le mura domestiche.
Si tratta della madre della giovane e del convivente. Un vero e proprio incubo familiare che sarebbe stato caratterizzato da abusi e violenza, alle quali hanno posto fine i carabinieri di Scalea e Praia a Mare martedì scorso, 6 ottobre. Le accuse sono di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico.
L’operazione scaturisce da un’articolata attività investigativa avviata a seguito di alcune allarmanti segnalazioni. Gli approfondimenti, condotti, attraverso ascolti protetti e complesse attività tecniche, hanno fatto emergere un quadro di presunti abusi perpetrati dal compagno della madre con il concorso attivo di quest’ultima.

Droga, alcol e violenze per annullare ogni reazione
Ciò che è emerso dagli accertamenti dipinge uno scenario di sistematiche prevaricazioni fisiche e psicologiche. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la giovane vittima sarebbe stata sottoposta a continue limitazioni della propria libertà personale e costretta ad assumere alcol e sostanze stupefacenti – nello specifico marijuana e cocaina – con il preciso scopo di ridurla in uno stato di totale incapacità di reagire, ponendo le basi per i successivi abusi e per la produzione di materiale pedopornografico.
A seguito del blitz infatti, sarebbero stati posti sotto sequestro e i telefoni dei due indagati.

A seguito dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura Distrettuale, la minore è stata immediatamente allontanata dal contesto familiare e messa in sicurezza con l’affidamento ai nonni.
La misura cautelare per sventare il pericolo di reiterazione
La gravità del quadro indiziario ha portato l’autorità giudiziaria ad adottare il provvedimento più stringente della custodia cautelare in carcere per la coppia. Come evidenziato dagli atti, “l’adozione della misura della custodia cautelare in carcere si è resa necessaria per il soddisfacimento delle esigenze cautelari, correlate alla gravità dei fatti contestati, al concreto pericolo di reiterazione dei reati e al rischio di inquinamento probatorio”. Le indagini sono attualmente nel pieno del loro svolgimento per definire ogni dettaglio della vicenda.


















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