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Minori, l’Italia fuori dalla rete ENOC. PD Cosenza chiede il rientro immediato «Il Garante calabrese rompa il silenzio»

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Minori, l’Italia fuori dalla rete ENOC. PD Cosenza chiede il rientro immediato «Il Garante calabrese rompa il silenzio»

Il Capogruppo del PD Cosenza Francesco Alimena critica la decisione dell’Autorità Garante Infanzia di uscire dalla rete europea ENOC: «Scelta ideologica che isola l’Italia». L’appello al Garante regionale della Calabria

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Enoc Europa

COSENZA – Fa discutere anche in Calabria la decisione della Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, di ritirare l’Italia dalla rete ENOC (European Network of Ombudspersons for Children), la prestigiosa rete che riunisce istituzioni indipendenti di diversi Paesi europei impegnate nella tutela dei diritti dei minorenni. A sollevare con forza il caso nel dibattito politico locale e regionale è il Capogruppo del “PD Cosenza” Francesco Alimena, che in una nota ufficiale definisce la scelta «un gravissimo passo indietro e un preoccupante segnale di isolamento istituzionale, dettato unicamente da furori ideologici che nulla hanno a che fare con il benessere dei ragazzi».

Francesco Alimena - ex delegato CIS e consigliere comunale 01

Lo stop al dialogo sui diritti dei minori

La controversia nasce a seguito del disaccordo emerso su uno statement annuale elaborato dall’ENOC e dedicato alla tutela dell’infanzia. La Garante nazionale ha abbandonato il tavolo europeo giudicando il documento “ideologico”, in quanto comprendeva anche misure di tutela rivolte alle persone LGBTQIA+. Una presa di posizione già contestata in Calabria dall’Associazione Infanzia e Adolescenza G. Rodari, per bocca di Monica Zinno, il cui grido d’allarme è stato pienamente sposato dal PD cosentino.

«Abbandonare unilateralmente i tavoli internazionali anziché sostenere il dialogo è l’esatto contrario di ciò che ci si aspetta da un’Authority di garanzia – sottolinea l’esponente del Partito Democratico . Un’istituzione del genere deve mostrarsi indipendente, autorevole e soprattutto collaborativa». Secondo il rappresentante dem, liquidare la tutela delle categorie più vulnerabili come un’ideologia rischia di penalizzare direttamente i bambini e gli adolescenti italiani, isolandoli dalle buone pratiche e dalla rete di protezione europea contro abusi, violenze e disagio giovanile.

RETE ENOC

La responsabilità istituzionale oltre i mandati temporanei

Alimena evidenzia come vi siano altre modalità per esprimere un formale dissenso senza interrompere il percorso comune all’interno del network europeo. «La tutela dei minorenni esige continuità e cooperazione internazionale, anche di fronte a divergenze di opinioni, e non può essere ostaggio delle sensibilità politiche personali di chi occupa temporaneamente un ruolo istituzionale. Le decisioni prese d’impulso rischiano di produrre danni a lungo termine, compromettendo le future relazioni di cooperazione del nostro Paese».

L’appello al Garante regionale della Calabria e all’Assemblea Consiliare

Di fronte a questo scenario, il PD Cosenza chiama direttamente in causa le istituzioni regionali calabresi per rompere il silenzio e promuovere una presa di posizione collettiva. «Chiediamo formalmente al Garante regionale della Calabria di uscire dal silenzio, prendere una posizione pubblica netta e farsi promotore, insieme agli altri Garanti regionali d’Italia, di un’azione coordinata per chiedere immediati chiarimenti e sollecitare il rientro dell’Italia nella rete ENOC» conclude il Capogruppo. L’intenzione annunciata dal gruppo politico è quella di portare la battaglia anche all’interno del Consiglio Regionale della Calabria, in sintonia con le iniziative già intraprese dal PD nazionale, dai partiti di centrosinistra e dal mondo associativo a livello nazionale.

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