Tirreno
LA RICOSTRUZIONE
Presunti abusi in una struttura turistica sul Tirreno Cosentino: audizione protetta per la vittima. Atti di nuovo al PM
Risentita in modalità protetta la ragazza che ha accusato l’ex collega di aggressione all’interno della stanza del personale. L’esame, durato tre ore, ha visto l’intermediazione di una psicologa per evitare il contatto con l’indagato. Il Pubblico Ministero valuterà nei prossimi giorni il rinvio a giudizio

PAOLA (CS) – Si è svolto ieri, dinanzi al Gip del Tribunale di Paola, Dott.ssa Maria Grazia Bellomusto, l’incidente probatorio per l’escussione di una giovane, presunta vittima di una violenza sessuale denunciata nel luglio 2024, mentre lavorava presso una struttura turistica del Tirreno cosentino. La ragazza, assistita dall’Avv. Erica Pranno, del Foro di Cosenza, ha ricostruito quanto accaduto con un collega conosciuto da pochi giorni.
La ricostruzione della vittima, lavorava in una struttura del Tirreno cosentino
Secondo quanto denunciato, la giovane sarebbe stata aggredita sessualmente da un collega conosciuto da pochi giorni, con il quale non intratteneva rapporti personali. L’uomo, stando alla ricostruzione contenuta nella querela, si sarebbe trattenuto sulla porta della sua stanza – ubicata all’interno dell’ala della struttura riservata al personale – mentre lei vi faceva rientro.
Dopo un iniziale tentativo di conversazione, si sarebbe autonomamente introdotto nella camera, l’avrebbe spinta sul letto e privata degli indumenti, costringendola a un rapporto sessuale completo contro la sua volontà. La ragazza, che già valutava di lasciare il posto di lavoro per alcuni contrasti interni alla struttura, sarebbe partita il giorno successivo all’episodio, per fare rientro a casa. La vittima si sarebbe, quindi, recata presso il pronto soccorso del luogo di residenza, per essere sottoposta ad adeguati accertamenti medici e dove avrebbe riferito quanto accaduto, per poi presentare querela e dare avvio alle indagini.

Le indagini sono coordinate dal Pubblico Ministero della Procura di Paola, Dott.ssa Chiara Pezone, che aveva richiesto l’incidente probatorio subordinandolo a una perizia medico-psichiatrica sulla capacità della giovane di percepire e riferire correttamente i fatti. Il perito nominato dal giudice, Dott. Antonio Ruffolo, nell’udienza dell’8 luglio 2026 “ha concluso per la piena capacità della ragazza di testimoniare, rilevando al contempo una condizione di particolare vulnerabilità e fragilità emotiva”. Raccolta questa valutazione, il Gip ha stabilito la data per l’ascolto della ragazza in un contesto protetto per preservarne l’incolumità emotiva.
Il confronto a distanza e il rinvio degli atti alla Procura
Durante l’audizione del 14 ottobre, la presunta vittima è stata collocata in una stanza separata e le domande sono state veicolate dalla psicologa-psicoterapeuta Dott.ssa Catia Ferraro. Le parti, compreso l’indagato e la sua difesa (Avv. Elena Maria Calabretta del Foro di Paola), hanno assistito via collegamento audio-video. “Concluso l’incidente probatorio innanzi al Gip del Tribunale di Paola, nell’ambito del quale è stata escussa la persona offesa”, la deposizione si è protratta per circa tre ore. “Ora gli atti tornano alla Procura per le valutazioni sull’eventuale formulazione dell’imputazione“.


















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