Area Urbana
Psicosi carburanti
Cosenza, distributori di carburanti a secco di scorte. Protesta degli agricoltori: in arrivo presidi anche a Rende e Montalto
Cosenza e Rende rimaste quasi senza benzina e diesel: distributori presi d’assalto e cisterne con le scorte in esaurimento. E da domani scattano i blocchi degli agricoltori a Rende, Montalto e sulle coste dello Jonio e del Tirreno

COSENZA – È scattata da ieri l’emergenza ai distributori di carburanti a Cosenza, Rende e nell’area urbana. La stragrande maggioranza delle stazioni di servizio del capoluogo e dell’hinterland ha quasi esaurito le scorte di benzina e diesel, gettando la mobilità urbana nel caos e provocando forti disagi ai cittadini, con una crisi logistica che si sta rapidamente estendendo anche alle altre province della regione.
Code chilometriche ai distributori di carburanti: psicosi del pieno
Dopo l’intera giornata di ieri, segnata da lunghissime attese e dalla paralisi del traffico, anche questa mattina i pochi distributori rimasti con le cisterne ancora piene sono letteralmente presi d’assalto. File interminabili di automobili si registrano agli ingressi dei punti vendita superstiti, alimentate dal timore di un blocco totale delle forniture. Alla base dell’interruzione della rete distributiva ci sono le ripercussioni delle proteste legate allo stabilimento Ilva davanti alla raffineria di Taranto e il preannunciato blocco dell’autotrasporto in Calabria, fattori che hanno causato una grave paralisi nelle consegne della materia prime.

Protesta degli agricoltori in arrivo: presidi a Rende, Montalto e sulle coste
Alla crisi logistica e al blocco dei rifornimenti si aggiungerà presto la tensione sociale. Per la giornata di domani, infatti, gli agricoltori e gli operatori del settore primario hanno proclamato un’imponente mobilitazione contro il caro carburante e l’impennata dei costi di produzione.
I presidi e i blocchi toccheranno diversi punti strategici della provincia di Cosenza: Rende e Montalto Uffugo, lungo l’asse della Valle del Crati, la fascia costiera del Tirreno cosentino e dello Jonio. La manifestazione, che si preannuncia fortemente partecipata, punta a richiamare con forza l’attenzione del Governo sulle criticità ormai insostenibili per l’intera filiera agroalimentare, piegata da mesi dal costo stellare del gasolio e dalla crisi di mercato.

Proteste anche in Puglia, Basilicata e Sicilia
Oltre i presidi spontanei in Puglia e Basilicata, la mobilitazione coinvolge anche imprese della Calabria e della Sicilia. Il comitato promotore del fermo annuncia cinque giorni di stop nei piazzali aziendali, denunciando il mancato riscontro del Governo alla richiesta di un incontro con Salvini o Rixi. «Rappresentiamo l’80% della grande distribuzione», affermano gli organizzatori, che avvertono delle possibili ripercussioni sull’approvvigionamento dei supermercati e sulla commercializzazione dei prodotti agricoli. La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio si allarga nel Mezzogiorno e si prepara a trasformarsi in un fermo dei camion dal 16 al 20 ottobre, con la possibilità di proseguire a oltranza.
Dopo le manifestazioni spontanee che negli ultimi giorni hanno interessato la Puglia e la Basilicata, coinvolgendo anche gli agricoltori, la mobilitazione si estende ad aziende di trasporto della Calabria e della Sicilia. L’annuncio arriva dal comitato promotore della protesta, che denuncia il mancato riscontro del Governo alle richieste di confronto avanzate nelle scorse settimane.
Carburante, code anche a Catanzaro: attese nuove forniture nel pomeriggio
L’emergenza carburanti si è estesa anche a Catanzaro, dove questa mattina si sono registrate lunghe code nei distributori ancora in grado di effettuare rifornimenti. La maggior parte degli impianti, in particolare quelli a marchio Eni, ha esaurito le scorte già nella giornata di ieri.
A pesare sulle disponibilità sono i blocchi alla raffineria Eni di Taranto e il timore per la mobilitazione degli autotrasportatori calabresi, prevista da domani. Secondo quanto si apprende, nel pomeriggio è atteso l’arrivo di alcune autobotti, destinate però soltanto a una parte dei punti vendita cittadini. Al momento non si segnalano disagi per la circolazione dei mezzi di soccorso e delle forze di pubblica sicurezza.


















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