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Dagli agricoltori ai trasporti: in Calabria da domani 5 giorni di blocchi e presidi: distributori a secco e merci a rischio

Calabria

IL BLOCCO

Dagli agricoltori ai trasporti: in Calabria da domani 5 giorni di blocchi e presidi: distributori a secco e merci a rischio

Da domani scattano 5 giorni di proteste tra autotrasportatori e agricoltori in tutta la Calabria. Distributori di carburanti a secco da Cosenza a Catanzaro e 22 presìdi fissi diffusi sull’intero territorio regionale

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Calabria scattano blocchi e presidi

COSENZA – Scatta in tutta la regione la nuova e imponente ondata di mobilitazione contro il caro carburante e l’aumento insostenibile dei costi di gestione per le imprese agricole. Da domani, venerdì 16 ottobre, e per ben cinque giorni fino a martedì 20, la Calabria si prepara a una quasi totale paralisi della viabilità e della distribuzione: attesi circa un migliaio di autotrasportatori che si uniranno alla protesta degli agricoltori, attiva ormai da oltre due settimane su strade e svincoli strategici.

L’azione congiunta, promossa da diverse sigle e movimenti tra cui Fedralog Calabria ed MTA il Movimento Popolare Nazionale, prevede ben 22 presìdi fissi diffusi sull’intero territorio regionale, con blocchi della circolazione, rallentamenti e un’ulteriore stretta programmata dal 21 ottobre fino alla grande manifestazione nazionale a Roma il 27 ottobre.

carburante esaurito 01

Distributori a secco e primi servizi comunali sospesi

Distributori con cartelli con scritto “tutto esaurito”, altri con code fino dalla mattina  La concomitanza tra il fermo dei Tir e le difficoltà nei rifornimenti scaturite dai blocchi alla raffineria Eni di Taranto ha gettato nel caos il comparto carburanti. Da Cosenza a Catanzaro, la stragrande maggioranza delle stazioni di servizio (in particolare le colonnine Eni) ha del tutto esaurito le scorte di benzina e diesel, provocando infinite code di automobilisti ai pochissimi impianti rimasti attivi.

Anche a Lamezia Terme, come nel resto della regione, avanza l’emergenza carburanti. I distributori che praticano prezzi più “bassi” come quelli Eni sono ormai chiusi, avendo esaurito le scorte anche per i ritardi nelle mancate consegne di carburante a causa in atto alla raffineria di Taranto, per l’approvvigionamento del Sud Italia. Gli altri ancora aperti, sono quelli che praticano prezzi più alti e molti automobilisti si premurano per fare comunque scorta per i prossimi giorni.

Disagi stanno già colpendo i servizi pubblici locali. A Santa Sofia d’Epiro, il sindaco Daniele Sisca ha lanciato l’allarme sulla possibile sospensione dello scuolabus comunale per mancanza di carburante nelle pompe del territorio, mentre altri Comuni stanno cercando soluzioni di emergenza per evitare l’interruzione dei servizi essenziali.

 

PROTESTA CALABRIA MTA

La mappa dei presìdi: dai porti alla Statale 18, da Rende a Montalto

I punti nevralgici della mobilitazione toccano arterie viarie e snodi logistici di primissimo piano in tutte le province:

Tirreno Cosentino: presìdi e interruzioni parziali a intervalli regolari sulla Statale 18 a Santa Maria del Cedro (Lungomare Perlasca), Paola (svincolo SS 107), Guardia Piemontese, San Lucido e Tortora.

Area Urbana Cosenza-Rende e Valle del Crati: presìdi ad alto impatto a Montalto Uffugo, Rende, alla rotatoria dello Scalo di San Marco Argentano, Spezzano Albanese e nell’area di Castrovillari (quadrivio contrada Bianchino), oltre agli svincoli di Sibari, Frascineto e Villapiana.

Nodo Centrale e Snodi Logistici: presìdi fissi al Porto di Gioia Tauro, all’Aeroporto di Lamezia Terme, allo svincolo A2 di Falerna e nella zona dei depositi petroliferi di Vibo Marina.

Benzina cibo Calabria

L’intervento della Regione: 15 milioni per carburanti e trasporti

Per cercare di mitigare l’impatto dei rincari e disinnescare la protesta, la Giunta regionale guidata dal Presidente Roberto Occhiuto ha approvato un intervento straordinario da 15 milioni di euro: 10 milioni destinati alle imprese di trasporto merci su strada e 5 milioni di euro a sostegno delle aziende agricole. I contributi copriranno quota parte dei maggior costi documentati per l’acquisto di gasolio. Ciononostante, i movimenti di protesta non hanno revocato la protesta mentre a livello nazionale l’associazione Unatras ha richiesto un incontro urgente al Governo paventando una «paralisi totale» del Paese.

Presidio agricoltori Castrovillari

Quarto giorno di presidio agricoltori nel cosentino, ‘siamo invisibili’

“Noi continuiamo la protesta, siamo al quarto giorno di presidio, le nostre giornate sono intense e stancanti. Quello che ci avvilisce è assistere alla scarsa partecipazione dei nostri concittadini, allo scarso interesse dei mass media nazionali, alla totale assenza di chi abbiamo votato e oggi ci rappresenta alla Regione. Ci sentiamo invisibili“. A dirlo Anna Schettino, portavoce del comitato degli agricoltori di Cassano, Castrovillari, Firmo e Cerchiara che, da quattro giorni, stanno presidiando il quadrivio di località “Bianchino”, punto d’innesto tra la Statale 241 e la provinciale 174, strada che collega la città di Castrovillari con lo svincolo autostradale Firmo – Sibari per protestare contro il caro carburanti.

“Ebbene noi invisibili – ha aggiunto – siamo cittadini italiani e abbiamo meno tutele e diritti di chi, straniero, trova accoglienza ed asilo in Italia. Noi invisibili non riusciamo a lavorare se i prezzi del carburante restano questi. Abbiamo bisogno di credere che il lavoro è un diritto, non una sconfitta e che niente e nessuno può calpestare la nostra dignità di uomini e donne, moglie e mariti, padri e madri di famiglia.

“Siamo agricoltori non fantasmi”

“Siamo agricoltori non fantasmi e ogni giorno, con dignità , ci alziamo mentre il mondo ancora dorme per compiere il nostro dovere di cittadini e lavoratori. Abbiamo bisogno del sostegno di tutti coloro che credono che la nostra Nazione e che la nostra Regione meriti rispetto e dignità. Il nostro grido di aiuto – ha concluso Schettino – non può e non deve essere ignorato soprattutto da chi ha beneficiato dei nostri voti e sta comodamente seduto in poltrona con stipendi a 6 cifre! Sosteneteci, unitevi alla nostra protesta, urlate con noi il dolore della dignità calpestata e del silenzio che uccide i sogni“.

 

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