Calabria
L'APPELLO
Presidi e proteste, i sindaci al Governo: «Anticipare il tavolo di confronto, impossibile aspettare 11 giorni»
Il Coordinamento Anci chiede al Governo di fare in fretta e dare una risposta ai lavoratori del comparto dell’autotrasporto in protesta: “Il tavolo di confronto venga anticipato a queste ore e che si valuti subito un intervento straordinario di riduzione temporanea delle accise”

ROMA – I sindaci del Coordinamento Anci si appellano al Governo per fare in fretta e dare una risposta ai lavoratori del comparto dell’autotrasporto che ormai da due giorni sono in protesta in tutto il Sud Italia contro il caro-carburanti. La richiesta è unanime: impossibile aspettare al 27 ottobre per convocare il tavolo di confronto con le rappresentanze del settore. È necessario agire subito, secondo gli amministratori, anche con provvedimenti straordinari.

I sindaci compatti al fianco dei lavoratori: “Toccando con mano la sofferenza”
“Nelle nostre città e lungo le reti viarie da Nord a Sud, con un’intensità particolarmente acuta che dalle regioni meridionali si sta estendendo al resto del Paese, stiamo toccando con mano la sofferenza del tessuto sociale ed economico: autotrasportatori, agricoltori, pescatori e operatori della logistica sono allo stremo per via di un caro-carburante ormai insostenibile, con il gasolio che tocca cifre fuori mercato” dicono gli amministratori.
“Come sindaci e amministratori locali siamo i primi a raccogliere l’allarme che arriva dalle nostre comunità – aggiunge la nota -. Di fronte alla prospettiva di un Paese che rischia di fermarsi, le appartenenze politiche passano in secondo piano: siamo tutti, indistintamente, dalla parte dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese che mandano avanti l’economia quotidiana”.

La richiesta di anticipare il confronto “Aspettare significa scegliere di non decidere”
Per i sindaci “in questo quadro, l’iniziativa ministeriale di aprire un tavolo di confronto è un passaggio doveroso. Ciò che tuttavia desta un’evidente perplessità è la tempistica: fissare l’incontro al 27 ottobre significa pretendere che la realtà si adegui a calendari che non tengono conto dell’emergenza. Purtroppo undici giorni di attesa, per chi deve fare rifornimento ogni mattina per lavorare e garantire i servizi essenziali alle città, rappresentano – precisa la nota – un tempo siderale che non si piega ai rituali della burocrazia”.
Per questo motivo i sindaci chiedono che “il tavolo di confronto venga anticipato a queste ore e che si valuti subito un intervento straordinario di riduzione temporanea delle accise, unico strumento in grado di dare una boccata d’ossigeno immediata a chi lavora e a tutto il sistema produttivo e dei servizi – spiegano i sindaci – Prendere tempo significa scegliere di non decidere, in un momento in cui i territori, i lavoratori e le nostre comunità meriterebbero rispetto”.



















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