Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Cosenza, Alimena e Penna sulla manovra: «Fino a 100mila euro per i magistrati, ma chi difende i più deboli?»

Area Urbana

Cosenza, Alimena e Penna sulla manovra: «Fino a 100mila euro per i magistrati, ma chi difende i più deboli?»

I consiglieri comunali contestano le priorità del Governo e sollecitano anche l’opposizione: “Priorità sbilanciate su categorie forti, disparità di attenzione politica che merita di essere discussa”

Pubblicato

il

Penna_Alimena-manovra

COSENZA – “Il governo trova le risorse per recepire decisioni della magistratura a favore della magistratura, ma chi difende i cittadini più deboli?”. È questo il principale interrogativo posto dai consiglieri comunali di Cosenza, Francesco Alimena, capogruppo del PD, e Chiara Penna, presidente della Commissione Legalità e Attività istituzionali, nei confronti del Governo, in un intervento congiunto sulle priorità della manovra 2027. 

procreazione medicalmente assistita Penna Alimena

Manovra 2027, l’analisi di Alimena e Penna: “Quali priorità dal Governo?”

Al centro dell’analisi vi sono le indiscrezioni sulla manovra di bilancio 2027 riportate dal quotidiano Il Sole 24 Ore, che evidenziano il recepimento di somme fino a 100mila euro a testa per alcuni magistrati, tra arretrati e riconoscimenti retributivi, in seguito a pronunce del Consiglio di Stato che il governo è chiamato a recepire. “Non contestiamo il diritto a ottenere quanto eventualmente spettante in base alle decisioni giudiziarie – precisano i consiglieri – Ma il nodo è politico: quali sono le priorità del governo in un Paese in cui tante famiglie faticano ad arrivare a fine mese e ci sono persone che vivono con meno di 500 euro mensili?

Per Alimena e Penna il sul quale concentrarsi sono proprio le priorità e la distribuzione delle risorse pubbliche: “Mentre si affrontano riconoscimenti economici di importo significativo per alcune categorie, milioni di cittadini devono fare i conti con il caro vita, salari insufficienti, pensioni inadeguate, benzina ed energia alle stelle e una progressiva perdita del potere d’acquisto. E, stando alle misure annunciate, dopo i magistrati potrebbero essere interessati da aumenti anche i professori universitari e le forze dell’ordine. Categorie che svolgono funzioni importanti, ma che rendono ancora più evidente una questione politica: quando arriverà il turno di chi è in difficoltà economica, delle famiglie che non riescono a sostenere le spese essenziali e di un ceto medio che si sta progressivamente impoverendo? Per queste persone, gli interventi strutturali e concreti continuano a non essere proporzionati alla gravità della situazione”.

Chiara Penna su Rlb 03 procreazione assistita

L’appello anche all’opposizione

Una richiesta di chiarimenti è inviata anche all’opposizione e al perché non si esprime sul tema: “Quando si tratta di difendere la Costituzione «più bella del mondo», si alza la voce e si proclamano principi e valori. Ma quando le questioni riguardano categorie istituzionalmente forti, come la magistratura, la fermezza sembra sempre venir meno. È una disparità di attenzione politica che merita di essere discussa: i principi costituzionali non possono essere richiamati soltanto quando risultano politicamente convenienti, né la tutela dei diritti può prescindere dalle condizioni materiali in cui vivono i cittadini”.

Patrocinio a spese dello Stato: ricadute sulla difesa

I due consiglieri fanno notare che la stessa distanza tra diritti formalmente riconosciuti e difficoltà concrete emerge da un’altra vicenda, “che sembra marginale e che invece riguarda direttamente il sistema giudiziario e le persone meno abbienti”. Penna ed Alimena fanno riferimento al patrocinio a spese dello Stato. Con la circolare del 25 luglio 2026, il Ministero della Giustizia ha disposto che, per far decorrere il termine per procedere sostanzialmente al pagamento, non basta la semplice comunicazione della cancelleria: occorre notificare il provvedimento alle parti interessate. In mancanza di notifica, il termine è di sei mesi dalla pubblicazione. Per accelerare il percorso verso il pagamento, il difensore deve quindi farsi carico di ulteriori adempimenti e costi inutili, in un contesto nel quale molti professionisti attendono già a lungo per ricevere quanto dovuto.

“Le ricadute possono coinvolgere quindi anche la qualità della difesa – spiegano – Nel processo penale, infatti, una tutela effettiva può richiedere consulenti tecnici e specialisti. Se questi professionisti rinunciano ad assumere incarichi quali consulenti a causa dei tempi di pagamento, chi non ha la possibilità di sostenerne privatamente i costi rischia di affrontare il processo con strumenti difensivi più limitati. Il diritto alla difesa, dunque, non può dirsi pienamente garantito se le condizioni economiche ne ostacolano l’esercizio concreto”.

LGBTQIA+ - Francesco Alimena

“Anche su questo fronte manca – secondo i due – un confronto politico adeguato alla rilevanza del problema. E torna la stessa domanda: quale attenzione viene riservata a chi dispone di minori risorse economiche e ha meno strumenti per far valere i propri diritti?”.

Le richieste a Governo e opposizione

“È responsabilità della politica stabilire priorità trasparenti, valutare l’impatto sociale delle proprie decisioni e destinare risorse in modo coerente con i bisogni del Paese. – aggiungono i consiglieri comunali di Cosenza – Se gli interventi a favore di categorie organizzate e dotate di rappresentanza istituzionale trovano spazio nell’agenda pubblica, non è accettabile che il progressivo impoverimento del ceto medio, la precarietà dei redditi e la condizione di chi vive sotto la soglia della dignità economica restino questioni marginali”. 

Per questi motivi Alimena e Penna al governo chiedono conto “delle scelte di bilancio e dei criteri con cui vengono individuate le priorità della manovra”. All’opposizione, invece, “di esercitare seriamente e fino in fondo la propria funzione di controllo, senza selezionare le battaglie in base alla convenienza politica o alla forza degli interlocutori.”.

La credibilità delle istituzioni, ricordano in conclusione, “si misura anche dalla capacità di dare risposte a chi ha meno potere contrattuale, meno rappresentanza e meno possibilità di far sentire la propria voce. È su questo terreno — quello della giustizia sociale, dell’equità nella distribuzione delle risorse e dell’effettività dei diritti — che si misura la qualità dell’azione di governo e dell’alternativa politica”.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social