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Cosenza: dopo 4 giorni di blocchi, i primi disagi nei supermercati. Frutta e verdura scarseggiano

SCAFFALI VUOTI

Cosenza: dopo 4 giorni di blocchi, i primi disagi nei supermercati. Frutta e verdura scarseggiano

I blocchi e i presidi di autotrasportatori e agricoltori provocano i primi disagi nell’area urbana di Cosenza. A scarseggiare sono soprattutto frutta, verdura e ortaggi

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COSENZA – Al quarto giorno di presidi e blocchi a singhiozzo da parte di autotrasportatori e agricoltori, iniziano a farsi sentire anche nell’area urbana di Cosenza i primi disagi e le prime ripercussioni sulla disponibilità di alcuni prodotti. In diversi supermercati si registrano, infatti, scaffali vuoti, soprattutto nei reparti dei prodotti freschi: frutta, verdura e ortaggi.

A confermare le difficoltà negli approvvigionamenti è il direttore di un supermercato di Rende, che ha spiegato come le forniture siano ferme ormai da quattro giorni. Una situazione che, almeno per il momento, riguarda principalmente i prodotti freschi. Diverso il discorso per gli alimenti a lunga conservazione, la cui disponibilità è ancora garantita dalle ampie scorte presenti nei magazzini, sufficienti a coprire il fabbisogno per diversi giorni.

Cosenza: dopo quattro giorni di blocchi, i primi disagi. Frutta e verdura scarseggiano

Disagi nei supermercati, il messaggio: “Reparto ortofrutta ridotto”

A dare comunicazione del disagio ai clienti è anche un altro supermercato, che ha affisso un cartello nel reparto ortofrutta: “reparto ortofrutta momentaneamente ridotto a causa dello sciopero/blocco dei trasporti. Ci scusiamo per il disagio“. Al momento, invece, non sembrano registrare particolari difficoltà i piccoli rivenditori, che riescono a rifornirsi direttamente dai produttori locali, aggirando almeno in parte i problemi legati alla distribuzione su larga scala.

Le ripercussioni della protesta non si limitano, tuttavia, agli scaffali dei supermercati. Nell’area urbana di Cosenza è tornato a comparire, presso alcuni distributori di carburante, il cartello “Tutto esaurito“, sia per la benzina sia per il diesel.

Cosenza: dopo quattro giorni di blocchi, i primi disagi. Frutta e verdura scarseggiano

Nel pomeriggio di oggi, presso il presidio di Settimo di Montalto, organizzato dagli agricoltori insieme all’Unione Sindacale di Base (USB), è in programma un incontro con la cittadinanza. L’obiettivo è fare il punto sull’evoluzione della protesta e discutere le modalità con cui organizzare lo sciopero generale previsto per il 30 ottobre a Cosenza.

Frutta e verdura scarseggiano anche nei supermercati di Catanzaro

Gli effetti dei blocchi dei trasporti si fanno sentire anche a Catanzaro, dove in molti supermercati si registrano difficoltà nella disponibilità di alcuni prodotti. A garantire, almeno in parte, la continuità delle forniture sono le scorte ancora presenti nei magazzini e i prodotti locali, consegnati quotidianamente e provenienti da zone vicine.

Cosenza: dopo quattro giorni di blocchi, i primi disagi. Frutta e verdura scarseggiano

Intanto, la mobilitazione si allarga anche al mondo del commercio. Per domani, il comitato “I commercianti vibonesi in mobilitazione” ha promosso una giornata di protesta che prevede la chiusura delle attività commerciali per l’intera mattinata. L’iniziativa punta ad accendere i riflettori sulle difficoltà che stanno colpendo il sistema economico locale e a sostenere la protesta degli autotrasportatori, con la partecipazione al presidio in corso nei pressi dello svincolo autostradale di Vibo Valentia.

Al centro della mobilitazione, il caro vita, il caro petrolio e l’aumento dei costi che gravano quotidianamente su imprese e famiglie. In una nota, il comitato sottolinea come il rincaro dei carburanti, dell’energia, dei trasporti e delle forniture, insieme alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, stia mettendo a dura prova soprattutto le piccole e medie attività commerciali.

Abbassare le serrande per una protesta collettiva

Abbassare le serrande, spiegano i promotori, significa trasformare le difficoltà quotidiane in una protesta visibile e collettiva, per chiedere interventi concreti che possano alleggerire il peso dei rincari e restituire prospettive a un settore fondamentale per l’economia del territorio.

La preoccupazione riguarda non soltanto la tenuta delle imprese, ma anche l’occupazione, i servizi di prossimità e la vitalità dei centri urbani e dei piccoli comuni. Per il comitato, è in gioco anche la possibilità per tante famiglie di continuare a vivere e lavorare dignitosamente nel Vibonese. Le serrande abbassate diventeranno così il simbolo di una richiesta precisa: fermare la spirale dei rincari e tutelare il futuro del commercio, dell’agricoltura e dell’intero tessuto economico locale.

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