Area Urbana
NO AL FRONT OFFICE
Front office al Tribunale di Cosenza, avvocati in rivolta contro lo sportello unico penale. Petizione e 700 firme in 12 ore
Il Consiglio dell’Ordine proclama lo stato di agitazione contro lo sportello unico con prenotazione per i fascicoli penali. La Camera Penale “Fausto Gullo” lancia una petizione online e il Comune si schiera al loro fianco. Domani banchetto per la raccolta firme ai giardini Enzo Tortora

COSENZA – Si accende lo scontro tra l’avvocatura e il Tribunale di Cosenza sul front office per l’accesso ai fascicoli penali. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati ha proclamato lo stato di agitazione contro l’istituzione di uno sportello unico con prenotazione come unica via di consultazione dei procedimenti davanti all’ufficio Gip-Gup e alla sezione penale del Tribunale. Intanto la petizione promossa dalla Camera Penale di Cosenza ha raccolto cinquecento firme in poco più di dodici ore e incassa il sostegno unanime della Commissione consiliare Legalità del Comune.
Lo stato di agitazione dell’Ordine degli avvocati
La delibera è stata approvata all’unanimità il 12 ottobre, in una seduta d’urgenza. Nel documento il Consiglio dell’Ordine si riserva l’astensione dalle udienze, l’impugnazione del provvedimento e ogni altra misura, qualora il front office venga effettivamente istituito. Le stesse preoccupazioni erano già state condivise dalla Consulta delle associazioni forensi nella riunione del 4 ottobre.
L’Ordine ha tuttavia ritenuto che, al momento, non ci siano le condizioni per proclamare concretamente l’astensione. La ragione è la nota dell’8 ottobre della presidente del Tribunale, secondo cui si è provveduto «esclusivamente all’implementazione della funzionalità delle prenotazioni online al servizio Front Office sul sito istituzionale», al solo scopo di consentirne la sperimentazione interna all’Ufficio. L’attivazione effettiva, ha aggiunto la presidente, sarà comunicata «con congruo anticipo» con una nota successiva.

Front office: la petizione e il nodo della “parità delle armi”
Il cuore della contestazione è giuridico. Secondo l’Ordine, il nuovo sistema riguarderebbe solo le parti private e i loro difensori, e non i rappresentanti della Procura. Ne deriverebbe una disparità di trattamento, in contrasto con il principio della «parità di armi» tra difesa e accusa, e un «doppio binario di cancelleria» per l’accesso agli atti. Il ragionamento è sintetizzato nella petizione: i Pubblici ministeri potrebbero continuare a esaminare gli atti in ogni momento, senza prenotazione, mentre i cittadini e i loro avvocati potrebbero farlo solo in modo differito, con un accesso rinviato di uno o più giorni. In questo modo verrebbe meno la possibilità di conoscere gli atti del processo, sia da parte offesa sia da imputato, nel momento stesso in cui sorge la necessità difensiva.
La lettera aperta della Camera Penale di Cosenza
Il 15 ottobre il Consiglio direttivo della Camera Penale di Cosenza ha inviato una lettera aperta a presidenti di sezione, ufficio Gip-Gup e Corte d’Assise, giudici e cancellieri. Il testo ripercorre gli anni di collaborazione: dal periodo pandemico alla riforma del processo telematico, quando gli avvocati hanno fornito copie cartacee degli atti per evitare ritardi dovuti al carico delle cancellerie, fino alla disponibilità a garantire la celebrazione dei maxiprocessi in città, un principio, scrivono i penalisti, di «preminente civiltà giuridica e democratica».
Poi, la «rottura», definita «inspiegabile». Con il front office l’avvocatura diventerebbe «una sconosciuta da mettere in fila dinanzi a uno sportello unico». La lettera richiama anche l’esperienza del Tribunale di Castrovillari, definita «inquietante», e lamenta il rifiuto, «senza alcuna possibilità di interlocuzione», di una proposta di buon senso: un sistema misto, con sportello e accesso libero distinti per fasce orarie. Un modello che, secondo i penalisti, è già applicato in altri tribunali, come Roma e Firenze. La chiusura è netta: «Improvvisamente, come degli sconosciuti… fastidiosi… scomodi… da allontanare! Riflettiamo. Tutti».

Il sostegno della Commissione consiliare Legalità del Comune
Sulla vicenda è intervenuta anche la politica cittadina. La Commissione consiliare Legalità e Attività istituzionali del Comune di Cosenza, presieduta da Chiara Penna, ha ospitato l’avvocato Ornella Nucci, presidente della Consulta delle Associazioni forensi di Cosenza, per approfondire le criticità sollevate dal mondo forense.
Al termine dell’incontro la Commissione ha espresso all’unanimità, con il voto favorevole di maggioranza e opposizione, il proprio sostegno alla petizione. I consiglieri sottolineano che la questione «non può essere considerata esclusivamente interna all’avvocatura», ma riguarda direttamente tutti i cittadini: le modalità organizzative degli uffici giudiziari devono garantire ai difensori condizioni adeguate per tutelare concretamente i diritti degli assistiti. Il diritto a un’equa difesa, ribadisce la Commissione, «non è una battaglia di categoria, ma una garanzia che riguarda l’intera collettività».
Per ora il front office non è operativo: il Tribunale parla di una fase di sperimentazione interna e promette un preavviso adeguato prima dell’attivazione. Ma l’avvocatura cosentina tiene alta la guardia e non esclude l’astensione dalle udienze e il ricorso contro il provvedimento se lo sportello unico dovesse diventare l’unica porta d’accesso ai fascicoli penali.



















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