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Da Rende tutti uniti verso lo sciopero del 30 ottobre «Basta mance, ma diritti». Anche il vescovo di Cosenza al presidio

Area Urbana

IL PRESIDIO

Da Rende tutti uniti verso lo sciopero del 30 ottobre «Basta mance, ma diritti». Anche il vescovo di Cosenza al presidio

Al presidio di Rende l’assemblea pubblica, promossa anche dall’USB, ha unito agricoltori, autotrasportatori, studenti e lavoratori. Tutti uniti contro il carovita a l’appello alla cittadinanza in vista dello sciopero generale del 30 ottobre. Nel pomeriggio la visita del vescovo di Cosenza: «La Chiesa è con i poveri»

Marco Belmonte

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Rende Protesta trattori tir Vescovo Cosenza

RENDE (CS) – La mobilitazione degli agricoltori e degli autotrasportatori al presidio di Rende, arrivata al 4 giorno, si è trasformata in un vero e proprio riscatto sociale per l’intera Calabria. Attorno al presidio degli agricoltori con i loro trattori e degli autotrasportatori con i loro Tir, nei pressi della rotonda tra Castiglione Cosentino e Contrada Lecco, si sono aggiunti lavoratori, operai, studenti, piccoli commercianti e cittadini, uniti all’assemblea pubblica che ha visto il supprto anche dell’USB di Cosenza (Unione Sindacale di Base). Una piattaforma condivisa contro il caro-vita, il caro carburante e l’impoverimento progressivo del Mezzogiorno.

All’iniziativa è arrivato anche il forte ed esplicito sostegno della Chiesa: il vescovo della Diocesi di Cosenza-Bisignano, monsignor Giovanni Checchinato, si è recato personalmente tra i manifestanti per portare la propria solidarietà e lanciare un accorato appello contro la rassegnazione popolare.

Stefano Catanzariti (USB): «Basta mance, servono scelte strutturali»

Durante l’assemblea aperta del presidio, l’esponente dell’USB di Cosenza, Stefano Catanzariti, ha chiarito gli obiettivi politici e sociali della vertenza, criticando gli interventi tampone e rivendicando investimenti pubblici strutturali: «Gli agricoltori scendendo in strada hanno dato una speranza a tutti noi. Non vogliamo più accontentarci delle mance. Chiediamo una svolta radicale: non è accettabile che si trovino miliardi per la spesa militare e per gli armamenti mentre si abbandonano i lavoratori, i cittadini, la sanità e il welfare. La stessa capacità finanziaria impiegata per la difesa deve essere messa al servizio dei diritti sociali.»

Catanzariti ha poi puntato il dito contro le responsabilità delle istituzioni locali e nazionali, chiamando la Regione Calabria a prendere una posizione netta nei confronti del Governo centrale. Per l’USB, la dignità del lavoro significa poter vivere del proprio prodotto e garantire ai giovani il diritto di restare, accedendo a servizi, cultura e sport senza che questi diventino un privilegio per pochi.

Il vescovo Checchinato: «La Chiesa è con i poveri. Protestare è un diritto»

Un momento di grande impatto simbolico ed emotivo è stato segnato dall’arrivo al presidio di monsignor Giovanni Checchinato. Il vescovo di Cosenza-Bisignano ha ascoltato le storie di chi lavora la terra e di chi fatica ad arrivare a fine mese a causa del rincaro dei carburanti e dei costi di produzione. «La speranza deve accompagnare il nostro cammino, altrimenti non ci muoveremo nemmeno da casa», ha dichiarato il vescovo di Cosenza.

«La Chiesa è vicina ai poveri, sempre, in ogni momento. Il caro carburanti pesa in modo drammatico sul Sud e sulle fasce più fragili. Registro purtroppo una rassegnazione generale, la stessa che si vede nell’astensionismo elettorale: mi auguro invece che la gente ritrovi la forza di partecipare. Quando il diritto e la giustizia vengono lesi, è legittimo alzare la mano e protestare». Monsignor Checchinato ha promesso che visiterà anche gli altri presidi attivi sul territorio provinciale per portare il conforto e la vicinanza della comunità ecclesiale.

Il presidio si allarga: verso lo Sciopero Generale del 30 ottobre

L’assemblea di Rende, con gli interventi dei rappresentanti Federico e Jessica, ha ribadito che il presidio non si scioglierà ma continuerà a crescere nei prossimi giorni, trasformandosi in uno spazio permanente di confronto cittadino. La mobilitazione guarda già al prossimo grande appuntamento: lo sciopero generale del 30 ottobre 2026, giornata nella quale l’USB punta a paralizzare le attività per chiedere un piano straordinario di aiuti all’economia meridionale, la riduzione dei prezzi della benzina e il blocco delle speculazioni sui beni di prima necessità. L’invito rivolto a tutta la cittadinanza cosentina è chiaro: unire le forze per impedire che il territorio continui a spopolarsi e spingere le istituzioni a risposte immediate e concrete.

 

 

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