Calabria
CUCINA E SAPORI
Il viaggio dello chef Simonluca Barbieri: dai sapori dei nonni al successo della cucina contemporanea dal cuore calabrese
Ospite del programma “Giadissima” su RLB, lo chef racconta la genesi della sua passione per la gastronomia, il profondo legame con Grotteria e la necessità di fare rete per valorizzare le eccellenze agroalimentari della Calabria

RENDE – Ci sono profumi che non sbiadiscono con il tempo, perché rimangono impressi nella memoria olfattiva e diventano parte integrante della propria identità. Profumi capaci di azzerare le distanze e riportare indietro negli anni, tra le mura della cucina di casa, dove i gesti quotidiani di un tempo gettavano le basi per una passione destinata a trasformarsi in professione. Per lo chef Simonluca Barbieri, la strada verso la grande gastronomia comincia proprio da un ricordo d’infanzia d’altri tempi: l’incontro tra la professionalità di un nonno chef emiliano e la sapienza casalinga di una nonna originaria di Grotteria.
Un connubio perfetto che trovava la sua massima espressione nel profumo del sugo preparato di prima mattina, la cui fragranza si diffondeva ben oltre la porta di casa. Ospite del format radiofonico Giadissima, su RLB, Barbieri ha ripercorso le tappe della sua carriera, offrendo una riflessione profonda sul valore delle materie prime, la centralità della filiera e il futuro della ristorazione in Calabria.

Lo chef Simonluca Barbieri: le radici a Grotteria e il valore della memoria familiare
Prima delle tecniche d’avanguardia, delle brigate di cucina e dell’esperienza professionale, c’è la dimensione domestica. È tra le mura di casa che nasce la curiosità per il cibo e il rispetto per la materia prima. “Mi sono appassionato alla cucina grazie a mio nonno, che era uno chef emiliano, e a mia nonna, che era di Grotteria e sapeva cucinare benissimo” — ha raccontato lo chef ai microfoni di RLB — “Ricordo ancora il profumo del sugo preparato alle prime luci dell’alba: arrivava fin fuori all’aperto”.
In un territorio come la Calabria, la tavola non rappresenta un semplice momento di consumo, ma un patrimonio culturale e affettivo condiviso. Il legame con Grotteria e con le tradizioni della nonna costituisce per lo chef Barbieri una bussola costante, la dimostrazione di come le proprie origini possano trasformarsi nel motore ideale per promuovere la ricchezza del territorio.
Dalla terra alla tavola: la sfida della filiera agroalimentare calabrese
L’intervista è stata anche l’occasione per analizzare le criticità attuali del comparto agroalimentare. Dalle difficoltà degli agricoltori al rincaro dei costi di trasporto e del carburante, le tensioni della filiera incidono direttamente sul lavoro dei ristoratori e sulle tasche dei consumatori.

Dietro ogni ingrediente servito al tavolo esiste un lungo percorso fatto di lavoro nei campi, trasformazione e logistica. Valorizzare la gastronomia calabrese significa in primo luogo comprendere e rispettare questo ciclo. Olio extravergine d’oliva, agrumi e ortaggi: Un patrimonio di biodiversità unico al mondo, sostenibilità economica riconoscendo il giusto valore economico a chi coltiva e produce localmente e consapevolezza in cucina pe creare un ponte diretto tra produttori e ristoratori per garantire qualità e tracciabilità.
«Serve fare rete»: il ruolo dell’associazione ELITE per il territorio
Un tema centrale emerso nel corso della trasmissione riguarda la necessità di superare gli individualismi per costruire una visione di sistema. «Serve fare rete» è il messaggio cardine lanciato da Simonluca Barbieri per il rilancio del settore. In qualità di guida dell’associazione ELITE, Barbieri promuove l’aggregazione tra professionisti della ristorazione, produttori e operatori della promozione territoriale. L’obiettivo è favorire lo scambio di competenze, stimolare la formazione continua e sostenere progetti a forte impatto sociale. Tra questi spiccano le iniziative solidali come “Mani in Pasta”, a testimonianza di come il cibo possa farsi strumento di inclusione e vicinanza verso le fasce più fragili della comunità.

Cucina contemporanea: far dialogare tradizione e innovazione
Alla domanda se si senta più vicino a una visione tradizionale o gourmet, lo chef non ha dubbi: la strada maestra è la cucina contemporanea. La cucina contemporanea non rinnega il passato, ma ne riinterpreta i codici attraverso tecniche moderne, presentazioni curate e la riscoperta di ingredienti a rischio oblio, come i grani antichi e le varietà orticole locali. L’obiettivo è trasformare il piatto in un’esperienza culturale, dove la materia prima calabrese viene esaltata senza mai essere snaturata.
Ai giovani: «Il valore della gavetta e il senso delle rinunce»
L’ultima parte del confronto è stata dedicata alle nuove generazioni che intendono intraprendere la carriera culinaria. Barbieri ha sottolineato l’importanza della pazienza e della costanza, mettendo in guardia dalla tentazione di bruciare le tappe. “Preferisco la parola ‘rinunce’ al termine ‘sacrifici’. Rinunciare a qualcosa nel presente significa compiere una scelta consapevole per investire sulla propria crescita professionale e sul proprio futuro“.
La gavetta resta un passaggio imprescindibile: è sul campo che si apprende il rispetto per i ritmi di lavoro, la gestione delle responsabilità, la disciplina e il valore del lavoro di squadra. Un insegnamento fondamentale non solo per chi aspira a indossare la giacca da chef, ma per chiunque desideri contribuire con professionalità allo sviluppo economico e culturale della Calabria.



















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