Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Tribunale di Cosenza, la protesta non si ferma: fronte comune contro il Front Office. Anche il Sindaco Caruso dice no

Area Urbana

Tribunale di Cosenza, la protesta non si ferma: fronte comune contro il Front Office. Anche il Sindaco Caruso dice no

Anche il sindaco di Cosenza Caruso sottoscrive l’appello contro il front office promosso dai penalisti che denunciano la disparità di trattamento tra i Pubblici Ministeri e i difensori dei cittadini mentre la petizione online sfiora le 900 firme

Pubblicato

il

Tribunale di Cosenza front office protesta gazebo

COSENZA – La mobilitazione al Tribunale di Cosenza contro l’attivazione del nuovo sistema di front office registra un’adesione istituzionale di peso. Il sindaco di Cosenza, avv. Franz Caruso, e la presidente della Commissione consiliare “Legalità”, avv. Chiara Penna, hanno infatti sottoscritto formalmente l’appello «No al Front Office», unendosi alla protesta promossa dalla Camera Penale e dalle associazioni forensi bruzie coordinate dall’avv. Ornella Nucci. Una presa di posizione netta che accende i riflettori su una questione ritenuta cruciale per i diritti dei cittadini e per il corretto funzionamento della giustizia sul territorio.

No al Front Office Tribunale Cosenza2

Front Office, Il nodo centrale: violazione della “parità di armi” tra accusa e difesa

Il cuore della contestazione sollevata dall’avvocatura è di natura squisitamente giuridica e costituzionale. Secondo l’Ordine, il nuovo modello organizzativo riguarderebbe esclusivamente le parti private e i loro difensori, escludendo i rappresentanti della Procura. Da qui deriverebbe una palese disparità di trattamento in contrasto con il principio della «parità di armi» tra difesa e accusa, dando vita a un vero e proprio «doppio binario di cancelleria» per l’accesso agli atti.

I Pubblici Ministeri potranno continuare a esaminare i fascicoli in qualsiasi momento e senza alcuna prenotazione, mentre i penalisti evidenziano che Cittadini, persone offese e imputati, tramite i loro difensori, potranno farlo solo in modo differito, con un accesso rinviato di uno o più giorni. In questo modo, viene meno la possibilità di conoscere gli atti del processo nel momento esatto in cui sorge la necessità difensiva, pregiudicando l’effettivo esercizio del diritto di difesa.

La rottura con i cancellieri e la petizione da quasi 900 firme

La questione ha spinto la Camera Penale di Cosenza a promuovere una petizione online, che ha già raccolto quasi 900 firme,  per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Lo scorso 15 ottobre, il Consiglio direttivo della Camera Penale ha inoltre inviato una lettera aperta ai giudici, ai presidenti di sezione, all’ufficio Gip-Gup e ai cancellieri. Nel testo vengono ricordati gli anni di leale collaborazione: dal supporto durante la pandemia e la riforma del processo telematico (quando gli avvocati fornivano copie cartacee per alleggerire il carico delle cancellerie) fino alla disponibilità dimostrata per la celebrazione dei maxiprocessi in città, considerati un principio di «preminente civiltà giuridica e democratica».

Camera penale di Cosenza Front Office

Tuttavia, i penalisti denunciano una «rottura» definita «inspiegabile», lamentando il rifiuto di una proposta di buonsenso: l’adozione di un sistema misto con sportello e accesso libero divisi per fasce orarie, un modello già collaudato con successo in grandi tribunali come Roma e Firenze. La chiusura dell’avvocatura è netta di fronte all’idea di diventare «degli sconosciuti da mettere in fila dinanzi a uno sportello unico».

La petizione riassume le criticità del provvedimento attraverso una serie di interrogativi rivolti alla cittadinanza e agli addetti ai lavori:

“Per quale motivo il diritto di difesa dei cittadini nel Tribunale di Cosenza deve essere prenotato?”
“Perché i difensori delle persone offese e degli imputati non devono conoscere gli atti con la stessa tempestività del Pubblico Ministero?”
“Per quale ragione si devono creare differenze di trattamento e ostacoli concreti all’attività difensiva?“

La mobilitazione non accenna a fermarsi, con l’obiettivo di riportare il confronto sul piano del rispetto delle garanzie processuali e della tutela dei diritti fondamentali.

Pubblicità
Pubblicità .
SanArti - Top Button 300x250 dal 19/10 al 8/11 e dal 8/11 al 29/11 2026

Categorie

Social