Calabria
PMA per tutte, raccolta firme in Calabria: superate le 45mila adesioni, obiettivo 50mila
L’Associazione Luca Coscioni lancia una mobilitazione fino al 31 ottobre per estendere l’accesso alla PMA – procreazione medicalmente assistita – anche alle donne single e alle coppie di donne

COSENZA – Anche la Calabria partecipa alla mobilitazione nazionale promossa dall’Associazione Luca Coscioni per la campagna “PMA per tutte”. Sono già state superate le 45mila firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare che punta a raggiungere quota 50mila, requisito necessario per il deposito alla Camera dei deputati.
Per raccogliere le ultime adesioni, fino al 31 ottobre sono previsti appuntamenti e tavoli di raccolta firme anche sul territorio calabrese. L’iniziativa mira a garantire l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita anche alle donne single e alle coppie di donne.
PMA: la proposta per modificare la legge 40
Al centro della campagna c’è la modifica dell’articolo 5 della legge 40 del 2004, che attualmente riserva l’accesso alla PMA alle coppie eterosessuali, coniugate o conviventi. Secondo i promotori, questa limitazione determina una disparità di trattamento legata allo stato civile e all’orientamento affettivo, costringendo molte donne a rivolgersi a strutture all’estero oppure a rinunciare al progetto di genitorialità.

«Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall’orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne ad andare all’estero per accedere alla PMA, e in altri casi a rinunciare», dichiarano Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna “PMA per tutte”.
Firma online o ai banchetti sul territorio
Le promotrici sottolineano la necessità di un intervento parlamentare per superare le attuali restrizioni. «Siamo vicini al traguardo delle 50.000 firme necessarie al deposito della proposta di legge in Parlamento. La Corte costituzionale ha chiarito che non esiste alcun ostacolo costituzionale all’eliminazione di questo divieto e che spetta al Parlamento intervenire».

«Con questa campagna chiediamo dunque alla politica di fare la propria parte: non è accettabile che donne single e coppie di donne siano ancora costrette a spostarsi all’estero per realizzare un progetto di famiglia che potrebbe essere legittimamente realizzato anche nel nostro Paese».
Oltre agli appuntamenti in presenza, è possibile sottoscrivere la proposta online tramite SPID o Carta d’identità elettronica, attraverso il sito ufficiale dell’associazione o la piattaforma ministeriale dedicata. Il calendario completo degli eventi e le modalità di adesione sono disponibili sui canali ufficiali della campagna.


















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