Area Urbana
L'APPELLO
Reset, inammissibili i ricorsi della Dda: diventano definitive le assoluzioni per l’ex sindaco Manna e altri 27
La Corte d’Appello respinge le impugnazioni della Dda di Catanzaro contro i verdetto del processo di primo grado. Diventano definitive le assoluzioni nel procedimento scaturito dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro

CATANZARO – Si chiude un capitolo cruciale legato all’inchiesta antimafia “Reset” contro la ‘ndrangheta cosentina. La Corte d’Appello di Catanzaro ha infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) avverso le assoluzioni decise al termine del processo celebrato con rito ordinario. Per effetto della decisione dei giudici, le assoluzioni pronunciate in primo grado diventano così definitive.
Reset La decisione della Corte d’Appello e il verdetto di primo grado
Il procedimento giudiziario, nato dal maxi blitz contro la criminalità organizzata dell’area cosentina, aveva visto in primo grado il giudizio nei confronti di 121 imputati nell’aula bunker di Castrovillari dal tribunale collegiale. Al termine di quel giudizio, poco più della metà dei soggetti alla sbarra era stata assolta a fronte delle richieste di condanna avanzate dall’accusa, rappresentata dai pm della Dda di Catanzaro Vito Valerio e Corrado Cubellotti. Successivamente, la Procura Distrettuale aveva deciso di impugnare alcune di quelle decisioni, presentando appello specifico nei confronti di 28 posizioni. Con il pronunciamento odierno della Corte d’Appello, i ricorsi dell’accusa sono stati dichiarati inammissibili, blindando di fatto le assoluzioni.
Tra i nomi al centro dell’impugnazione respinta dai giudici d’appello figura anche quello dell’ex sindaco di Rende, Marcello Manna. Di seguito l’elenco completo dei 28 soggetti le cui assoluzioni assumono carattere definitivo: Antonucci Armando, Artese Ariosto, Berlingieri Luigi, Agostino Briguori, Conte Cesare, D’Ambrosio Massimo, Drago Patrizia, Drago Giovanni, Filice Eugenio, Fiorillo Anna, Gervasi Mario, Grandinetti Giovanni, Giannelli Fabio, Greco Simone, Sergio La Canna, Lucanto Silvia, Marcello Manna, Pino Munno, Orlando Silvio, Papara Francesco, Perri Sandro, Pignataro Antonio, Prete Domenico, Reda Andrea, Reda Francesco, Scarlato Orlando, Toscano Vittorio, Vozza Cristian.

Reset: la ‘ndrangheta confederata a Cosenza
L’inchiesta sulla ‘ndrangheta “confederata” nel capoluogo bruzio, condotta dalla Dda di Catanzaro, diretta all’epoca dal Nicola Gratteri, mise in luce la geografia delle cosche cosentine e le capillari influenze sul territorio con un focus sulla federazione dei gruppi criminali cosentini accusati di usura, estorsioni, narcotraffico, appalti pilotati, con una costellazione di teste di legno, colletti bianchi e faccendieri di varia estrazione, ritenuti dai PM antimafia funzionali a riempire le casse della “bacinella” e i rapporti con politica e colletti bianchi.
L’ipotesi degli inquirenti è che a Cosenza e nell’hinterland fosse attiva una ‘confederazione’ formata da gruppi un tempo contrapposti, in particolare quello degli ‘italiani’ e quello degli ‘zingari’, poi alleati. Con questo pronunciamento si definisce in via definitiva la posizione degli imputati del troncone ordinario per i quali la Dda aveva tentato la carta dell’impugnazione in secondo grado.

















Social