Cronaca
L'AGGUATO
Agguato mortale nella Sibaritide: uccisa una donna, gravemente ferito il marito 64enne
Agguato mafioso stanotte in contrada Lattughelle, nel territorio di Cassano all’Ionio: commando armato spara sulla coppia, uccide Silvana Sibarelli 60 anni e ferisce gravemente il marito Damiano Pepe che si trova ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Cosenza

CASSANO ALL’IONIO (CS) – U agguato mortale scuote il territorio della Sibaritide. Un commando armato ha fatto irruzione nei pressi dell’abitazione di Damiano Pepe, 64 anni, noto alle cronache locali con il soprannome di “Tripolino” e ritenuto dagli inquirenti elemento di spicco della criminalità organizzata della Sibaritide. L’agguato, avvenuto ieri sera nella località Lattughelle — zona di confine tra i comuni di Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio —, ha avuto un bilancio tragico: la moglie di Pepe, la 60enne Silvana Sibarelli, è rimasta uccisa dai colpi d’arma da fuoco, mentre l’uomo ha riportato ferite gravissime.

L’agguato mortale a Lattughelle. Pepe sottoposto a intervento chirurgico
Secondo le prime ricostruzioni ancora vaglio degli investigatori, più persone armate avrebbero raggiunto la residenza della coppia prima di aprire il fuoco intorno alla mezzanotte. La violenza dell’azione non ha lasciato scampo alla donna, deceduta sul colpo a causa delle ferite riportate. Damiano Pepe, invece, è rimasto ferito in modo grave. Raggiunto tempestivamente dai sanitari del 118, il sessantaquattrenne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Successivamente, viste le condizioni critiche, è stato disposto il suo trasferimento presso l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza.
Restano ancora da chiarire diversi aspetti del drammatico agguato mortale. Gli inquirenti e i carabinieri della compagnia di Cassano all’Ionio sono al lavoro per raccogliere rilievi e testimonianze utili a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e possibili moventi. La storia familiare di Pepe si intreccia con le sanguinose faide del passato. Esponente di vertice della cosca Abbruzzese-Pepe di Cassano, era tornato in libertà nel 2019 dopo aver scontato oltre 26 anni di carcere per associazione mafiosa e omicidio ed è fratello di Eduardo Pepe, freddato nel 2002 nel corso del violento scontro tra clan che ha opposto la sua famiglia alla cosca Forastefano.




















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