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Agguato mortale a Cassano: uccisa la moglie di Damiano Pepe. Il sindaco Iacobini «giù le mani dalla città»

Cronaca

Il grido del sindaco

Agguato mortale a Cassano: uccisa la moglie di Damiano Pepe. Il sindaco Iacobini «giù le mani dalla città»

Dopo l’agguato mortale di questa notte a Lattughelle, costato la vita a Silvana Sibarelli, il sindaco di Cassano All’Ionio Iacobini chiede il Comitato di Sicurezza e un’assemblea pubblica col Vescovo «Serve una risposta immediata dello Stato»

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Agguato mortale lattughelle

CASSANO ALL’IONIO (CS) – «Giù le mani dalla città!». È un grido di fermezza e indignazione quello che si leva dopo l’agguato mortale di stanotte in contrada Lattughelle dal Sindaco di di Cassano all’Ionio. Un attacco di matrice mafiosa costato la vita a Silvana Sibarelli e nel quale è rimasto gravemente ferito il marito, Damiano Pepe, 64 anni, considerato dagli inquirenti una figura di spicco della criminalità organizzata locale. A prendere una posizione netta è il sindaco Gianpaolo Iacobini, che non usa mezzi termini per definire l’accaduto e annuncia immediate contromisure istituzionali e sociali.

Agguato mortale Cassano All'Ionio damiano pepe

Il sindaco di Cassano All’Ionio Iacobini: «Serve una risposta immediata»

«È un grido di dolore e di libertà, sono le parole che sento di dover pronunciare, senza esitazioni, all’indomani di un agguato che, per modalità e ferocia, restituisce ben evidente e riconoscibile la firma della ‘Ndrangheta», dichiara con forza il primo cittadino Iacobini. Il sindaco sottolinea come di fronte all’allungarsi di questa scia di sangue non bastino solo la prevenzione e lo sviluppo socio-economico, ma occorra una risposta d’urto immediata sul piano della sicurezza.

Iacobini Sindaco Cassano All'Ionio

«Diventa urgente una risposta fatta di ancor più intenso controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, di un’azione giudiziaria sempre più rapida e incisiva, di un impegno civile maggiormente visibile ed efficace. Nelle prossime ore chiederò formalmente al Prefetto la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica». Lunedì pomeriggio è inoltre prevista un’assemblea pubblica, promossa insieme al vescovo della diocesi di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino, per discutere con la cittadinanza delle iniziative da intraprendere contro la pressione criminale nella Sibaritide.

«Siamo vicini al sindaco di Cassano e a tutta la comunità della sibaritide scossa dall’omicidio di una donna vittima della ndrangheta. Raccogliamo il suo appello e invitiamo tutte le forze politiche a stringersi intorno alla città per ribadire l’impegno contro la criminalità organizzata. Siamo disponibili a qualsiasi iniziativa sarà intrapresa  in un territorio ché deve conoscere una risposta univoca da parte delle istituzioni. Lo Jonio non può convivere con questa ferocia che sporca le sue tradizioni civili e culturali». Così la deputata della Lega Simona Loizzo

Antoniozzi (FdI): «’Ndrangheta cancro da estirpare, politica unita»

«Il terribile agguato dove è stata uccisa una donna ripropone la questione della presenza di una ndrangheta nella Sibaritide pericolosa e violenta. È compito di tutte le forze politiche e sociali di ogni colore non dividersi dinanzi a un nemico comune. Si tratta di un territorio noto per le sue tradizioni culturali e produttive in cui vive gente perbene”. Lo afferma il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Alfredo Antoniozzi che aggiunge “Ringraziamo la forte presenza della Chiesa che è un punto di riferimento essenziale. Come governo abbiamo nel tempo investito sul potenziamento dei presidi di legalità e delle forze dell’ordine a cui va il nostro ringraziamento per quanto fanno ma è indispensabile che la democrazia non conosca divisioni e che si dimostri l’unità contro questo cancro da estirpare“.
Agguato mafioso damiano pepe3

La ricostruzione dell’agguato a Lattughelle

L’attacco è scattato durante la notte nei pressi della residenza della coppia, al confine tra i territori di Cassano e Corigliano-Rossano. Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri della Compagnia di Cassano, a entrare in azione sarebbe stato un commando composto da almeno due persone, armate quasi certamente di un’arma lunga.

Stando a una prima ricostruzione dei fatti, il commando armato avrebbe raggiunto Pepe mentre si trovava a bordo di un’auto, probabilmente dopo essere appena rientrato a casa. Resosi conto del pericolo, l’uomo sarebbe sceso dal mezzo, ma sarebbe stato raggiunto alle spalle da diversi colpi d’arma da fuoco, finendo a terra. Convinti probabilmente di averlo ucciso, gli aggressori avrebbero poi aperto il fuoco contro la moglie, accorsa sull’uscio di casa dopo aver udito gli spari. La donna sarebbe stata centrata da più proiettili al petto e al volto.

Carabinieri auto notte

Silvana Sibarelli (60 anni) è deceduta sul colpo mentre Damiano Pepe (64 anni): è rimasto gravemente ferito alle spalle. Soccorso d’urgenza, è stato inizialmente trasportato all’ospedale di Corigliano-Rossano e poi trasferito al nosocomio “Annunziata” di Cosenza, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico nel reparto di Chirurgia d’urgenza.

l’Agguato mortale e le ombre della faida

Damiano Pepe, noto negli ambienti della criminalità organizzata con il soprannome di “Tripolino”, è considerato un elemento di rilievo delle cosche della Sibaritide. L’uomo era tornato in libertà nel 2019, dopo aver scontato 26 anni di carcere per un omicidio.

La storia della famiglia Pepe si lega a doppio filo con le sanguinose guerre di mafia che hanno segnato il territorio: nel 2002, infatti, anche il fratello di Damiano, Eduardo Pepe, venne ucciso nel corso di una spietata faida tra clan rivali. Le indagini dei Carabinieri proseguono ora a ritmo serrato per far luce sugli esecutori e i mandanti dell’attacco.

 

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